<Cazzo che freddo...> Jori uscì dall'acqua ghiacciata del lago. I vestiti erano tutti zuppi e pesanti, sembrava come ci fosse un pesce nei suoi pantaloni. Si spogliò e poggiò i suoi vestiti su un ramo di un albero proprio di fronte a lui.
Stava facendo buio e Jori iniziava ad avere fame, doveva trovare una soluzione. Si guardò intorno e notò che era in un'altra dannata foresta.
Inalò la brezza di quell'aria gelata e ciò gli fece venire un brivido lungo tutta la spina dorsale, era davvero strabiliato di quante foreste celate ci fossero dietro ad ogni grande città.
Continuava ad avere fame ma non poteva allontanarsi troppo perché era nudo sotto il vento gelato del nord e fragile, nel caso gli fosse successo qualcosa questa volta un qualsiasi dio non si sarebbe sprecato a salvarlo di nuovo.
Che ne sarebbe stato di lui? Se lo chiedeva ogni dannato secondo, ogni dannata ora e ogni dannato giorno che ha passato dallo Spikeland al Trakenland. Decise, infine, di allontanarsi dall'albero coi suoi vestiti, dirigendosi verso quelle acque calme che erano sulla riva del lago da dove uscì pochi istanti prima. Si affacciò e vide il riflesso di un ragazzo, un ragazzo biondo, bagnato, con la mano destra deformata, con la sinistra segnata dalle bruciature, e un gran rossore su tutte le sue guance. Si chiedeva quanto sarebbe durata ancora quella tortura e per quale motivo i dèi gli avessero fatto passare tutte quelle atrocità.
Ripensò agli eventi e si ricordò la frase che si disse quando salutò Trepan "non so quale sia il mio scopo, ma so che devo rivendicare mio padre e il mio regno". Così alzò lo sguardo e capì. Capì il motivo del suo viaggio, capì che non era la fine e gli dèi avevano riservato per lui un futuro più decente della morte in una foresta nordica. Doveva salvare il suo popolo, non sapeva come e non sapeva quando, ma sapeva che qualunque sia stata la sua vendetta, avrebbe avuto il sapore del metallo.
Fu pensando ciò che si girò e diede le spalle a quel lago, ormai era passato e doveva pensare al futuro, doveva pensare al futuro della sua famiglia e del suo regno. Andò a passo svelto verso i suoi vestiti che per il freddo si erano solidificati e se li mise mentre una scossa gelata gli percorreva tutti i muscoli fino alle ossa. Doveva cercare del cibo. E così si allontanò lasciandosi alle spalle il lago gelato, l'albero e tutti gli altri alberi che si ergevano nelle sue vicinanze.
Erano ormai ore che camminava senza trovare cibo e quella foresta sembrava immensa. Aveva la sensazione di camminare in circolo. Perciò decise di rallentare il suo passo affrettato per evitare di sprecare troppe forze e infine si fermò. Si guardò in torno e ebbe la sensazione di essere guardato.a ebbe per tutto il tempo <so che ci sei! Dove sei? E cosa vuoi?> nessuna risposta <è inutile che ti nascondi. Esci fuori!> ancora nulla.
Per un momento pensò di sembrare stupido, chissà cosa gli passava per la testa, così cercò di togliersi dalla testa l'idea di essere seguito e ricominciò a camminare.
Non fece nemmeno dieci passi che sentì un rumore di piedi che calpestavano le foglie secche cadute dagli alberi semi-spogli. Si girò di scatto e non credette ai suoi occhi. Quell'uomo così possente con i capelli e barba lunghissimi. Quella grossa cicatrice sull'occhio sinistro. Chi non se lo ricorderebbe <Trepan!! Che grande piacere!!> lo abbracciò talmente forte da farsi male da solo <cosa ci fai qui?> gli veniva da piangere dalla felicità.
<Io sono il principe della foresta Jori, come tu sei il principe dello Spikeland. Sono qui perché gli alberi mi hanno detto che sei in pericolo> ci fu un secondo di silenzio poi Trepan sorrise <e poi mi stai simpatico!> il suo sorriso era un misto tra un ghigno malefico e un ringhio <allora, hai capito cosa vuoi fare della tua vita?>.
<Si! Devo rivendicare il mio regno e mio padre. Devo far capire a tutti chi sono io!> Jori abbassò lo sguardo sconvolto <ma prima devo capirlo io>.
Trepan poggiò il suo possente palmo destro sulla spalla sinistra di Jori <lo capirai molto presto. Fidati> detto ciò si alzò in tutta la sua possenza.
<Non ho ancora capito come ti sei fatto quella cicatrice> chiese Jori dubbioso.
<È stato un falco> rispose seccamente Trepan che aveva già iniziato ad incamminarsi verso il bosco.
Jori gli corse dietro con la fronte aggrottata e i pensieri che vagavano. Stava ripensando al sogno che fece nell'acqua del lago. Quel ruggito strano, un misto tra un leone e un'aquila, che strano.
<Trepan?> chiese Jori.
<Mh?> Trepan si voltò guardandolo fisso negli occhi <dimmi tutto> finì.
<Non voglio che tu mi creda, ma ho fatto uno strano sogno>.
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1. Il Risveglio del Drago
FantasíaJori, figlio di Re Raniar, è un principe del famoso regno dello Spikeland. Tutto prosegue secondo i piani fino a quando un impostore molto vicino a lui lo tradisce in un giorno di festa. Da quel momento si troverà ad affrontare delle scelte che non...
