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Gli ospiti ci salutano e se ne vanno sorridendo, anche io sorrido, ma a loro contrario non sono davvero contento.

Louis entra in casa verso le due pensando che tutti stiamo dormendo, ma io non sto dormendo, sono stanco di Louis, delle sue parole pesanti, de suoi pugni pieni di odio e rabbia, sono stanco di andare a scuola ricoperto di correttore, cipria, terre colorate per coprire quello che mi fa.
Cosa ho fatto?
Non mi merito tutta questa sofferenza, tutta questa agonia
Cosa ho fatto di male?
Non avrò mai risposte, e la cosa più brutta è non poterne parlare, non ho amici, e non voglio parlarne con la mamma, non deve soffrire con me.
Mi metto gli auricolari e cerco di non pensare.
Quando il cellulare segna le 5:59 mi alzo, vado in bagno, mi lavo la faccia, i denti e le mani, torno in stanza, mi vesto ed esco con lo zaino sulla spalla destra.
Si fanno le 6:45 ed io girovago a caso, poi decido di andare a scuola.
Ho le mani che puzzano di fumo, fumo troppo in questi giorni, sembro una cazzo di ciminiera...
e pensare che io sono quello che qualche anno fa, quando avevo 13 anni, guardavo male Louis quando tornava a casa puzzolente, con il mozzicone in mano, o con il pacchetto; mi promisi di non fumare, non farmi spinelli e non ubriacarmi, se non il giorno in cui Louis si sarebbe sposato (per rovinargli il giorno più bello della sua vita), non ho mai bevuto e nemmeno usato sostanze, eppure ho sempre una sigarette fra le labbra, come Louis.
Sono diventato quello che non volevo diventare.
La prima sigaretta l'ho presa una mattina presto di nascosto dalla giacca di Louis, l'ho fumata andando a scuola, cercando di non farmi vedere, avevo 13 anni, pensavo che fosse una cosa super sbagliata, ma non era necessario nascondersi dopo tutto c'era buio e non c'era quasi nessuno per strada.
A parte i colpi di tosse iniziali mi è piaciuto, così il giorno dopo ho fregato la tessera sanitaria di James (essendo minorenne non potevo entrare in una tabaccheria a comprarle) ho messo la tessera nella macchina ed ho ascoltato molto attentamente quello che diceva che dovevo fare, una volta aver ritirato il pacchetto e il resto ho preso dalla tasca della giacca un accendino che avevo preso a Louis, quel giorno compii le azioni più sbagliate di tutta la mia vita, non solo per le sigarette, ma anche per il fatto di aver preso la tessera e l'accendigas senza chiedere sono stati dei gesti brutti.
Mi promisi di non farlo mai più, ma lo feci, perché avevo finito il pacchetto, ora posso prendere la tessera di mamma, basta chiedere.
Lo nascosi per qualche mese a mamma, non avevo paura di essere scoperto, avevo paura di deluderla, è una paura che ho ancora adesso quella di deludere mamma, non voglio che soffra, lei è parte della mia vita e se dovessi fare qualcosa che va contro il suo pensiero o la sua etica non me lo perdonerei mai, perché non merita dolore, ha patito abbastanza quando papà è andato via con la segretaria.
Avendo Louis che fumava non mi fece la paternale, era stupita, ma non era arrabbiata quando ha visto il pacchetto di tabacco in bagno, lo ha accettato subito, senza fare domande.
Strano che Louis sia tornato a casa, di solito se va fuori a sbocciare torna verso le quattro e soprattutto non viene a scuola, non è da lui.
Viene verso il "mio" muretto, ha gli occhi rossi, acquosi e la sigaretta in mano.
"Cazzo ti guardi Styles?"
mi chiede guardando il mio viso. Credo.
"Boh, cosa ci fai qui?"
"Ci vengo a scuola qui"mi risponde buttando un mozzicone a terra
"Si ma di solito quando bevi non vieni"
"Fatti i cazzi tuoi"
Sospiro e mi metto una cuffietta
"E tu cosa ci fai qui?"
"Ci vengo a scuola" gli rispondo"
Lui ride.
"Che materie c'hai oggi?"
Come mai è così tranquillo?
Perché non mi urla contro?
Sarà la marijuana...
"Letteratura
Arte
Storia
Fisica
E lingua straniera"

"Io c'ho
Matematica
Biologia
Inglese
Diritto

E studio degli unicorni" mi rispode serio, ma non troppo, dopotutto è sotto effetto della maria...

Sorrido.

"Vieni ad allenamento? A vedermi?

Se non vuoi però non venire, non sei obbligato"

Non do peso a quelle parole, so che non è lui quello che parla, so che se non vado mi prendere a pugni
"Nono vengo"

Vedo con l'angolo dell'occhio che si siede accanto a me, e mi guarda, io cerco di non girarmi, e di concentrarmi sulla casa color salmone davanti a noi

Mi prende il viso e lo porta davanti al suo, lo guardo, non vedo il mare, ha gli occhi chiusi, inclina la testa verso destra.
Apro gli occhi per lo stupore quando le nostre labbra si toccano, il mio primo bacio.
La cosa strana? Non lo spiego via, ricambio e quando con la lingua chiede l'accesso non glielo nego, e quando la sua mano fredda tocca l'incavo del mio collo non gliela tolgo, anche io poso la mano su di lui, a mio contrario lui emette un verso e si stacca, ma un millesimo di secondo dopo si rittacca, lui l'ancora, io la corda.
Niente angoscia, niente paura, solo un bacio, come di quelli che si amano, anche se noi non ci amiamo.

My vioLent brotherLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora