Con il passare degli anni ho capito, ma non ho smesso di soffrire. Ho capito che non sono adatta ai sogni. Quelle che si impossessano di me fino a farmi dimenticare il mio nome sono passioni, non sogni. Io di sogni non ne ho. Per avere un sogno e mantenerlo ci vuole pazienza, impegno, dedizione. Un po' come quando si parla d'amore. Io però sono svogliata, sono pigra. Non fraintendermi: sono una gran lavoratrice e se c'è qualcosa da fare io lo faccio; il problema è che sono una pessima sognatrice. Sono le cose belle a inibirmi, a togliermi le energie. Quelle cose lì, appena le sento vicine, mi fanno perdere ogni entusiasmo. Qualcuno direbbe che sono viziata, altri mi chiamerebbero "insoddisfatta". La verità, invece, è che sono triste. Mi accendo e mi spengo continuamente. Sono triste perché sono fatta d'inizi spettacolari e di finali lasciati in sospeso. Sono triste perché non sono speciale. Chi ha un sogno e fa di tutto per mantenerlo in vita è speciale. Chi salta da un fiore all'altro senza fermarsi mai è ordinario, scialbo, invisibile. E per quanto io sia priva di sogni, in compenso ho sempre avuto un grande incubo: esistere, semplicemente, senza alcuna aspettativa; desiderare continuamente qualcosa senza credere in niente.
Susanna casciani
