Capitolo 7_Sotto un nuovo Sole

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Mi guardo allo specchio.
Mi vedo diversa.Ho gli occhi marroni a mandorla pieni di speranza, i miei capelli con sfumature bronzee sono morbidi, lisci e contornano il mio viso che aveva una forma snella ma con le guance leggermente paffute e rosse, la mia bocca invece, credo di non averla mai vista così sinceramente serena. Ho addosso un maglioncino con sfumature rosa antico che sta sopra ad una camicia bianca e dei jeans...vestiti che mi ha regalato Alice, dicendomi che a lei non stavano bene ma che a me sarebbero stati benissimo. Mi metto le mie scarpe da tennis simili alle converse ma molto meno costose e raggiungo mio padre che mi aspetta sulla soglia della porta con una cartella in mano.
"Pronta tesoro?" Chiese mettendomi una mano sulla spalla.
"Sì, papà...sono finalmente pronta."
Scendiamo dall'appartamento e raggiungiamo il pick up che ci aspetta in garage. La nostra destinazione? La presidenza della S.H.S.
Arriviamo alle 9:00 circa e quindi le lezioni sono già iniziate...chissà se incontrerò Alice...
In segreteria miss Pumpinks ci dà il permesso e ci porta davanti ad una porta in legno.
*TOC TOC*
"Signora preside, c'è il signor Green insieme a sua figlia che vogliono parlarle!"
"Avanti."
Entriamo e ci dirigiamo verso la preside che sta verso la grande finestra e si avvia nella cattedra.
Prima di sedersi dà la mano a mio padre e poi a me.
"Signor Green, come posso esserle utile?"
"Vede, signora Logans, mia figlia frequenta la vostra scuola da tre anni..."
"Sì, da come dicono le carte frequenti la III F."
"Esatto...beh, lei come ben sa, la nostra situazione economica non è delle migliori e infatti Emms...ah no volevo dire Emma, ha avuto una borsa di studio e il permesso per poter lavorare part-time il giovedì mattina. Però, sono rammaricato di doverle informare di alcuni fatti che accadono in questa scuola e di ciò che è accaduto in questi quattro giorni di assenza fatti da mia figlia..."
Mio padre racconta tutto, delle mie sofferenze, dei bulli, del mio tentativo di suicidio, delle cure... e la preside rimane stupita e durante il racconto mi lancia sguardi più volte.
"Oh, non immaginavo che nel mio istituto accadessero cose simili! Sono davvero dispiaciuta...per caso avete i nomi dei bulli?"
"Sì, certo...Ho appunto chiesto a Emma di scrivere su un foglio tutti i nomi e cognomi senza tralasciarne alcuno..." dice mio padre che passa il foglio appena preso dalla tasca alla preside.
Rimane molto stupita dei nomi scritti, probabilmente perché loro sono i classici alunni di buona famiglia e per in attimo ho il timore che vedendo che appunto sono loro ci ripensi e li lasci in pace...finché mio padre non gli porge anche il foglio scritto dal signor Matthews.
"Bene, signor Green, io le consiglio di rivolgersi prima alla polizia...sinceramente al momento non saprei come muovermi, passi prima in commissariato e si lasci avere una delega da portare a me."
Dice la preside.
Così mio padre annuisce e la salutiamo.
Il pick-up ci porta in commissariato e lì mio padre si comporta come ha fatto qualche attimo primo con la preside e presenta una denuncia. Dà sia il foglio con i nomi e sia quello scritto dal dottore.
Al contrario di come è successo con la preside, lì ci danno un foglio scritto con parole complicatissime e ci sono delle chiamate, delle firme da mettere e ad un certo punto mi fanno pure l'interrogatorio. Così comincio finalmente a capire l'importanza di ciò che sta succedendo e...per un attimo ne ho paura.
Stiamo lì per una buona parte del tempo e usciamo verso mezzogiorno e ci dirigiamo immediatamente verso la scuola dove consegniamo la delega alla preside che in sostanza dice che tutti i ragazzi accusati di atti di bullismo devono essere allontanati dalla scuola e verranno anche allontanati dal quartiere...Che fine faranno? Non ne ho idea, basta che mi liberi di loro. Usciamo con la promessa della preside che ci chiamerà non appena sarà tutto risolto e potrò ricominciare a frequentare la scuola.
Appena usciamo vedo da una finestra Alice che mi sorride e saluta, io contraccambio e le faccio un pollice all'insù per farle capire che avevamo vinto e lei allarga ancora di più il sorriso.

Sette giorni. È passata una settimana e stamattina ho ricevuto la chiamata dalla preside. Posso tornare a frequentare le lezioni già da domani. Sono le 22.22 e credo che ora andrò a dormire...prima però mi guardo allo specchio, i lividi sono quasi scomparsi e quelli più evidenti sono giallastri.
Sono le 7:00 e finalmente mi alzo, mi metto una T-shirt che mi ha regalato Alice (una delle tante che ha voluto regalarmi visto che nel suo armadio immenso non c'era più spazio e quelle cose non le metteva mai) bianca con una scritta nera che dice "love you more my burger" e dei jeans. Mi rimetto le converse nere ormai vecchiotte e una felpa grigia. Mi attacco i capelli ma poi ci ripenso e li lascio sciolti. Ora che ci penso non avevo notato quanto fossero cresciuti mi arrivavano sotto le scapole...mangio un muffin ed esco di casa ad aspettare l'autobus...
I gemelli non ci sono...Arriva l'autobus e pure gli altri bulli sono assenti...Me ne sono veramente liberata? Guardo verso l'autista che mi rivolge un sorrisetto e così ne ho la conferma:SO-NO-LI-BE-RA!
Arriviamo a scuola e mi sento un po' disorientata...vado verso il mio armadietto e ad un certo punto mi sento qualcuno che mi salta addosso...
"Yeeee finalmente è tutto finito! Emms, ora possiamo finalmente stare insieme!!" Dice Alice mentre mi stritola nell'abbraccio...È un'amica speciale, trova in ogni singola cosa un motivo per cui essere felice, non si lascia abbattere dai pregiudizi e nonostante una ragazza molto popolare non se la crede. "Anch'io sono felice, Ali!" Le dico quasi soffocata dal suo abbraccio. Mi lascia e mi prende le mani
"Bene, ora vieni con me che ti presento delle persone!"

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