Il grido della pazzia

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13/12/13

-    Elaine

Non credevo sarebbe arrivata a tanto, la mia ragazza che cerca di uccidere un ragazzo non del tutto disinteressante che mi ha appena baciato. Ma cosa stavo facendo? Ero li impalata mentre quei due stavano per ammazzarsi, era ora di farlo finire quello stupido litigio: " Smettetela! Ora! " gridai io,  ma loro continuavano, era come un incubo da cui non potevo uscire, inoltre quei fulmini che imperversavano sul cimitero erano pericolosi, sentivo anche i nostri compagni che ridevano sguaiatamente e che ballavano a tempo di una canzone che avrei definito techno/hip hop : " Elaine! Elaine! " Kristal si era finalmente fermata, veniva verso di me, ma perché urlava? Perché continuava a ripetere il mio nome? Perché? La sua voce era come l'eco lontana che si sente quando stai dormendo e c'è qualcuno che cerca di svegliarti : " Elaine! Elaine! Elaine... Ti sei bloccata di nuovo. " una volta aperti gli occhi fu come se un treno mi avesse colpito in faccia, forse era a causa dei farmaci o forse a causa delle testate che avevo dato alle sponde del letto, a cui ero legata da un anno, per tentare di scappare. Ora ricordo ... mi trovo nell' "Ann Arbor State Psycopathic Hospital" l'ospedale psichiatrico più rinomato nella parte settentrionale del Michigan, come si chiama lo psichiatra che mi sta di fronte? Lo dimentico continuamente, sempre colpa di quei cavolo di farmaci. È da ormai un anno che non ricordo gran parte delle cose, ma devo continuare così devo continuare a fingere, così prima o poi riuscirò a scappare: " Continua la tua storia Elaine, mi stavi raccontando di come Dean ti avesse baciato ... poi cosa è successo?  " il dottore insisteva : " Elaine è importante che tu mi racconti tutti i particolare di queste tue fantasie che hai da più di un anno, così possiamo riuscire a farti lasciare in pace da questo manicomio, che ne dici? " non era poi così convincente come credesse, ma continuai a raccontargli la storia, almeno avrei avuto qualcuno che mi ascoltava, dunque, dove eravamo rimasti? : " Kristal stava venendo verso di me, aveva le lacrime agli occhi, non sapevo se abbracciarla o strangolarla! Insomma, alla fin fine stava per uccidere Dean! " dissi io, : " E tu non hai fatto niente per impedirle di fargli del male, giusto? " mi chiese sospettoso il dottore : " In realtà avevo voglia di vederli litigare ... " risposi io, : " E perché avevi questa voglia malsana? " chiese ancora lui, : " Semplicemente perché non sapevo chi mi piacesse di più! e nessuno mi ha mai voluto così bene, quindi vederli litigare era quasi come un duello medievale, solo senza cavalli, né scudi né tantomeno le spade. Subito dopo scappai nella radura che circondava il cimitero, volevo andarmene e non tornare più, non capivo neanche io cosa volessi. Ad un certo punto mentre correvo sentii la terra tremare sotto di me, all'improvviso vidi che i vetri della sala da ballo dove si trovavano tutti i nostri compagni esplosero, e con i vetri anche tutti quelli che c'erano dentro, volavano pezzi di vetro ovunque; io caddi a terra stremata e mi rannicchiai per paura, ma in quel preciso istante mi arrivò un sms da un numero sconosciuto e firmato con lo Yin Yang che diceva che la causa dell'esplosione erano i miei amici: Daisy e Matt. Non ci volevo credere e ripresi a correre per andare dentro quel buco infernale a cercarli, stavolta sarei stata coraggiosa e non mi sarei tirata indietro; avrei dimostrato a tutti che anche io ero capace di essere un'eroina come Daisy ... " "E li trovasti nel " Buco " di cui parli? " chiese lui con faccia la indisturbata di chi pensa che una storia sia insulsa, era quasi ironico quando disse " Buco ", comunque io continuai : " Non riuscii ad entrare perchè l'esplosione aveva fatto crollare anche la nostra stanza, quindi i miei amici erano intrappolati e non avevano via di fuga! Dovevo fare qualcosa capisce?! Dovevo aiutarli! Quindi uscii dal dormitorio che stava crollando pezzo per pezzo e presi una pala dallo scantinato, tornai nel punto dove avevo sentito la terra tremare e cominciai a scavare, al momento sembrava l'unico modo per raggiungere il sottopassaggio segreto per arrivare alla tana di quel sociopatico, inoltre Matt e Daisy erano li da quasi due giorni, chissà se erano ancora vivi ... " nel frattempo notavo che il dottore si guardava l'orologio, come se dovesse essere da qualche altra parte, come se la mia storia non fosse abbastanza interessante : " Continua Elaine, continua. " ripresi il mio discorso : " Mentre scavavo sentivo che Dean e Kristal gridavano il mio nome e mi cercavano per il cimitero, ma non avevo tempo di rispondergli, dovevo continuare a scavare... tutto d'un tratto sentii la terra tremare ancora, ma questa volta era più vicino a me, in men che non si dica mi ritrovai sotto terra, sola con la torcia del telefono che ovviamente non aveva linea e aveva una tacca, così tentai di chiamare Kristal ma non rispose, e in quel momento mi ricordai che aveva lasciato il telefono in camera, nella camera che ora era fra le macerie, così tentai di chiamare Dean, e dopo pochi squilli rispose : " Elaine! Dove sei?!?! " era preoccupato, ma sentii Kristal dirgli di darle il telefono : " Elaine, amore dove sei? Sono preoccupata! " io risposi in fretta ma non riuscii a farmi capire e mentre cercavo qualcos... " " Okay ora basta Elaine, la sessione di oggi è terminata " mi interruppe il dottore : " Va bene Doc, ma la prossima volta mi porti fuori da questa stanza, la prego " mentre usciva si fermò fra il muro e la porta lasciandola socchiusa, mi guardò con un sorriso ammiccante e disse : " Va bene Elaine, ti ci porterò ma toglimi una curiosità... cosa c'era nel sotterraneo? " il mio volto diventò serio come a un funerale, mi stava uscendo una lacrima ma la trattenni... : " Cose indicibili... " lui si spavento quando gli risposi in quel modo e uscì dalla stanza, ma non prima che io riuscissi ad infilare un piede in mezzo alla porta automatica, finalmente c'ero riuscita, ero fuori da quella stanza maledetta. Seguii il dottore per un paio di corridoi prima a destra poi a sinistra, salì su un paio di scale che portavano al piano superiore, io senza farmi sentire entrai dopo di lui nel reparto " Traumi Gravi " ed è lì che lo vidi aprire una stanza con una tessera magnetica, mi affacciai dal vetro rettangolare che dava visibilità all'interno della stanza, c'era una ragazza bionda , girata verso destra seduta per terra con un foglio sopra un banco di fronte a lei, disegnava, sembrava felice, forse troppo per essere in un manicomio, si girò verso di me ma il dottore passandole davanti la coprì prima che potesse vedermi, mi accovacciai per ascoltare cosa dicevano : " Buongiorno Daisy, come andiamo oggi? " Oh mio Dio! Era Daisy! Daisy esisteva davvero! Lei si girò e lo guardo con un sorriso quasi inquietante e rispose al saluto : " Buongiorno, Dominic! ".

S.O.C.I.O. (#Wattys2017)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora