Mi spiace, ma non posso più allontanarmi da te. Ormai mi hai segnato e non posso più tornare nel passato per cancellarti.
Aspettami... ti verró a trovare molto presto, e questa volta non ti lasceró più andare... nessuno ti porterà via da me questa volta...
Mi sveglio di scatto durante una notte blu con la luna piena. Ho di nuovo fatto il sogno che mi accompagna da anni: un ragazzo che racconta delle favole ad un'una bambina e alla fine le confessa i suoi sentimenti.
Do una veloce occhiata all'orologio che era posato sul comodino vicino al mio letto matrimoniale: le lancette segnavano le 5 del mattino. Decisamente troppo presto per alzarsi, ma ormai il sonno non riaffiorava più la mia mente.
Inizio la giornata con l'aprire delle tende, che mostrava le lingue del sole che ci regalava il cielo, e facendo passare un po' d'aria fresca del mattino.
Mi dirigo verso il bagno intenta a prepararmi con le cuffie nelle orecchie.
Casa silenziosa. Non si sentiva nulla se non dei fievoli suoni proveniente dalle mie cuffie.
A casa da sola. Sempre così è e così sarà.
Passati un paio di minuti ritorno in camera mia non sapendo cosa fare.
"Forse mi eserciterò un po' col violino." Fu il primo pensiero che mi venne in mente.
Tolgo il violino dalla sua custodia e lo poso sulla mia spalla; non sapevo che brano suonare, così prendevo il cellulare e prendo canzoni a caso: è uscito "Baby Don't Cry" degli EXO.
Iniziai entrando nel mio mondo, suonando nota dopo nota: il violino mi dava una sensazione tutt'altra diversa da quella che mi dava il mondo reale; il mondo reale è così noioso. Sempre le solite routine e le stesse azioni.
Nota dopo nota. Canzone dopo canzone. Fu un soffio d'aria che il tempo passó come un'uragano: erano le 7:15. Dovevo iniziare a vestirmi.
Prendo la divisa della mia scuola: essa consisteva in una gonna a quadri bianchi, neri e grigi, una camicia bianca accompagnato da una cravatta femminile del medesimo colore della gonna, infine una giacca a maniche lunghe bianca, con l'estremità vicino ai bottoni frazionata da una striscia nera. Tasche, maniche e stemma della scuola.
Mi ci volle quasi 30 minuti per finire di prepararmi; prendo la cartella e chiudo la porta della casa a chiave.
Un venticello fresco stava dominando il quartiere. I petali dei fiori che cadevano dagli alberi danzavano mossi dal vento.
Mi fermo davanti alla fermata del bus, circondato da piccole pozzanghere d'acqua lucida e volatili che riposavano sulle panchine. Una giornata tranquilla; se mi togliessi le cuffie, il paesaggio attorno sembrerebbe un dipinto: nessun dialogo, nessun movimento.
Il bus arrivó in orario e aprì le sue porte per permettere agli passeggeri di darvi accesso, anche se ero l'unica in quel momento.
Il bus continuava a muoversi, io ero sempre seduta sulla mia postazione ad ascoltare le mie canzoni e a chiudermi nel mio mondo, almeno in quel momento.
Fermate dopo fermate, intravidi un ragazzo salire sul bus e a sedersi davanti a me. Taglio militare. Abbastanza basso di altezza. Sguardo freddo. Occhi grigi.
Non gli diedi più di qualche occhiata che arrivai a scuola.
Scesi e mi dirigo verso la mia classe e noto un particolare: mi stava seguendo...
Mi fermavo, si fermava. Camminavo, camminava. Correvo, correva. Abbastanza della situazione mi giro per chiedere se aveva bisogno di aiuto:
"Ehm... hai qualche problema?" Chiedi
"Si... non so dove si trova la presidenza."
"Ah, vai dritto per il corridoio e infine giri a destra. Dovresti trovarla davanti a te."
"Grazie"
Camminava senza sosta, così me ne andai anche io.
Gli studenti cominciavano ad aumentare nella classe e infine arrivó anche il professore che introdusse un nuovo studente: era lo stesso ragazzo che vidi 2 minuti fa.
Il professore lo presentó col nome di Levi Ackerman.
"Levi Ackerman?" Pensai. Quel nome mi pareva familiare e anche quel volto. Dovrei averlo visto da qualche parte.
"Bene... siediti all'ultimo banco vicino alla finestra. Davanti a te c'è [Y/n], spero fate amicizia presto. Se hai qualche problema chiedi pure al capoclasse" finì il professore.
"Ackerman?" Ricominció
Il nuovo studente iniziava ad avanzare il suo passo verso il suo posta, ma il suo obbiettivo non era la postazione, ma ero io. Corse da me a mi abbraccio gridando il mio nome.
Eh?
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Fiuuu. Ce l'ho fatta. Mi scuso per avervi fatto aspettare tanto. Almeno oggi potevo saltare i compiti ><
Com'era? Piaciuta? Spero di si ><
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||Diary|| Yandere!Levi x Reader
Random[Completato] Un'amore pazzo con cui le parole non bastano, dove servono le maniere forti per conquistare. Qui si deve essere vincitore su ogni cosa. Lui farà di tutto per ottenere la sua ragazza, anche al costo di uccidere tutti gli insetti che si...
