ONE WEEK LATER
LUNEDÌ
È passata una settimana dall'ultima volta in cui l'ho visto. Sono ormai più di due settimane che evito di andare a scuola per non vederlo, e purtroppo è arrivato il momento di affrontare la realtà. Indosso un paio di leggins neri e una felpa verde di Harry. Harry, le cose con lui vanno sempre meglio, anche se non so dire con esattezza cosa siamo. Infilo le mie vans nere prendo lo zaino e esco di casa accorgendomi di esssere in un ritardo bestiale.
Quindici minuti dopo sono già a scuola, fortunatamente non c'era traffico. Mi dirigo verso la mia aula notando che la porta di quest'ultima è già chiusa.
" Perfetto Cara, ottima mossa per passare inosservata. Arrivare in ritardo il lunedì mattina."
Va al diavolo vocina del cazzo.
Bussai alla porta con non curanza e attesi all'incirca dieci secondi prima di sentire una voce, fin troppo familiare,dire "Avanti".
Insomma sapevo che prima o poi lo avrei rivisto e che avrei riascoltato la sua voce, ma speravo di essere un po' più fortunata e di non doverlo affrontare subito in prima ora. Mi feci coraggio ed entrai in classe.
< Scusi il ritardo prof>
Evitai assolutamente il contatto visivo con quel bastardo.
<
Signorina le sembra questo il modo? Per ora vada a sedersi ne riparleremo più tardi>
"Col cazzo che ci parlo con te"
Sussurrai a bassa voce, ma a così bassa voce che nemmeno io riuscì a sentirmi.
< Come scusi? Ha qualcosa da ridire signorina?>
Oops, forse non ero stata così silenziosa come credevo.
Dopo i sessanta minuti più lunghi della mia vita finalmente quella dannatissima campanella. Ci alzammo tutti per uscire dalla classe e dirigerci velocemente verso quella che sarebbe stata la nostra aula per la prossima ora.
<Signorina, non così in fretta. Mi sembra che io e lei abbiamo un conto in sospeso.>
E che diamine.
Rifletto sul da farsi, potrei andarmene e far finta di non aver sentito ma probabilmente lui mi inseguirebbe.
<Mi dica professore>
Si dirige verso la porta e fa per chiuderla.
< Se chiudi quella porta mi metto ad urlare>
< Ma come siamo irrascibili oggi.>
Ma stiamo scherzando?! Ma questo qui ci fa o ci è? Sbuffo.
< Dimmi perché sono ancora qui e facciamola finita con queste stronzate.>
Sto cercando di dimenticarlo e la vicinanza che si è venuta a creare tra noi non mi aiuta affatto. Faccio due passi indietro evitando il suo sguardo. Guardare i suoi occhi, che fino a poco tempo fa trovavo irresistibili, mi dava dispiacere ma soprattutto disgusto. Ecco, sì, ero disgustata dalla persona che avevo tanto amato.
< Lo sai che allontanarti servirà a ben poco, ascolta: non posso spiegarti perché ho dovuto lasciarti ma fidati l'ho fatto per il tuo bene...>
<BASTA, non c'è bisogno che continui a sparare cazzate, non credi di esserti già reso abbastanza ridicolo ai miei occhi?! Finiscila. >
< non capisci non sto "parando cazzate" come dici tu,devi ascoltarmi ho bisogno che tu mi creda.>
<Ooh io non ti devo proprio un cazzo. Ma ora che ci penso non sono tutte cazzate quelle parole che sono uscite da quella specie di cosa che chiami bocca. Hai ragione,tu lo hai fatto per il mio bene, se non mi avessi lasciato non avrei mai incontrato Harry e probabilmente avrei sprecato molti anni della mia vita con una persona di merda come te. E ora se non ti dispiace ho intenzione di uscire da quella porta e di far finta che tutto questo non sia mai accaduto.>
< Pensi che lui potrà darti quello che ti ho dato io? Pensi che potrà amarti come ho fatto io? La risposta è no! Perché io ti conosco ,so come sei ,so che lui non va bene per te. Io ti amo. Tutto quello che devi fare è aspettare. Prima o poi torneremo insieme>
<Io no>
<Cosa?>
<Io non posso e non voglio aspettarti. Ai miei occhi tu non sei altro che il mio professore ormai. Non ti amo non potrò mai guardarti come ti guardavo prima. Non sono una pedina che puoi raggirare come e quando vuoi. >
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Il "mio"professore
RomanceCosa succederebbe se, la bellissima studentessa universitaria "CARA", si innamorasse del professore più affascinante di tutta l'università di lettere?
