Aprì gli occhi, ritrovandosi di nuovo in ospedale. Cercò di alzarsi, ma una fitta al petto lo bloccò e ricadde sul cuscino con un gemito, rimanendo con lo sguardo annebbiato per qualche secondo. A quanto pareva questa volta la ferita era molto più dolorosa di quella al fianco e ad ogni movimento gli dava l'impressione di mozzargli il respiro.
«Vedi di stare un po' fermo! - fece una voce vicino alla finestra della piccola sala, facendolo voltare da quella parte e aspettando che tutto tornasse a fuoco, vedendo poi Heiji che riprese a parlare con aria tranquilla - Con quella ferita credo che sarà difficile alzarsi senza riaprirla, dovrai aspettare che il dottore ti dica che puoi muoverti!» aveva le mani in tasca e sembrava avere un'aria molto più seria del solito, come se si fosse preoccupato particolarmente, probabilmente era lì da parecchio tempo.
«Cos'è successo?» chiese un po' confuso.
«Sei in ospedale da due giorni, ieri sera ti hanno operato, il proiettile ti ha preso in pieno un polmone e se non ti operavano subito probabilmente saresti morto...» rispose Heiji, sempre con aria seria.
«Come sono uscito di lì? Ricordo solo che Vermouth mi ha sparato addosso, poi non ricordo più nulla.» disse Shinichi con un filo di voce.
«Certo, eri svenuto, è normale che non ti ricordi nulla. Comunque è stato di nuovo Kaito a salvarti: non so perfettamente cosa sia successo là dentro, lui non l'ha voluto raccontare, ma stavolta ci stava per rimettere la pelle anche lui, è arrivato qui ieri mattina ferito e con te sulle spalle.»
«Capisco... E Ran? Sta bene?»
Heiji guardò per qualche secondo l'amico poi abbassò lo sguardo senza parlare. Ora sembrava ancora più serio di prima e Shinichi pensò subito al peggio: qualcosa dentro di lui iniziò a opprimerlo, sentiva che avrebbe potuto cessare di respirare da un momento all'altro. Con voce tremante ripose la domanda in modo diverso.
«Hattori, - disse - dov'è Ran?»
Il ragazzo aprì la bocca per parlare, ma poi la richiuse immediatamente. Shinichi non capì se quella riluttanza nel parlare era perché non sapeva cosa dire o perché non voleva proprio dire cosa era accaduto, ma lo irritò talmente tanto che non riuscì più a trattenere la rabbia.
«Hattori, dimmi dov'è Ran!» urlò Shinichi, un urlo che gli mozzò il fiato per via della ferita che gli diede una fitta allucinante al petto, lasciandolo di nuovo intontito per qualche secondo.
«Ok ok, calmati... te lo dirò!» disse l'amico preoccupato, non voleva che Shinichi si sforzasse più di tanto, inoltre era preoccupato della reazione che avrebbe avuto l'amico a ciò che gli avrebbe detto.
«Ran è... dall'altra parte del corridoio... La botta in testa è stata forte... - si fermò un attimo poi, dopo un lungo sospiro, riprese - è entrata in coma...»
Shinichi rimase immobile. In un attimo sembrò che tutto il mondo gli fosse crollato addosso: sentì salire il panico, ma come al solito nemmeno una lacrima solcò il suo viso. Heiji notò l'espressione di sgomento nei suoi occhi azzurri e cercò di rassicurarlo.
«Kudo, io...»
«Lasciami solo Hattori, ti scongiuro!» lo interruppe lui con aria talmente seria e fredda da far venire i brividi al ragazzo di Osaka che, dopo un sospiro, uscì dalla stanza, rassegnato, chiudendosi la porta alle spalle.
Quando finalmente Shinichi fu da solo, tirò infuriato un pugno sul suo stesso materasso, con il braccio libero dal tubo della flebo, sentendolo vibrare sotto di lui. Non era possibile, Ran non poteva essere in coma, non ora, non quando stava ricominciando ad innamorarsi di lei, non quando era di nuovo riuscito a ricordare qualcosa dei momenti che avevano passato assieme, non quando si stava innamorando nuovamente della sua semplicità, della sua dolcezza, della sua grinta. Ran doveva resistere, doveva combattere, doveva vincere questa battaglia in cui l'avversario sembrava più forte di lei: proprio come la finale del torneo di karate, che ora il ragazzo ricordava perfettamente.
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Ricordi di ghiaccio rosso
FanfictionAi ha dato l'antidoto a Shinichi, facendolo tornare adulto, e ha raccontato a Ran il segreto di Conan Edogawa. Shinichi, invece, è riuscito a far arrestre i pezzi grossi dell'organizzazione con molte difficoltà, scoprendo, però, con enorme dispiacer...