3. Riflessioni notturne

714 32 3
                                        

"The greatest happiness of life is the conviction that we are loved; loved for ourselves, or rather, loved in spite of ourselves." 

Londra era immersa in una notte chiara, fresca e piacevole.

La luna insonne giocava tra piccole nubi trasparenti e si bagnava nell'oceano beato delle stelle.

Sotto, in un letto a baldacchino in una stanza al piano superiore di una casetta Indisegnabile circondata dal buio, dormivano due anime legate.

Hermione si girò su un fianco, sospirando. Erano ore che se ne stava lì, stanca ma incapace di addormentarsi.

Si era alzata per camminare su e giù per la casa, si era bevuta due tazze di camomilla con gocce della Pozione Soporifera e aveva persino provato a contare le pecorelle. Niente da fare.

Pensò a quando era piccola, alle notti di tempesta che le impedivano di dormire tranquilla. In quelle occasioni scendeva giù dal letto, rabbrividiva quando i piedini toccavano il pavimento freddo e si lanciava in una corsa folle verso il letto dei genitori.

Sua madre mugugnava nel sonno, la prendeva e la infilava sotto le coperte e lì si addormentava quasi subito, stritolando Hector il peluche e cullata dal russare rassicurante del papà.

Ed ora eccola lì, dopo vent'anni, incapace di addormentarsi in una notte tranquilla come quella.

Osservò il marito, così rilassato e placido nel sonno, con i capelli scuri sparsi sul cuscino e sulle labbra qualcosa simile a un sorriso. La sua camicia da notte risplendeva, quasi di un bianco traslucido, sotto la luce della luna, in contrasto con le coperte rosso borgogna.

Era bellissimo. Non quella classica bellezza fiorente ed evidente, ma era qualcosa che donava la sua luce a chi aveva la pazienza di attenderla silenziosamente.

Possibile che fosse stata l'unica ad accorgersene?

Le labbra di Hermione si piegarono in un sorriso lieve. Dopotutto era un' insopportabile So-Tutto-Io.

Si girò dall'altra parte, sospirando, e si mise seduta. Guardò la luna quasi piena, i rami scuri degli alberi che quasi la sorreggevano dal basso. E le stelle, splendenti nonostante il bagliore argenteo e prepotente della loro regina rotonda.

"Cosa ne sarà di me? E di Severus? Cosa affronteremo ancora?"

Sospirò nuovamente, stringendo le palpebre e portandosi le ginocchia al petto.

Dopo la guerra aveva perso quasi tutto. Genitori. Amici. Convinzioni. Sogni.

Eppure, quando tutto stava per crollare lei aveva retto e sopportato ancora e ancora, finché il dolore era diventato un compagno abituale. E finché un giorno tutto aveva smesso, e della vita che aveva vissuto riconosceva soltanto pezzi sparsi sul terreno, macerie su cui non si sapeva se si sarebbero ricostruite qualcosa. Aveva persino pensato di farla finita una volta per tutte.

Ma arrivò colui che aveva detestato per sette anni, colui che aveva il nome più infangato tra i maghi e che improvvisamente diventava l'eroe incompreso.

E pian piano cominciò, volente, o nolente, a conoscere quel cuore infranto che veniva tenuto insieme solo grazie alla sua maschera di fredda indifferenza.

Capì che c'era molto più che un naso adunco, molto più di un paio di occhi accusatori, molto più di un sorriso sprezzante.

E lì, sulle sponde del Lago Nero, provò per la prima volta la sensazione delle sue labbra sottili sulle proprie. E fu proprio da quella serata fresca d'estate che il suo Patronus diventò uno stallone, forte e scalpitante, pronto per lanciarsi nel cosmo con lei in groppa.

- Her-Hermione?-

La donna si girò di scatto al suono della sua voce assonnata. Sorrise intenerita:- Sì, pigrone?

- Non approfittarti troppo della mia assenza mentale... Non durerà a lungo.-

- Ah beh, me la godrò immensamente finché potrò, pigrone.- rise lei.

Lui sorrise debolmente, aprendo con calma gli occhi e scuotendo la testa, esasperato. Ci fu un momento di silenzio, in cui i loro sguardi si impressero l'uno nell'altro, sostenendosi a vicenda.

Lei sospirò, pensando a come quei due maledetti occhi la attraesse così maledettamente tanto.

- Perché non riesci a dormire?-

- Io... Stavo solo pensando.-

- Pensando a...?-

- A quante cose abbiamo fatto, quante altre non ancora, e quante non faremo mai. Penso alla prima volta in cui ti ho scoperto per quello che eri veramente, alla prima volta che mi hai baciata...- si interruppe, persa nei ricordi, ma poi si riprese.

- E ora...- venne subito interrotta da un paio di mani lievi ma decisi che la prendevano per le spalle, il corpo di lui che si avvicinava e quelle dita affusolate che le distendeva i muscoli, scioglieva i nervi e rilassava le spalle cariche di stress.

Si lasciò sfuggire un sospiro di piacere, e dopo essersi sentita meglio, si girò e premette le proprie labbra sulle sue. Continuarono così per un po', finché lei si staccò e si mise in grembo al marito, che le cinse la pancia con le braccia.

- Mi spiace per l'interruzione... Dicevi..?-

- E ora... Ho paura.- ammise lei, con la testa bassa.

Severus fu colto alla sprovvista. Spaventata? LEI?

- E di cosa hai paura?- chiese, incuriosito.

- Ho terrore... che... Che tutto questo finirà. Ho paura che te ne vada, lasciandomi più sola che mai, ho paura che tutto questo sia solo un sogno troppo bello per durare, e che presto dovrò risvegliarmi.... Senza di te.- la voce si spezzò, si coprì il viso con le mani ma le lacrime andarono lo stesso a bagnare le coperte.

- Hermione. Hermione, guardami.-

Lei si girò lentamente, spazzando via le lacrime, finché si ritrovò di nuovo avvolta da quegli occhi terribilmente belli.

- Hermione?- la chiamò di nuovo, stavolta con la voce ancora più morbida.

- Sì?-

- Io sono qui. Tu sei qui con me. Quello che importa è che in questo momento siamo qui. Insieme. Quello che succederà succederà e basta. Il Tempo non chiederà mai il nostro parere. Quel che so è che siamo qui, ora, e finché avremo questa certezza, tutto andrà per il verso giusto.-

Ci fu un momento di silenzio.

- Me lo prometti, Severus?-

- Certo che sì, Hermione.-

Fuori le stelle scintillavano caparbie, quasi a voler sigillare per sempre quelle parole nel blu profondo dell'oceano celeste.



Chiedo formalmente SCUSA per il ritardo immenso e imperdonabile. E' stato un periodo un po' pieno, inoltre sto lavorando contemporaneamente a quattro storie. (si, sono pazza)

Veramente, mi vergogno di guardarvi in faccia. (si inginocchia e implora perdono).

Spero almeno che sia valsa la pena aspettare questo sgorbio creativo! Stellinate, commentate e amatemi nonostante tutto!


La vostra amatissima (quando aggiorna in fretta)

e odiatissima (quando non aggiorna mai, cioè sempre) 03Snamione03.

PS: Aggiornerò l'altra storia appena potrò. Ma MAI mettere fretta a una perfezionista.

Without YouDove le storie prendono vita. Scoprilo ora