Capitolo 2

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Piegai distrattamente i vestiti che avevo usato per la lezione, per poi sedermi sulla panchina dello spogliatoio per sistemare la mia borsa. Controllai l'orario sul telefono: era quasi ora di cena.

Alzai lo sguardo e credo che, se fosse stato possibile, il mio cuore avrebbe smesso di battere per qualche secondo.

Mina si stava cambiando e si era appena tolta il suo top aderente, esponendo la parte superiore del suo corpo. Non riuscivo a guardare nient'altro che la sua pelle chiara e i suoi addominali perfetti. Ero come incantata.

E lei era davvero perfetta.

Scossi la testa, distogliendo lo sguardo e ritornando alla realtà.
Ma perché quel giorno non mi riuscivo proprio a controllare? Non potevo fissarla così, quello si chiamava invadere la privacy di una persona. Dovevo smetterla.

Speravo solo che nessuno mi avesse visto, o almeno che lei non se ne fosse accorta. Mi era già bastata la brutta figura di qualche minuto prima. Non volevo che pensasse che fossi pazza.

Presi la borsa e mi recai frettolosamente fuori dallo spogliatoio, senza neanche salutare. Dovevo sbrigarmi, o Tzuyu e Dahyun non mi avrebbero aspettato per andare in mensa.

Appena uscita dalla porta, tirai un sospiro di sollievo e iniziai ad incamminarmi verso la mia stanza.
La strada dal padiglione al dormitorio era abbastanza lunga, per questo mi misi gli auricolari. La musica avrebbe fatto compagnia a me a ai miei pensieri.

Chiusi gli occhi solo per un attimo, e subito iniziarono a ripetersi nella mia testa le immagini di lei che ballava, che arrossiva, che sorrideva, che si imbarazzava.

Perché doveva essere tutto così complicato? Più passava il tempo, più era difficile nascondere i miei sentimenti. Anzi, crescevano giorno dopo giorno, senza che lei facesse niente. Senza che io potessi fare niente.

Sapevo perfettamente che, andando avanti così, mi sarei solo fatta del male. Lei non mi aveva mai dato qualche segnale per farmi capire che le interessavo.
Non mi avrebbe mai notato, ed io ero troppo timida per farmi notare. Ero come invisibile.

Ma era come se non potessi farne a meno. Era più forte di me.
Nonostante non mi conoscesse, nonostante non le importasse niente di me, continuavo ad essere attratta da lei.

Solo a vederla da lontano, iniziavo ad agitarmi, il mio cuore iniziava a battere più forte e dovevo trovare tanto autocontrollo per non farlo notare a chi mi stava intorno.

In realtà, non ero proprio certa di amarla. Non potevo ancora definire quello che provavo amore, se non le avevo mai parlato. E se dovesse avere un carattere differente rispetto a quello che mi immaginavo? E se in realtà fosse antipatica? E se invece le stessi antipatica io?

Alla fine non la conoscevo così bene. Nonostante avessi tanto voluto, non avevo mai avuto l'occasione di conoscerla. E più passava il tempo, più ero sicura non l'avrei mai avuta.

E se? Ma se? Forse se? Chissà se?

Perché non potevo essere un po' meno timida? Perché non potevo avere il coraggio di farmi avanti? Per la paura. Per la paura di ritrovarmi con il cuore spezzato. La paura, che mi costringeva a nascondere i miei sentimenti.

Arrivai di fronte alla porta della mia stanza, e bussai. Mi scocciavo di cercare le chiavi, e poi sapevo che dentro ci fosse Dahyun: era la prima a tornare in camera.

Bussai di nuovo. E di nuovo. E di nuovo. Oh andiamo, perché ci stava mettendo così tanto?
Così fui costretta a togliermi le cuffie e prendere le chiavi, per poi entrare.

Gettai la borsa per terra, nel piccolo corridoio, per poi recarmi nella camera da letto.

-Insomma, ci vuole così tanto per...- iniziai a dire, ma mi bloccai immediatamente, rimanendo a bocca aperta, con un'espressione confusa: Momo era stesa su Dahyun, sopra il letto della coreana, e si stavano baciando tutt'altro che teneramente.

-Chaeyoungi! G-già sei t-tornata?- balbettò Dahyun, guardandomi in imbarazzo, appena Momo si staccò da lei, spostandosi e arrossendo.

-Ehm, s-si, non pensavo che... avevo bussato ma... ora vado a cenare... uhm, ciao Momo!- dissi frettolosamente, per poi correre fuori, sbattendo la porta.

Sospirai. Dopo avrei dovuto fare un bel discorso a Dahyun. Sapevo che si stessero frequentando, ma non che fossero già arrivate a quel punto. Eppure non si conoscevano neanche da una settimana!

Ah, perché non poteva essere così semplice anche per me?

Sentii un tocco leggero sulla mia spalla, per poi vedere il dolce sorriso di Tzuyu. Doveva essere appena tornata dalla classe di teatro.

-Unnie! Che ci fai qui fuori? E dov'è Dahyun?- chiese confusa, facendo incontrare il suo sguardo con il mio.

-Ehm, non credo tu lo voglia davvero sapere. Ti dico solo che è meglio se ci avviamo da sole in mensa, Dahyun è abbastanza 'occupata' con Momo.- dissi, enfatizzando la parola occupata.
Lei annuì. Ma non credo avesse veramente capito, per la sua espressione ancora innocente.

Iniziammo ad incamminarci, in silenzio. Non ero molto in vena di parlare.

-Chae... perché hai quest'espressione triste? È successo qualcosa?- mi disse, non molto sicura. Mi era sembrata preoccupata.

-Mh, non ti preoccupare Tzuyu, sto bene.- mi sforzai di sorriderle.

No, non sto bene.

-Okay Unnie- rispose, ma poco convinta, per poi cambiare discorso -Comunque dato che stiamo solo noi due... una ragazza davvero simpatica mi ha invitato a sedermi al tavolo con lei! Si chiama Sana e l'ho conosciuta al corso di teatro. Magari potremmo sederci lì!- mi propose, contenta.

Annuii distrattamente, ancora persa tra i miei pensieri.

Sana...

Aspetta, Sana?

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But it won't turn out well, I'll look back and regret it

Like A Fool || Michaeng Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora