Capitolo 7

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-Quindi ti ha lasciato così, senza aggiungere altro?- mi sussurrò Jihyo. Era abbastanza confusa, ma non quanto lo fossi io.
Annuii, sospirando.

-In più ha iniziato di nuovo ad ignorarmi. E anche peggio di prima... non mi guarda negli occhi neanche per sbaglio.- le risposi, sempre sussurrando.

-Ah, dovevi rincorrerla, Chae!- mi sgridò, alzando leggermente la voce e facendo voltare infastiditi alcuni ragazzi che stavano seduti vicino a noi.

-Ssh! Fate silenzio.- ci richiamò la bibliotecaria, fulminandoci con lo sguardo, per poi riportare la sua attenzione sul libro che stava leggendo.

Roteai gli occhi, scuotendo leggermente la testa. Perché non era in grado di parlare a bassa voce? Non era la prima volta che venivamo richiamate, quel giorno, per colpa sua.

Jihyo era un anno più grande di me. L'avevo conosciuta al corso di canto dato che lei, essendo la migliore dell'istituto, molto spesso affiancava il nostro insegnante. Davvero, la sua voce riusciva a stupire tutti.

Nonostante non ci incontrassimo spesso a causa degli impegni, dello studio, delle amicizie diverse, le volevo davvero bene. Mi trattava come se fossi sua sorella minore e mi aiutava sempre nei momenti di difficoltà.

Infatti, oltre ad avere una voce stupenda, era anche molto brava ad ascoltare e a dare consigli.

Proprio per questo avevo finalmente deciso di parlarle della mia crush per Mina e di cosa era successo la sera di qualche giorno prima, fuori da quella palestra, su quella panchina nel cortile della scuola.

Certo, ne avevo discusso anche con Dahyun e Tzuyu, dopo essermi naturalmente arrabbiata con loro per avermi lasciata da sola tra tutta quella gente.
Ma non era la stessa cosa.

Jihyo era molto più matura e, rispetto a loro, poteva darmi delle vere e proprie indicazioni per risolvere o, almeno, affrontare il problema. Dunque, poiché aveva più esperienza, mi sentivo più sicura a seguire i suoi consigli.

-Unnie, si può sapere perché hai deciso di vederci proprio in biblioteca?- sussurrai frustrata, guardando di sottecchi se la bibliotecaria ci stesse controllando. Per fortuna era distratta.

-Non lo so. È un posto tranquillo e di solito non ci sono così tante persone. E poi non pensavo che la situazione fosse così grave!- mi rispose, sforzandosi di mantenere un tono basso per non farsi di nuovo richiamare.

-Ma non è grave.- mormorai, per poi vedere la mia amica alzare un sopracciglio in disaccordo con quello che avevo appena detto.

-Okay, va bene, è grave. Se no non ti avrei chiesto di aiutarmi.- ammisi, per poi sospirare.

-Chaeyoungi, ascoltami. L'unico modo per risolvere tutto questo è chiederle spiegazioni. Chiedile cosa intendeva, hai il diritto di sapere. Non può lasciarti così.-

-E se invece era semplicemente ubriaca? Se non sapeva cosa stesse dicendo? Se mi aveva confuso per un'altra persona? O peggio... se non si ricorda quello che è successo?- dissi finalmente ad alta voce tutto quello che, fino a quel momento, mi aveva bloccato dal parlarle.

-E se invece ti sta davvero nascondendo qualcosa? Ubriaca o non, ha comunque detto che ti stava cercando, Chae. Ha detto che sei carina. Ha detto che le dispiace se non ti può dire la verità. Non penso che avesse sbagliato persona. Ma, finché non le parli, non potrai mai chiarire i tuoi dubbi.-

Ecco perché chiedevo sempre aiuto a Jihyo.
Aveva completamente ragione.
Per una volta, dovevo essere coraggiosa e farmi avanti. Basta aspettare, farsi domande, avere paura.

Mi alzai di scatto, abbracciai e ringraziai velocemente Jihyo, per poi correre fuori dalla biblioteca, lasciandola lì con un'espressione confusa.

Le sue parole avevano risvegliato la parte sicura e determinata di me. In quel momento volevo solamente parlare con Mina. Non mi importava se lei non voleva, se mi stava ignorando, se non mi ero preparata minimamente cosa dirle.

Avevo deciso di parlarle e l'avrei fatto.

Le mie gambe mi stavano portando automaticamente verso l'uscita del padiglione, per andare ai dormitori, verso la sua stanza.
Ma, mentre camminavo, la mia attenzione fu attirata dalla melodia di una canzone.

Mi girai confusa: di solito non si poteva sentire la musica per i corridoi.
Il mio sguardo si soffermò sulla porta della sala di danza, che era leggermente socchiusa: forse era da lì che proveniva quel suono.

Diventai ancora più confusa: quello non era l'orario di lezione. Le lezioni di danza si tenevano solo di pomeriggio, non di mattina.
Perché allora si sentiva la musica? Perché la luce della stanza era accesa? Perché la porta era aperta?

Incuriosita, decisi di avvicinarmi sempre di più alla porta, per poi affacciarmi all'interno della sala, cercando di non farmi notare.
Spalancai la bocca, incantata da quella visione. Era semplicemente stupenda.

Mina, con un top e un pantaloncino nero, era impegnata a ballare. Probabilmente stava provando l'ultima coreografia che avevamo imparato.
Ma che ci faceva da sola? Se l'insegnante l'avesse scoperta, sarebbe andata nei guai.

Mi sporsi un po' di più, per avere una miglior visuale, ma con il mio ottimo equilibrio riuscii ad inciampare. Atterrai con le ginocchia a terra, mentre la porta si spalancò completamente.

Si sentì un tonfo che rimbombò per tutta la sala. La musica si stoppò subito dopo.
Ovviamente, Mina si era accorta della mia presenza.

Il destino aveva qualcosa contro di me? Cosa gli avevo fatto di male? E poi, sempre con lei!

Dopodiché sentii il suono dei suoi passi verso di me, ma la mia testa rimase bassa per la vergogna.
Poi la sua voce. Il suo freddo e distaccato tono di voce.
Rabbrividii.

-Chaeyoung, che ci fai qui?-

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But it won't turn out well, I'll look back and regret it

Like A Fool || Michaeng Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora