Capitolo 12

849 54 27
                                        

Quel bacio era durato troppo poco, rispetto a tutto il tempo per il quale avevo aspettato quel momento. Tuttavia, si sa, il tempo è un concetto soggettivo che varia a seconda della situazione: a volte sembra non passare mai, mentre altre volte scorre troppo velocemente, incurante di tutto il resto.

Dopo quel dolce contatto tra le nostre labbra, quasi non avevo il coraggio di aprire gli occhi. Solo quando sentii la sua mano allontanarsi dal mio corpo, mi risvegliai da quello che mi era sembrato più un sogno, che la realtà. Ma, forse, avevo davvero immaginato tutto: quando aprii gli occhi, lei non c'era più.

Era scomparsa.

Un sospiro abbandonò le mie labbra. Avevo il cuore a mille, potevo ancora sentire il suo sapore. Mi alzai, osservando la stanza vuota, per poi recarmi verso una delle finestre. Nella mia testa vi era la confusione più totale, quasi non riuscivo a reggermi in piedi. Allora appoggiai le mani sul davanzale, chiudendo gli occhi solo per un attimo.

Decisi di restare lì: era inutile andare a lezione, lo stesso non sarei riuscita a concentrarmi. La mia mente non riusciva a rilassarsi, continuando a pensare a quello che era successo. Ero confusa, avevo bisogno di risposte, ma l'unica persona che avrebbe potuto chiarire i miei dubbi, era scappata via da me.

E non era la prima volta.

Ero stanca. Stanca del suo comportamento ambiguo. Stanca del suo cercarmi e poi abbandonarmi. Stanca di avere troppi dubbi. Stanca di essere così dipendente da lei. Stanca di non reagire. Stanca di dovermi sempre adattare. Stanca di continuare ad illudermi.

Osservai il cielo cambiare il suo colore con il passare delle ore, diventando sempre più scuro. Non so esattamente per quanto tempo restai lì a riflettere, prima di realizzare che si era fatto tardi. Controllai l'orario sull'orologio appeso alla parete e spalancai gli occhi quando vidi che era già ora di cena.

Decisi allora di tornare in camera, al più presto possibile. Quando presi la mia borsa, mi accorsi che a fianco ad essa vi era quella di Mina: forse, per la fretta di andare via, si era scordata di prenderla. Così afferrai anche la sua e uscii dalla sala.

«Chaeyoung!»

Appena fuori da quel luogo, sentii urlare il mio nome. Allora mi girai di colpo, vedendo Sana correre  nella mia direzione: non sembrava per niente avere un'espressione rilassata.

«Per caso sai dov'è Mina?» mi chiese appena mi raggiunse, non mascherando il suo tono preoccupato. Aggrottai le sopracciglia, per poi scuotere leggermente la testa.

«L'ultima volta che l'ho vista è stata nella sala di danza, qualche ora fa.» risposi, indicando la porta alle mie spalle. «Poi... è andata via. Non so dove, ha anche dimenticato la borsa.» continuai, sperando che non notasse l'amarezza nel mio tono di voce.

Sana sospirò, passandosi una mano tra i capelli per la frustrazione. «Non riesco a contattarla da oggi pomeriggio! Non è venuta a lezione, non è in camera, non è in biblioteca. In più, non risponde alle chiamate! L'ultima mia opzione era la sala di danza, ma a quanto pare non è neanche qui.»

«C- come? Non hai proprio idea di dove possa essere andata?» chiesi, iniziando anch'io ad agitarmi. Forse non rispondeva al cellulare perché doveva essere all'interno della sua borsa, che aveva dimenticato.

«No, non ne ho proprio idea. E sono anche abbastanza preoccupata. Non ha mai saltato le lezioni senza un valido motivo e poi, di solito, è sempre in camera a quest'ora.»

«Uhm- se vuoi posso aiutarti a cercarla.» le proposi, cercando di sorriderle in modo rassicurante. Non avevo proprio voglia di vederla. Non ero arrabbiata, ero solamente delusa. Ma, nonostante ciò, non riuscivo a fare a meno di essere preoccupata per lei.

«Davvero? Hai qualche idea di dove può essere?» mi chiese Sana, con tono speranzoso. Rimasi per un po' in silenzio, con lo sguardo perso nel vuoto, prima che mi venisse in mente un luogo dove avrei potuto controllare.

«Non ne sono proprio sicura, ma posso provare. Se la trovo, ti invio un messaggio.» dopo averle detto ciò, la salutai in fretta, iniziando a camminare velocemente verso il cortile vicino alla palestra. Non ero sicura di trovarla proprio lì, ma dovevo almeno tentare.

Mi ricordai di quella sera. Quando mi aveva trascinato, mano nella mano, verso quella panchina. Quando mi aveva detto che mi stava cercando tra la folla. Quando mi aveva fatto arrossire. Quando era corsa via, lasciandomi da sola, dopo avermi detto che le dispiaceva se non poteva dirmi la verità. Quale verità?

Mi fermai a pochi metri di distanza da quella panchina, notando su di essa una figura rannicchiata su se stessa. Non c'era nessuno nei dintorni ed era buio, dunque non riuscivo bene a distinguere i colori e le forme. Eppure, avrei potuto giurare, dal battito accelerato del mio cuore, che quella figura fosse proprio la persona che stavo cercando.

Iniziai ad avvicinarmi lentamente, senza fare rumore, cercando di non interrompere quel silenzio rilassante. Un passo dopo un altro, il mio cuore batteva sempre più forte: era quasi più rumoroso dei miei passi.

Arrivai a fianco alla panchina e, solo in quel momento, i miei occhi poterono osservare meglio chi avevo davanti. Il suo sguardo era rivolto verso l'alto, mentre le braccia circondavano le sue gambe, spingendole contro il suo petto. Era così persa ad osservare il cielo stellato, che non si era accorta della mia presenza.

Quanto avrei voluto essere quel cielo stellato.

~~~~~~~~~~~~~~

But I'm just impatiently waiting, yeah
I'm like a fool

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: May 26, 2019 ⏰

Aggiungi questa storia alla tua Biblioteca per ricevere una notifica quando verrà pubblicata la prossima parte!

Like A Fool || Michaeng Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora