Mi appoggiai al muro e chiusi gli occhi, respirando profondamente l'aria fresca di quella sera. La sensazione di soffocamento era già sparita e il giramento di testa si era attenuato.
Non ero per niente abituata a quel genere di feste, ai luoghi con poca luce, alla musica troppo alta, all'odore dell'alcol e alle troppe persone, che ti circondano e non ti permettono neanche di muoverti per andartene.
Non vorrei sembrare esagerata, ma se non mi avessero portato fuori da quella palestra, molto probabilmente sarei svenuta o avrei avuto un attacco di panico.
Questa esperienza mi era bastata per farmi capire che non ero per niente portata per quel genere di divertimento.
Riaprii gli occhi, per vedere chi mi aveva salvata da quella situazione.
Sussultai, spalancando gli occhi, appena mi ritrovai la faccia di Mina a pochi centimetri dalla mia.
Sembrava preoccupata.
Si allontanò subito, appena vide che mi ero ripresa.
-Uhm... Tutto bene?- mi chiese, inclinando leggermente la testa di lato. Il suo tono era tranquillo, al contrario della sua espressione.
-Io... s-si, ora sto m-meglio.- balbettai. Perché non ero in grado di parlare normalmente con lei?
-Sicura? Sei tutta rossa.- poggiò una mano sulla mia fronte, forse per sentire la mia temperatura.
Rabbrividii al contatto del mio viso con la sua mano fredda.
Cosa stava succedendo?
-Mh, eppure non sei calda. Vieni, forse hai bisogno di sederti.- affermò, prima di afferrare la mia mano e trascinarmi verso una panchina, nel cortile vuoto del college.
Sentii le dita della sua mano incrociarsi con le mie. La sua presa era forte, come se avesse paura che avessi potuto lasciarla.
Non poteva sapere che in realtà avrei potuto tenerle la mano per sempre, senza staccarmi mai.
Arrossii a quel pensiero, scuotendo la testa. Per fortuna era leggermente più avanti di me, e non poteva vedere il mio volto.
Ci sedemmo entrambe sulla panchina, una a fianco all'altra. Purtroppo lasciò la presa sulla mia mano. Mi sentii subito incompleta: avrei tanto voluto riafferrarla e stringerla ancora più forte. Ma mi avrebbe solamente preso per pazza.
Solo in quel momento realizzai di essere da sola con lei. Non era mai successo, le uniche volte in cui stavamo 'insieme' c'erano sempre anche le altre ragazze. In più era anche la prima volta che mi aveva rivolto la parola, che mi aveva considerato.
Si era preoccupata per me, mi aveva visto in difficoltà e mi aveva aiutata. Dovevo riconsiderare quello che avevo pensato fino a quel momento: forse non ero così invisibile per lei.
Forse non le ero così indifferente.
-Grazie...- trovai il coraggio di sussurrare, prima di abbassare la testa, facendo dondolare avanti e indietro le mie gambe.
-Figurati. Ti stavo cercando e poi ti ho visto schiacciata tra tutti quei ragazzi. Non potevo non aiutarti.- mi rispose semplicemente.
-Mi stavi cercando?- chiesi, guardandola confusa. Ma Mina non si voltò: il suo sguardo era fisso verso il cielo stellato. Sembrava incantata, con la stessa espressione che avevo io quando guardavo lei.
-Si, ti stavo cercando.- scrollò le spalle, come se non avesse detto nulla di particolare.
Che voleva dire che mi stava cercando?
Mina, sei ubriaca?
-Sembro ubriaca?- ridacchiò, girandosi verso di me, alzando un sopracciglio -Eppure avrò bevuto un drink, forse due... ma forse hai ragione, non sono proprio sobria.-
Sgranai gli occhi: avevo davvero pensato ad alta voce?
-Aspetta i-io... n-non intendevo...- cercai di calmarmi, notando il suo sguardo divertito per la mia difficoltà nell'esprimermi. Ma non intervenne, aspettò che trovassi le parole.
-È solo che... Di solito non ci parliamo e sei molto fredda nei miei confronti. Per questo mi sembra strano che tu mi stessi cercando. Addirittura pensavo di starti antipatica. E, se devo essere sincera, ero anche abbastanza triste per questo.-
Mi sorpresi della tranquillità con cui quelle parole erano uscite fuori dalla mia bocca. Mi sentii anche meglio per essermi finalmente tolta quel peso. Avevo avuto la possibilità di essere sincera, e non me la sarei mai fatta scappare.
Beh, okay, non proprio del tutto sincera, ma almeno le avevo detto una parte della verità.
Mina non sembrò scomporsi alle mie parole. Semplicemente sospirò, per poi guardarmi dritta negli occhi.
-Lo sai che... sei davvero carina.- mormorò sorridendo, ignorando completamente quello che avevo detto e cambiando discorso.
Sentii le guance andarmi letteralmente a fuoco.
Aspetta, Mina mi aveva appena detto che ero carina? Perché così all'improvviso?
Forse era davvero ubriaca.
-E sei adorabile quando arrossisci.- aggiunse, allungando la mano verso la mia guancia, sfiorandola delicatamente, come se avesse paura di farmi male.
Rabbrividii.
Si, era definitamente ubriaca.
-Mina, cosa...-
-Chaeyoung, mi dispiace tanto.- mi interruppe, tornando seria e spostando la sua mano sul mio braccio scoperto, facendo ricoprire quella zona di brividi. Sono sicura che riusciva a sentire il suono dei battiti del mio cuore.
Aggrottai le sopracciglia.
E ora perché mi stava chiedendo scusa? Perché si stava comportando così? Solo per l'alcol, giusto? Non riusciva a ragionare, giusto?
-Mi dispiace se ti ho sempre trattato in modo freddo, mi dispiace se ti ho ignorato. Ma soprattutto, mi dispiace se non posso dirti la verità.- mormorò abbassando lo sguardo, come se si vergognasse.
L'unica cosa che mi ricordo, dopo le sue parole, è una lacrima che percorse il suo volto, prima che si alzasse e iniziasse a correre verso i dormitori.
Forse avrei dovuto seguirla, chiederle spiegazioni.
Ma era ubriaca, non sarebbe stata in grado di rispondermi e avrei solo rischiato di confondermi ancora di più.
Rimasi lì, seduta su quella panchina, da sola, nel silenzio più totale, sotto la luna. Milioni di dubbi nella mia testa.
Non puoi lasciarmi così, Mina.
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Will you let me know?
I wanna wanna say it
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Like A Fool || Michaeng
Fanfiction"Hey sono qui! Proprio dietro di te. E non ho mai avuto il coraggio di raggiungerti." ~Michaeng Fanfiction~ girlxgirl
