Capitolo 8

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Sentii il respiro di Mina sul mio collo, prima che quella zona si ricoprisse di brividi. Le sue labbra sfiorarono leggermente la mia pelle, tracciando un percorso fino al mio orecchio.

-Chaeyoung...-

Gemetti solo a sentirla sussurrare il mio nome.

-Chaeyoung-

La sua voce era così delicata, mentre continuava a torturarmi con le sue labbra.

-Chaeyoung, svegliati!-

Trasalii, aprendo gli occhi, appena sentii qualcuno toccarmi il braccio. Alzai di colpo il busto, portando una mano sul mio cuore, sentendolo palpitare.

Non sapevo se stesse battendo così forte per lo spavento, o per le immagini di quello che stavo sognando poco prima, che continuavano a ripetersi nella mia mente.

Mi era sembrato così reale, che potevo ancora sentire la sua presenza, il suo respiro. Sentivo ancora i brividi sulla mia pelle.
Sospirai, portando una mano a strofinare il miei occhi, ancora socchiusi.

Sbadigliai, prima di aprire completamente gli occhi. Solo in quel momento mi accorsi di non essere nella mia stanza. Sotto di me, infatti, non c'era il comodo materasso del mio letto.

Sapevo solo di essere circondata da pareti bianche, prima di accorgermi di essere seduta sul lettino dell'infermeria del college. Come ci ero finita lì?

Non riuscivo a ricordare niente. L'ultimo mio ricordo era quello di Mina che ballava nella sala di danza... Come ci ero arrivata in infermeria? Che cosa mi era successo?

Mi voltai di scatto, confusa, notando solo in quel momento l'infermiera, che stava in piedi a fianco al lettino. Mi stava guardando con sguardo interrogativo, ma anche preoccupato.

-Ah, ti sei svegliata!- esclamò, sorridendomi -Mi stavi facendo preoccupare. Avevi iniziato ad agitarti e a lamentarti, per questo ti ho svegliato. Come ti senti? Ti gira la testa? Vuoi qualcosa da bere?-

Restai per qualche secondo ferma a guardarla, non realizzando ancora completamente tutta la situazione. Troppe domande insieme. Portai una mano alla testa, chiudendo per poco gli occhi.

-Forse... Potrebbe portarmi un po' d'acqua, per piacere...- sussurrai, notando che avevo un po' di difficoltà nel deglutire.

Subito mi porse un bicchiere d'acqua, che bevvi tutto d'un sorso, dopo averla ringraziata. Proprio quando stavo per chiederle perché mi trovassi lì, fui interrotta dal rumore della porta che si apriva.

Cosa ci faceva Mina qui?

-Oh! Vieni, entra. Ti stavo venendo a chiamare, si è svegliata proprio ora. Resta un attimo con lei, io torno subito.- disse l'infermiera, che, dopo averci sorriso, uscì dalla stanza lasciandoci sole.

Cercai di non arrossire notevolmente, quando mi tornò alla mente il sogno che avevo fatto poco prima, con lei. Ma ero sicura che le mie guance fossero già di un rosso acceso, e che Mina se ne fosse accorta.

Ma continuò ad avvicinarsi lentamente, mentre io la guardavo incantata. Potevo notare il suo sforzo nel cercare di avere un'espressione neutra, ma riuscivo benissimo a leggere la preoccupazione nei suoi occhi.

-Allora, come ti senti?- mi chiese Mina, fermandosi a pochi centimetri dal lettino e incrociando il suo sguardo con il mio. Era da quella notte che non sentivo la sua dolce voce, senza quel tono freddo e distaccato.

-Bene- mormorai, in imbarazzo -Perché sono qui?- aggiunsi subito dopo, ancora ignara di tutto quello che mi era successo.
Perché mi trovavo in infermeria? Perché lei era lì?

-Come? È successo pochi minuti fa. Non ti ricordi?- alzò un sopracciglio, guardandomi confusa. Scossi piano la testa, abbassando lo sguardo.

-Mentre stavo nella sala di danza, ho sentito il rumore di qualcuno che cadeva. Quando mi sono girata, ti ho visto a terra. Ma non ho avuto neanche il tempo di avvicinarmi, che sei svenuta. Allora... Ti ho preso in braccio e ti ho portato di corsa qui. Mi hai fatto preoccupare!-

Rimasi, per non so quanto tempo, con lo sguardo perso nel vuoto, prima di capire finalmente cosa fosse successo. Spalancai gli occhi, quando mi ricordai dell'ennesima brutta figura che avevo fatto con lei, nella sala di danza, pochi minuti prima.

La stavo cercando, l'avevo trovata nella sala e, mentre la stavo spiando da dietro la porta, ero inciampata. Si, proprio così. Ora capivo perché la mia mente aveva deciso di eliminare quel particolare.

Riuscivo anche a ricordarmi il rumore dei passi di Mina, poi la vista offuscata e infine il mio campo visivo che era diventato improvvisamente nero.

Mi era già capitato altre volte di svenire, per questo non mi ero allarmata più di tanto. Ma a quanto pare la ragazza che mi aveva 'salvato' non era così calma quanto me.

Mi aveva portato in braccio fino all'infermeria. Si era preoccupata per me. Mi aveva aiutata. Mi era stata accanto. E questa era la seconda volta che lo faceva!

Mi morsi il labbro inferiore, cercando di reprime il sorriso che stava per spuntare sulle mie labbra. Non volevo che mi prendesse per pazza, più di quanto già credesse che lo fossi.

Cosa avrebbe dovuto fare, Chaeyoung? Avrebbe dovuto lasciarti lì a terra? Non ha avuto altra scelta, non l'ha fatto per nessun motivo particolare.

-Grazie per avermi aiutato... di nuovo.- mormorai, trovando il coraggio di parlarle e guardandola dritta negli occhi.

Mina mi sorrise, per poi corrugare leggermente la fronte.
-Ehm, di nuovo?-

'Grazie per avermi aiutato... di nuovo.'
Di nuovo. Di nuovo. Di nuovo.

Mi schiaffeggiai mentalmente per quanto fossi stupida. Ero riuscita a mettermi in due situazioni scomode nel giro di dieci minuti. Dovevano, come minimo, darmi un premio per questa mia abilità.

Beh, almeno adesso sapevo che quella notte era davvero ubriaca, e che non si ricordava assolutamente niente di quello che aveva detto o fatto. Ma non sapevo se essere felice o no per questo.

Proprio mentre stavo per aprire bocca per cercare di rimediare al mio errore, fummo interrotte dall'infermiera, che era appena rientrata nella stanza.

Dai, almeno qualche volta avevo un po' di fortuna dalla mia parte.

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But I'm just impatiently waiting, yeah
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Like A Fool || Michaeng Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora