Nessuno si voltó per vedere chi avesse spalancato l'entrata principale della palestra, solo noi quattro membri del club dei perdenti.
Stan gli corse contro: era Bill Denbrough.
Non seppi mai cosa annunció in quel momento a Eddie, Mike e Stan. So solo che ad un tratto si riunirono tutti in un angolo per parlarne.
O meglio, sapevo benissimo che cosa avesse da dire in quel momento, ma non seppi mai che parole usó, con quale espressione e soprattutto con quale coraggio l'avrebbe detto agli altri.
Usai la porta secondaria per uscire, appena Bill aveva fatto la sua entrata e i tre si erano avvicinati a lui.
Abbassai il capo e presi a calci qualche sassolino.
Avevo esaurito le lacrime ormai.
Che mi prendesse, che mi prendesse qui e ora quella lurida.
Pensavo in quel momento, non avevo neanche paura.
Non provavo niente, proprio niente.
Ad un certo punto snodai la cravatta e l'abbandonai lì, in una pozzanghera.
Sbottonai la camicia e l'appoggiai su una scatola.
Rimasi con la mia T-shirt scolorita del "Freese's department store".
La stessa maglietta di due anni fa, gli stessi occhiali.
Voleva fare le cose fatte per bene a quanto pare.
Lanciai un grido.
Stridulo, fastidioso ed infantile.
Ma alla fine io ero solo questo, un bambino.
Mi voltai, Ben e Beverly erano dietro di me.
Mi fissavano sbigottiti, entrambi tremavano, erano zuppi dalla testa ai piedi.
Beverly sembrava aver fatto un bagno direttamente nella discarica di Derry.
Mi raccontó poi, che prima di ridursi in quel modo aveva fatto infuriare suo padre. Ma non era proprio colpa sua, sosteneva lei.
Lui blaterava e la rimproverava di cose che, almeno allora, non aveva mai fatto.
E poi aveva il sospetto che avesse scoperto i suoi pacchetti di sigarette.
Voleva picchiarla a sangue, e la piccola giurava che se non fosse riuscita a sfuggirgli l'avrebbe uccisa.
Altre volte l'aveva picchiata, ma questa volta nei suoi occhi c'era qualcosa di diverso.
C'era la furia omicida, ed il sangue. I pozzi neri.
Disse che aveva attraversato tutta Derry, per arrivare poi fino ai Barren a cercarci.
Per la strada incontró Bowers e Belch.
Loro non sapevano che lei li avesse visti.
Così lei non inizió subito a correre, ma semplicemente a camminare il più velocemente possibile, per poi girare in un vicoletto, solo quando era sicura di non essere osservata.
Quel vicolo era il retro della scuola, dove Ben era appena andato per prendere un'altra bottiglia di limonata.
Aveva appena iniziato a piovere, e una folata di vento aveva fatto cadere tutti gli scatoloni e le confezioni di bottiglie e dolciumi.
Appena Ben vide Beverly aprì di scatto la bocca per dire qualcosa ad alta voce, ma Bev gliela tappó quasi all'istante, facendogli segno di stare in silenzio.
La porta per rientrare nella palestra era chiusa a chiave, e Ben l' aveva lasciata all'interno.
Mentre i due ragazzini si stavano accorgendo di questo, Bowers fece loro un agguato alle spalle.
Neanche Beverly mentre me lo racconta, riuscì a spiegarsi come riuscirono a scappare.
Riuscirono a nascondersi sotto la botola del circolo.
Belch ci passó sopra un paio di volte, mentre Bowers li stava cercando nei dintorni.
Erano proprio due teste vuote.
Scapparono quando i due si erano già allontanati.
Ma non mi raccontarono tutto subito.
In quel momento, quando li incontrai, mi dissero solo che Henry e Belch li stavano cercando, e che avevano incontrato Bill per la strada, aveva con sé le pallottole d'argento.
Beverly aveva portato anche Alta Precisione, la fionda che Bill le aveva regalato proprio per questa occasione.
Pensavo di aver solo sognato, pensavo di essere riuscito a convincermi di aver solo sognato quella sera prima.
Non era uno scherzo o un'illusione, era tornato sul serio.
Io anuii, e mi allontanai da loro.
Spazio autrice
Capitolo molto corto giusto per introdurre il nuovo punto di vista della narrazione :3
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Stand By Me [reddie]
FanfictionNo I won't Be afraid As you stand Stand by me. -Giulia
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