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Giorno 65: Ciliegio

La Monaca Corrotta mi ha lasciato il suo ricordo e una strana pergamena. Quando l’ho aperta si è rivelata essere una tecnica segreta dei Mibu, che mi permette di respirare illimitatamente sott’acqua. Di nuovo qualcosa di praticamente sovrannaturale, ma che testimonia quanto questa Monaca e i suoi seguaci si siano spinti ben oltre la percezione corrente di “perversione”. Mi sono riposato all’Idolo dello Scultore, accusando tutta insieme la stanchezza sia di aver percorso il Villaggio di Mibu che di aver affrontato la Monaca Corrotta. Il riposo mi ha permesso di sfruttare il potere dell’Idolo per apprendere l’abilità. Prima di utilizzarla mi sono però reso conto che è da tempo che non facevo visita all’Erede Divino, quindi mi sono velocemente teletrasportato da lui.

Nella stanza ho trovato come al solito Emma e il mio signore, nuovamente assorto nella lettura. Come al solito, il parlare con me gli ha permesso di riordinare le idee e capire cosa aveva appreso nelle lunghe giornate distorte in cui sono stato lontano. Fin troppo erudito per la sua età, mi ha detto che è attualmente alla ricerca degli ingredienti per compiere il rituale della Rescissione dell’Immortalità. Prevalentemente si tratta di una serie di aromi, da versare tutti nell’incensiere che ha trovato in questa stanza. Questo in teoria dovrebbe portarci a ottenere le Lacrime di Drago dal Regno Celeste. Tali aromi proverrebbero da alcuni fiori e manufatti più o meno millenari. Ha anche accennato a uno strano ciliegio, sempre in fiore in pieno spregio ai millenni. Per la prima volta riesco a rispondergli quasi alla pari, realizzando allo stesso tempo che si trovano in molti luoghi che ho già esplorato.

Prima che me ne andassi però, il padroncino Kuro ha buttato lì qualcosa di inquietante. Ha infatti asserito che nel rituale c’è bisogno anche del suo sangue. Al mio giusto ricordare che lui, in quanto Erede Divino, non sanguina, ha detto che bisogna trovare un modo. Ho brevemente discusso con Emma sull’argomento, e nella sua razionalità non piagata dalle battaglie le è bastato ricordarmi che un modo per far sanguinare l’Erede Divino l’ho portato dietro la schiena per tutto questo tempo: la Lama Mortale. Come prova della sua affermazione mi ha poi anche dato una strana nota scritta da Lord Takeru, un altro daimyo che ai tempi aveva provato il rituale. Mi sono rifiutato di provare immediatamente: non mi fido di quella spada, men che meno di quello che potrebbe fare a chi come me non ha il Retaggio.

Giorno 66: Puntura

Pregando all’Idolo dello Scultore mi sono teletrasportato in vari luoghi. Ho sperimentato il nuovo potere di immergermi sott’acqua, racimolando qualche altro oggetto consumabile ma niente di più. Curiosamente quando sono tornato alla Tenuta Hirata ho trovato uno strano essere dentro a una damigiana che accettava scaglie di carpa come moneta. Ci ho comprato alcuni oggetti importanti ma non troppo.

In realtà non avevo nulla di veramente autentico da fare, ma la camminata mi ha aiutato a pensare. La storia che non conoscevo le conseguenze della Lama Mortale è stata solamente una scusa che mi sono raccontato per coprire un’improvvisa paura. La realtà è che quello che sto portando avanti mi spaventa. Non so infatti cosa potrà autenticamente accadere con questa storia. Il fatto di dover alzare la lama contro l’Erede Divino mi disturba. Non mi rimane che affidarmi all’idea del Rituale di Rescissione, contando sul fatto che l’incenso da preparare potrà effettivamente avere un qualche effetto che forse mi eviterà di dover ferire il mio signore.

Sono tornato quindi dove ho affrontato la Monaca Corrotta e sono proseguito giù per il tempio, ritrovandomi in una grotta dove un fascio di luce lunare emergeva da sopra, tagliando in due un laghetto sotterraneo con al centro un palanchino distrutto. Un segno di matrimonio, presso cui ho raccolto una pietra aromatica dalla consistenza spinosa. Stavolta è stato facile identificarlo come uno degli ingredienti per il rituale. Motivato dalla scoperta ho viaggiato verso la Valle del Bodhisattva, dove avevo affrontato e sconfitto la Scimmia Guardiana. Anche lì, dopo essermi immerso in un laghetto poco più avanti, sono strisciato in una cavità che il mio nemico teneva bloccata: anche qui ho trovato una piccola polla, al centro del quale cresceva rigoglioso un grande loto bianco, il Loto del Palazzo. Per un momento, ho avuto pietà: è risaputo che l’aroma di questo fiore attrae le femmine di scimmia. Quell’orribile creatura che tanto mi ha fatto penare lo stava semplicemente sorvegliando in attesa di colei che avrebbe eletto come sua sposa.

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