C'è stato un giorno.
Un giorno d'estate in cui mi resi conto di aver finito la 3 media e che avrei cambiato scuola, ma soprattutto persone.
C'è stato un giorno... quel giorno.
In cui iniziai ad immaginare la mia vita senza tutto il bullismo subito.
E quel giorno d'estate scoppiai in lacrime.
E da lì iniziò a peggiorare tutto.
Mi sentii fuori luogo così felice e spensierata.
Mi sentii colpevole di aver sperato in una vita decente e mi sentii sommersa di ricordi.
E mi creai un muro, una gabbia dentro la quale mi ricoprivo di insulti per sentirmi in un ambiente già conosciuto.
.
Era strano e mi sentivo così stupida.
Non mi sentivo reale.
Ero in una specie di limbo... e mentre il liceo iniziava io morivo sempre di più perché andava tutto troppo bene.
Così arrivavo a casa sempre da sola e guardavo il mio pupazzo e mi sembrava così strano non crollare a piangere.
Mi sembrava strano arrivare a casa e non doversi cambiare i vestiti sporchi di pennarello o di cibo.
Mi sembrava strano sedermi e accendere la tv e non scoppiare in una risata isterica o tornare a casa alzate la musica al massimo e urlare ....
Ero l'apatia totale ma dentro volevo solo piangere, scoppiare.
Sentirmi "rifiutata" per avere un motivo per crollare in lacrime.
E la vita mi sembrava così assurda e non capivo perché provavo ancora tutto quello anche 3 anni dopo aver lasciato l'inferno delle medie.
Poi pensai ed iniziai a dubitare della realtà... e se non mi avessero mai bullizzata, se fosse tutto nella mia testa.
Quel pensiero mi tormentava così tanto e precipitai.
E poi iniziai un percorso serio di psicoterapia privata (si sono più di 3 anni che attendo la mia "amata" sanità pubblica in due strutture differenti).
Il mio psicoterapeuta mi fece parlare tanto e mi rassicuro.
Riporto alla memoria giorni specifici, troppo specifico per esser solo frutto della mia immaginazione.
Alla fine di una di quelle sedute decisi di tirare fuori il mio diario "segreto" ed era pieno di giornate e forse alcune mi rendevo conto di averle amplificate o sminuite in base a come mi ero sentita.
Ma vidi e ricordai e ogni giorno mi sembro di vivere "realmente" e non in un limbo di dubbi.
E si ora ho ancora tante domande.
.
.
Un anno da tutto questo sono pronta a parlare.
Ho ancora tante domande, ma sto affrontando ogni dubbio e si ho risposte approssimative.
Ma voglio scrivere scrivere per me stessa e per chi sta passando tutto questo ed ha bisogno di non sentirsi solo.
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Mamma ho paura
Short StoryTante paure ingabbiano chi soffre di DCA. e dopo aver ricevuto mille domande su come abbia iniziato questo percorso di rinascita di cui sono molto orgogliosa vi raccolgo qui ciò di cui mi sono servita per riprendermi la mia vita.