TI CREDO: Steve x Reader (parte 1)

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Questa sarà la mia versione di Captain America and the Winter Soldier: buona lettura!

Pov. Tn
Apro gli occhi lentamente e, quando incontro il soffitto di un senza ombra di dubbio ospedale, mi tiro su a sedere gemendo per il dolore al fianco. Sbatto un attimo le palpebre per abituarmi alla luce del lampadario. Mi guardo intorno e sul comodino vedo un mazzo di rose bianche: nonché le mie preferite. Il mio sguardo esplora tutta la stanza ma, quando mi volto verso la finestra, perdo non uno, non dieci, neanche cento battiti. Cerco di ricordare cosa sia successo e, all'improvviso, come un fiume in piena, i ricordi mi investono...

"...sto tornando a casa dopo un estenuante giornata passata all'Accademia di polizia quando vedo una macchina in lontananza che va a zig zag: conducente ubriaco. In questo momento una ragazza sta attraversando la strada, mi lancio verso di lei facendola cadere al ciglio. Cerco di rialzarmi velocemente ma un proiettile, probabilmente sparato dal conducente dell'automobile, mi colpisce al fianco.
La macchina si avvicina...
Cerco di trascinarmi via dalla strada ma l'ultima cosa che sento è un dolore lancinante al braccio e alla testa. L'ultima cosa che riesco a fare è una foto col telefono alla targa e poi...buio".

Ora ricordo. Mi tasto la protesi di metallo ancora incredula per quello che è successo. Un infermiere irrompe nella stanza e quando vede che sono sveglia sospira sollevato.
<<Signorina Tc, come sta?>>
<<Sto bene... credo? Come si dovrebbe sentire una persona che si ritrova con un braccio di metallo di punto in bianco?>> chiedo più a me stessa che al laureato di medicina.
<<Penso molto confusa>> dice lui <<comunque se non ci saranno complicazioni sono siucuro che già da domani potrà tornare a casa>>.
<<Okay grazie>>.
<<La lascio riposare signorina!>>
<<Grazie...>>
Rimango di nuovo sola nella stanza, con un mazzo di rose bianche.

Una settimana dopo...

Dopo una settimana dal mio piccolo incidente, sto tornando all'Accademia: la sua figura imponente, ma allo stesso tempo paterna, mi era mancata. Appena metto piede nell'atrio tutti i presenti si girano a guardarmi. Alcuni in modo ammirato, altri con terrore, altri con invidia e altri con rabbia. Mi incammino verso la presidenza come richiestomi per lettera. Busso.
<<Avanti!>>
Apro la porta ed entro nel piccolo ufficio: sulle pareti sono appesi importanti diplomi, medaglie e parecchie foto. Ho sempre adorato quell'ufficio!
<<Buongiorno come posso->> mi pietrifico sul posto alla sua vista: madido di sudore mi fa cenno di sedermi <<Agente Fury ma cosa->>
<<Siamo in pericolo non c'è tempo di spiegare tu devi->> un proiettile lo centra in petto.
<<Agente!>> mi chino su di lui. Alzo lentamente lo sguardo e incontro due occhi azzurri, due bellissimi occhi azzurri che mi guardano. Rimango senza fiato a quella visione ma anche terrorizzata. Subito lo sconosciuto inizia a scappare seguito da- c'ho le traveggole o quello è Steve Rogers?! L'ultima cosa che sento è un forte dolore alla testa e poi buio: sono svenuta.
Apro piano gli occhi guardandomi intorno.
<<Buongiorno signorina Tc>> mi appoggio la mano sul petto per calmarmi: chi cazzo è?!
<<Ehm...mi scusi ma dove mi trovo?>> chiedo al nulla.
<<Lei signorina Tc si trova alla Stark Tower e, se se lo stesse chiedendo, io sono Jarvis>>.
Ma certo: mi trovo solo alla Stark Tower (probabilmente rapita) e sto parlando con Jarvis. La giornata non potrebbe andare peggio. Mi avvicino alla porta e, come se qualcuno sentisse i miei pensieri, è chiusa.
<<Fantastico...>> borbotto tra me e me. Ma se pensano che rimanga qui a girarmi i pollici si sbagliano di grosso! Mentre cerco di scassinare la porta con una forcina, rivolgo la mia attenzione a uno specchio e, mi rendo conto, che non posso uscire così: con solo un enorme maglia di qualche rock band. Ispeziono di nuovo la stanza in cerca di qualcosa di decente da mettere e, in un angolo, vedo il mio amato borsone.
"Gentili i miei rapitori a prendere i miei affetti personali!" penso sospirando aprendo la cerniera e prendendo un jeans a vita alta neri e una mia t-shirt completamente a caso. Sinceramente? Non mi fido a cambiarmi al centro della stanza come se niente fosse: andrò in bagno! Entro e chiudo la porta dietro di me, mi infilo velocemente i vestiti e, presa di nuovo la mia forcina, apro la porta della camera. Faccio per svignarmela ma subito un allarme parte nell'aria. Ci voleva solo questo dannazione...
<<Merda!>> impreco per poi iniziare a correre. Arrivata alle scale scendo scivolando sullo scorri mano fino al piano terra. Mi sento afferrare per il polso e trascinarmi indietro e finisco tra due braccia. Cerco di divincolarmi con il fiatone. Alzo lo sguardo verso la causa della mia frenata e incontro lo sguardo attento di Captain America: ci voleva soltanto lui porca pera cotta...
<<Che cosa ci faccio qui e cosa volete da me?>> dico liberandomi dalla sua presa.
<<Finalmente ti sei svegliata: È da giorni che dormi! Ma come sei riuscita a scappare?>> dice lui raggiante.
<<Non si risponde a una domanda con un'altra domanda Capitano>> dico incrociando le braccia al petto. <<Se sono qui non è di certo perché Stark ha deciso di prendermi sotto la sua ala protettiva->> mi blocco spalancando gli occhi <<Fury... non c'è l'ha fatta vero?>>
<<Allora ricordi qualcosa...>> sussurra sbigottito il biondo.
<<Si e grazie per la botta in testa eh?>>
<<Non c'è di che! Comunque andiamo non c'è tempo da perdere!>> avvicina il suo telefono all'orecchio <<Falso allarme Stark, tutto apposto!>> lo ritira nella tasca dei jeans facendo anche smettere l'allarme <<Non vieni?>>
Sbuffo irritata. Poi con riluttanza dico: <<Va bene...>>
Il biondo mi fa strada fino a una stanza enorme che presenta un lungo tavolo: sarà la sala riunioni. Intorno al tavolo ci sono già tutti gli Avengers: Tony Stark aka Iron Man, Clint Barton o Occhio di falco, Bruce Banner conosciuto meglio come Hulk, Thor figlio di Odino ecc e Natasha Romanoff aka la Vedova Nera. Ora una persona normale starebbe sclerando su quanto è figo Stark, su quanto è cute Bruce oppure sulla Stony o ancora sulla Clintasha... ma io no: sono molto brava a nascondere i miei sentimenti perchè, in tutti questi anni da quando sto lavorando per diventare poliziotta, mi sono costruita una maschera di ghiaccio che mi rende impassibile agli occhi di tutti. Dopotutto è questo che mi hanno insegnato fin da piccola i miei "genitori" (sempre se si possano definire tali): se ti apri con le persone loro ti feriscono, se le persone si aprono con te feriscile.
<<Sentite>> dico cercando di non far venire fuori tutta la mia ira e scagliarla contro qualcuno <<non so cosa io ci faccia qui e, sinceramente avrei voluto non venirne neanche a conoscenza di cosa caspio fate qua dentro, ma adesso non è importante>> poi guardando Stark dritto negli occhi <<ho bisogno di risposte se no non avrete il mio aiuto>>. <<E cosa ti fa pensare che abbiamo bisogno del tuo aiuto?>> dice Thor fronteggiandomi.
<<Nonostante ho un' autostima niente male, anche non essendo una Dea, è perché non sareste tanto disperati al punto di rapirmi e portarmi qui: ci deve essere un motivo dato che nello S.H.I.E.L.D. ci sono agenti molto più bravi e capaci di me!>> dico duramente senza abbassare lo sguardo.
<<La ragazza mi piace!>> conclude semplicemente il Dio tornando seduto.
<<Non solo è carinissima è anche modesta!>> sclera occhio di falco guardandomi con gli occhi a cuoricino. Ma che ho fatto?!
<<Zitto Barton si vede da un km che la stai mettendo a disagio!>> lo rimprovera la Vedova nera.
<<Ed è qui che ti sbagli!>> dice Stark appoggiandomi una mano sulla spalla <<tu ci puoi aiutare a catturare quel tizio che ha ucciso Fury!>>
<<Cosa dovrei fare? Sentiamo!>> dico sedendomi poco aggraziatamente su una poltrona.
<<Tu dovresti metterti sulle sue tracce e cercare di stringere un approccio: tra braccia di ferro ci si intende, poi lo porti qui e boom! Gioco fatto! Inoltre entrerai nello S.H.I.E.L.D. se rientri
viva!>>
<<Cosa cosa?!>> chiedo guardandolo con gli occhi spalancati <<Vuoi dirmi che dovrò fare la fottuta->>
<<Linguaggio!>> fulmino Steve con lo sguardo al che lui guarda imbarazzato da un'altra parte.
<<Se pensate che io vi faccia da esca vi sbagliate di grosso!>> dico alzandomi per uscire dalla torre.
<<Sicura? Neanche per un ruolo nello S.H.I.E.L.D.?>>
Abbasso la maniglia e li guardo negli occhi uno a uno, anche Bruce che non ha parlato per tutto il tempo. <<Non lavorerò con voi>> detto questo esco dalla stanza sospirando di sollievo. Corro su per le scale e prendo al volo il mio borsone: si torna a casa.

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