Richiesta di Alberospoglio
⚠
️- Lemon
Minorenne x adulto
Touch me
"Non ti tocco per paura di innamorarmi ancora di più"
Guardavi da qualche minuto la mano di Hawks stringere la tua, intanto che lui si era perso a firmare qualche autografo che gli stavano chiedendo in fretta e furia,
probabilmente nel tentativo di allontanarsi velocemente da un posto così affollato.
Ti spostasti di lato, in cerca di un respiro lontano da quella folla di fan, gli lasciasti delicatamente la mano allontanandoti.
Ti guardò un attimo prima di avere l'ennesima richiesta, sta volta di una foto.
Gli sorridesti tranquillamente, come a dirgli che non ti infastidiva.
Cosa non vera, ti infastidiva, ovviamente, ma eri paziente e capivi.
Dopo tutto era l'eroe n.2 e tu...tu una studentessa.
A pensarci ti si stringeva il cuore.
Eri piccola.
Anche troppo piccola.
E lui? Lui quanti anni aveva? 22, quasi 23, cazzo.
Questa differenza ti spaventava un po'.
Scossi la testa leggermente, tornando alla realtà.
Hawks si avvicinò subito dopo a grandi passi, afferrando la tua mano e cominciando a trascinarti via con forza.
<Ha-hawks! Hey, rallenta!> tentasti di dire, ma parve non sentirti.
<Dove stiamo andando?> domandasti ma di nuovo non ti ascoltò.
Strattonasti la mano, scivolando via dalla sua stretta.
Ti fermasti subito; lui avanzò ancora un poco prima di girarsi leggermente a guardarti.
<C'è qualcosa che non va?> chiedesti con voce preoccupata, raddolcendo lo sguardo ed avvicinandoti.
<No....si, non voglio che le persone ci disturbino così, oggi....> mormorò
<...ci sei tu oggi.> sussurrò ancora, quansi nell'intento di non farti sentire.
<Hawks, non posso dire di non essere un po' gelosa, hai un sacco di fan ma è apposto sei un Hero, non è che posso chiederti di allontanarle via.> sorridesti ridacchianco leggermente e poggiando una mano sulla sua guancia,
cercando di rassicurarlo il più possibile.
Ma il suo sguardo non era affatto rassicurato,
sembrava invece che cercasse di reprimere un qualcosa, ma tu non sapevi cosa.
Chiamò un Taxi,
e ti fece entrare per prima.
Disse al tassista qualcosa che non eri intenta ad ascoltare e alzò il vetro scuro che separava l'autista e voi due.
<Perch-> le sue labbra si poggiarono veloci sulle tue, interrompendoti.
Sgranasti gli occhi.
Dio...
Provò a muovere le labbra sulle tue, quasi titubante,
ricambiasti lentamente.
Tenendoti chiusa tra le sue braccia e l'angolo tra la portiera e il sedile schiacciò il corpo contro il tuo,
amava il contatto fisico,
sempre e comunque.
Soprattutto se poteva toccare il tuo di corpo.
Sparì tutto dalla tua mente.
Niente scuola.
Niente.
Niente di niente.
Scivolò via, lasciando le tue labbra quasi vibrare, trovando altri posti per mandarti fuori di testa anche solo con un bacio.
Erano parsi pochi attimi di silenzio, in cui nemmeno vi eravate accorti che il motore della macchima fosse stato avviato ed eravate partiti,
immersi nel vostro mondo personale; che l'autista distrusse in un secondo dicendovi che eravate a destinazione.
Il biondino si stacco con certa frenesia da te, dando i soldi all'autista a mani tremanti.
Scendesti dall'auto cercando di sistemare i tuoi capelli, che Hawks aveva - come sempre diceva- inevitabilmente messo fuori posto.
Il suddetto scese quasi subito dopo di te, afferrandoti la mano.
<Andiamo nanà> mormorò, leggermente a fiato corto, afferrandoti sotto le gambe e la schiena, spiccando il volo.
Cacciasti un urletto, sentendo come il vento freddo della sera sferzasse il tuo corpo non abbastanza coperto e ti stringesti a Hawks.
Non passò abbastanza tempo che vi ritrovaste sul balcone della camera di hotel.
Che camera, appartamento abnorme.
Non lo guardasti, non ti interessava in quel momento.
Ti lasciò con i piedi a terra e riprese 'possesso' delle tue labbra.
Arretrasti un attimo, non reggendoti.
Allontanò leggermente il viso;
<È tutto ok?> domandò con voce bassa, titubante.
Annuisti, incapace di dire qualcosa di sensato.
Annuì.
<Bene...> sussurrò fiondandosi di nuovo su di te; ti afferrò la vita e ti allontanò dal balcone,
la tua schiena andò a scontrarsi con il gelido muro,
le sue mani andarono a scompigliare i tuoi capelli mentre tu lo tiravi a te.
Pareva tutto così rumoroso,
il tuo cuore, che sembrava salito in gola,
il suo respiro contro la tua pelle mentre lasciava lasciava baci umidi sul tuo collo.
Il modo in cui ti toccasse, il tessuto dei vestiti che sfregavano l'uno contro l'altro.
Tutto amplificato a mille.
Eppure era tutto così silenzioso in realtà.
La calma e la quiete che vi circondava era quasi irreale per la città di Tokyo.
Dopo poco in cui guardavi il soffitto scuro,
come drogata del suo tocco,
lo sentisti spostarsi in dietro mentre ti teneva a se; lo seguisti senza pensarci neanche.
Il tuo corpo pareva muoversi da solo.
Ti aiutò a stenderti sul letto.
Stringesti le coperte, un riflesso totalmente spontaneo quando riprese a far scorrere le mani sul tuo corpo.
Ma poi indugiò; si allontanò leggermente con sguardo colpevole.
Si morse il labbro,
stringendo gli occhi e dopo poco alcune lacrime cadderò sul tuo viso.
"Keigo" lo chiamasti con il suo nome, cosa permessa solo a te, solo tu conoscevi il suo nome vero.
Ti togliesti la maglietta, mentre si metteva seduto,
sembrava colpevolizzarsi.
"Keigo, guardami" gli dicesti, aprì gli occhi mentre la luce della città entrava dalla finestra, illuminando il suo volto.
Poggiasti una mano sulle sua guancia, cancellando via le lacrime mentre con l'altra prendesti la sua poggiandola proprio sopra il tuo cuore.
"Keigo non pensare sia una scelta sbagliata." sussurrasti lasciando la sua mano e baciando poi le sue labbra come fosse un delicato petalo.
"Ti amo Keigo." lasciasti che la frase si perdesse nel vuoto della stanza,
mentre il ragazzo riprendeva a baciarti con la stessa foga di prima.
Sussultò quasi sotto al tuo tocco, quando lo girasti sulla schiena prendendo controllo della situazione: li sflilasti via la maglietta lasciando vagare i polpastrelli delle dita per i suoi muscoli.
Lui portò le mani dietro la tua schiena, tentando in vano di togliere il reggiseno,
ridacchiasti contro le sue labbra aiutandolo nel suo intento; rimase alcuni secondi a guardarti mentre ti muovevi sopra di lui per toglierti anche la gonna, poi prese il controllo della situazione spingendoti con la schiena sul letto e esplorando le parti del tuo corpo che prima non aveva avuto il coraggio nemmeno di sfiorare.
Ansimasti sotto il suo tocco per niente esperto, che prendeva man mano confidenza nelle sue azioni.
"Keigo" sussurrasti spingendolo più verso di te, a richiesta di avere di più il più presto possibile.
Alzò gli occhi a guardare il tuo viso accadato, prendendo a baciarti ancora, come se le tue labbra già non vibrassero.
Pareva si fosse deciso a fare un passo avanti con te. Ne fosti davvero felice.
"Dimmi se fa male, ok?" mormorò snudandoti del tutto per poi togliersi gli indumenti che gli restavano mentre gli lasciavi baci dove ti capitasse più a tiro, alternando avvolte con dei morsi, tanto per essere un poco cattiva.
Appena pronto ti lasciò intendere di rilassarti; cercasti intanto di regolarizzare il tuo respiro, fin troppo affannato.
Dolore ho fastidio, eri confusa, stringesti alcuni secondi con una mano le coperte e la spalla del più grande, finendo anche per morderla facendolo sussultare.
"Stai bene?" domandò con preoccupazione.
Sospirasti contro la sua pelle annuendo; gli permettesti di provare a muoversi.
Cominciasti ad ansimare dopo poco tempo, facendo capire al biondo di star procedendo bene.
Cominciaste a gemere entrambi per via del piacere provocato, intanto che tu sentivi ad ogni spinta un calore pervadere la parte bassa dello stomaco, una sensazione così intensa...
...ti fu più che chiaro che l'orgasmo sarebbe arrivato velocemente e non sarebbe stato l'ultimo.
Bensì il primo di una serie.
Ed ogni volta che ne arrivava uno nuovo sentivi ogni parte del tuo corpo ormai sudato tremare.
Non avevi mai privato così tanto piacere in vita tua, proprio come Keigo, ed entrambi nel vostro subconscio sapevate che avreste ripetuto quelle azioni ancora ed ancora.
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One Shot - Bnha x reader
Fan-FictionRICHIESTE CHIUSE Personaggi dell'anime Bnha/my hero academia x reader, ovvero tu 11/05/2020 -
