Hyunjin buttò giù tutto il liquido del bicchiere. Aveva supplicato sua madre di dargli qualcosa per calmare la sua ansia, e alla fine la donna aveva ceduto. Per quel giorno avevano deciso di stabilire una piccola tregua. Nessun litigio, urla o quant'altro. Solo la facciata della famiglia perfetta, quella che i suoi genitori avevano sempre cercato di mantenere, a discapito della felicità del loro unico figlio. Dal primo momento che aveva aperto gli occhi, Hyunjin sperava che quel giorno finisse il più in fretta possibile, era già stufo.
In un modo o nell'altro quei tre mesi erano passati in fretta, troppo in fretta per i giri di Hyunjin, che voleva che quel giorno non arrivasse mai. Eppure eccolo lì, nella sua stanza a finire di prepararsi. Si guardò allo specchio e pensò che quel completo fosse sprecato per quel giorno; aveva buttato migliaia di won in qualcosa che avrebbe buttato non appena ne avesse avuto l'occasione. I suoi amici continuavano a mandarli messaggi e a chiamarlo, ma li ignorava, o almeno cercava di farlo. Ogni tanto lo sguardo gli cadeva sullo schermo del telefono e leggeva qualche messaggio. La maggior parte dicevano che sarebbe andato tutto bene, alcuni di tenere duro, altri di non fare cazzate, altrimenti la situazione sarebbe potuta peggiorare. Perché Hyunjin non la smetteva di pensare a non presentarsi in chiesa. A scappare, a correre via. Era un'ottima idea per il più alto, ma poi pensava che i ragazzi avessero ragione.
Si passò una mano tra i capelli e sospirò prima di uscire dalla sua stanza.
"Sei qui finalmente, siamo in ritardo" esclamò sua madre afferrandolo per il polso e trascinandolo fuori casa. Aveva smesso di lottare contro i suoi genitori, per questo gli lasciava parlare e fare quello che volevano, non gli importava.
"Va bene, ho capito. Non tirare" Hyunjin sbuffò alzando gli occhi al cielo.
"In macchina, non arriveremo in ritardo per colpa tua" disse il padre entrando in macchina e sbattendo lo sportello. Sua madre sospirò ed entrò in macchina, allacciandosi velocemente la cintura. Hyunjin chiuse gli occhi per qualche istante per calmarsi. Stava davvero cercando di trattenersi, ma era davvero difficile.
"Avevamo detto niente litigi oggi, per favore" disse la madre poggiando una mano sul braccio del marito. In quel momento and Hyunjin entrò in macchina e suo padre partì subito dopo.
"Siamo tutti molto stressati, cerchiamo di calmarci e goderci la giornata, va bene?" aggiunse la donna guardando prima il marito e poi il figlio.
"Godermi cosa esattamente? Il giorno della rovina della mia vita? Dovrei anche ringraziarvi ad un certo punto?" sbottò acidamente Hyunjin. Stava davvero cercando con tutto se stesso, ma sapeva che se avessero detto qualcos'altro, sarebbe esploso.
"Hyunjin smettila, è per il bene della nostra famiglia" disse il padre, mandando un occhiataccia a Hyunjin dallo specchietto.
"Ah, e io non faccio parte della famiglia? Cosa ne è del mio bene? Della mia felicità?" il ragazzo dai capelli neri incrociò le braccia al petto ed inarcò un sopracciglio. Tutto quello che stava succedendo non era sicuramente per il suo bene. L'unica persona che lo faceva stare bene non era con lui, e non sapeva se l'avrebbe mai più rivisto dopo quel giorno.
"Sei ancora troppo giovane, capirai negli anni che l'abbiamo fatto anche per il tuo bene" rispose la madre voltandosi in avanti.
Hyunjin scosse la testa e decise di non rispondere, era inutile parlare con loro, lo sapeva, ma era così stufo di tutto quello.
Voleva che Changbin fosse lì con lui. Aveva bisogno di un suo abbraccio, aveva bisogno che il più grande gli stringesse le mani e gli dicesse che sarebbe andato tutto bene. Si erano visti la sera prima. Changbin era entrato di nascosto in camera di Hyunjin, dalla finestra, e si erano stesi sul letto del più piccolo. Changbin l'aveva tenuto tra le sue braccia, per tutta la notte. Gli aveva accarezzato i capelli e gli aveva cantato la sua canzone preferita. Hyunjin poi aveva pianto e il più grande l'aveva lasciato sfogarsi. Si erano sussurrati tanti ti amo, il più grande gli aveva promesso che avrebbe risolto tutto, gli aveva detto che aveva trovato una soluzione e che avrebbe dovuto aspettare ancora un po'. Hyunjin ovviamente non aveva capito a cosa si riferisse, ma si era fidato. Si sarebbe sempre fidato del più grande, era la sua unica certezza.
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e-boy || changjin
FanfictionDalle medie al liceo Hyunjin è cambiato, diventando quasi irriconoscibile agli occhi dei suoi conoscenti, soprattutto agli occhi di Changbin, che ci metterà un po' a capire di chi si tratti. || boy x boy || mostly changjin || accenni ad altre ship |...
