Niall si siede su una sedia imbottita e fissa il tappeto morbido. Sento il muro che ci divide come se fosse reale.
- D’accordo – dico mettendomi davanti a lui – cosa c’è?
Lui alza lo sguardo e sotto i suoi occhi azzurri vacillo.
- Ti rendo le cose più semplici Helena. Se mi odi sarà più facile dirmi addio un’altra volta.
Scuoto la testa e mi sforzo di pensare ad una risposta coerente.
- Perché mai dovresti dirmi addio? – balbetto alla fine.
Poi, la consapevolezza di aver nascosto la verità ai miei stessi occhi mi colpisce e sento un brivido ghiacciato percorrermi.
Con un vago senso di smarrimento abbasso lo sguardo e faccio un passo indietro.
- Ah. Capisco – sussurro senza fiato.
Mi volto e asciugo la prima lacrima che cerca di farsi strada sulla mia guancia. Faccio per aprire la porta della camera quando la mano forte di Niall mi afferra il polso.
- Capisci cosa? – chiede secco – Helena?
Continuo a dargli le spalle, perché guardarlo negli occhi fa troppo male. Anche solo saperlo a pochi passi da me è un dolore che non si può spiegare, più doloroso di saperlo a kilometri di distanza da me.
È il dolore che da la consapevolezza di non poterlo avere.
Le sue mani forti mi stringono le spalle, facendomi sussultare. Mi costringe a girarmi.
- Parlami. E soprattutto guardami negli occhi – ordina con voce supplichevole.
Obbedisco e scoppio in lacrime.
- La ami ancora, non è così? Oppure, in tutti questi anni hai trovato un’altra donna per cui valga la pena vivere – il mio tono è così disperato che non mi riconosco – in ogni caso non c’è nessuna probabilità che tu ami me.
Abbasso gli occhi con vergona e mi allontano ancora una volta da lui.
Niall rimane qualche istante immobile, lo sento respirare pesantemente.
- Come puoi essere così stupida? – il suo tono è dolce e allo stesso tempo ruvido.
Azzardo uno sguardo verso di lui. Sembra quasi arrabbiato.
Mi si avvicina e mi prende le mani. Le poggia sul suo petto ampio.
- Lo senti? – soffia sul suo viso.
Non rispondo. Sono rapita dal contrasto delle sue mani ruvide e calde con le mie, fragili e sottili. Il suo cuore batte impetuoso sotto le mie dita.
- Batte così solo quando sono vicino a te – dice.
Questa frase mi fa sussultare.
- Per tutti questi anni non ho fatto altro che cercarti disperatamente. Mi sono odiato per aver lasciato che ti portassero via da me. E mi sono ripromesso che se ti avessi rivisto almeno un’ultima volta quello che non ho avuto il coraggio di dirti.
A questo punto scoppio a piangere rumorosamente e appoggio la testa al suo petto. Le sue braccia mi circondano facilmente e trovo il posto migliore del mondo, l’incastro perfetto.
Niall mi accarezza i capelli.
- Perché io ti amo Helena. Sempre, dal primo momento in cui ti ho vista su quel ponte e ho pensato che se avessi lasciato che ti buttassi avrei commesso il più grosso errore della mia vita.
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il ponte dei suicidi ||niall horan
Fanfictie- Signorina - dice una voce. Merda. Speravo di essere da sola. Cioè so bene che molto spesso la gente viene qui a suicidarsi ma avevo inconsciamente sperato di non incontrare nessuno. Mi volto verso la voce. Aldilà della statua di San Pietro su cui...
