«Andiamo, Jasmine.»
Draco mi richiama con un tono che rasenta la supplica. A momenti potrebbe piangere.
Ma io sono già andata via. Sto solo seguendo il tuo consiglio, Draco: sto giocando.
Solo che adesso... devo passare al livello successivo. Più pericoloso.
Pensa, Jasmine. Chi è la persona che lui protegge più di chiunque?
«Ah, eccola qui, Signorina Light.»
Una voce fin troppo familiare mi fa voltare di scatto. Alzo gli occhi al cielo.
Odio chi mi interrompe mentre penso.
«La cercavo da tutto il castello. Sa, al Ministero ci sono stati altri omicidi. E qui... altri studenti pietrificati. Continuano a spuntare da ogni angolo.»
La voce calma, pacata, compassata di Silente. Ed è proprio questo che mi manda in bestia.
Sono io a pietrificarmi, stavolta.
«Professore Silente... ma perché non ha detto nulla?»
Sbotto. C'è gente paralizzata, e lui? Gioca a scacchi nel suo ufficio muffoso?
«Inutile allarmare le persone. Non sappiamo ancora nulla.»
Congiunge le mani, lo sguardo da saggio deluso. Mi chiedo se ci è o ci fa.
«Mi scusi, ma non la facevo così ingenuo. Abbiamo trovato una zanna di basilisco conficcata su un purosangue, e adesso si pietrificano solo mezzosangue. Gli omicidi al Ministero. I babbani. Aumentano.»
«Sarò via per qualche giorno. Le affido la gestione della sicurezza. So che se la caverà. Mi fido.»
Taglia corto, ignora del tutto le mie teorie. E mi lancia addosso un incarico enorme, così.
Con un occhiolino, se ne va.
Oddio. Non fraintendetemi: non che non sia all’altezza. Ma un po’ di preavviso no?
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Sono passati due giorni da quando Silente è sparito e io sono diventata, di fatto, la reggente della sicurezza di Hogwarts.
Gli studenti pietrificati sono diminuiti. Anche gli omicidi al Ministero.
Oggi tocca parlare con le scuole straniere. Silente ha deciso che non devono andarsene: il basilisco può colpire ovunque.
E come se non bastasse, Harry Potter ha deciso di farmi impazzire. Si mette nei guai con una precisione millimetrica.
Mi alzo. Gonna scozzese rossa, top a fascia, Jordan rosse. Eyeliner, mascara, gloss trasparente. Pronta per affrontare l’ennesima giornata di merda.
Quando la Sala Grande è piena, prendo la parola:
«Ragazzi, per quanto vi piaccia esercitarvi a baciarvi negli specchi… dovremo rimuoverli tutti. Gli occhi di basilisco sono letali anche riflessi.»
Proteste. Occhi sgranati. Ma chissenefrega.
Grifondoro, naturalmente, borbotta. Il Golden Trio commenta. Lo sento. Li ignoro.
Mi avvio al tavolo dei Corvonero, da Dylan e dai ragazzi delle scuole ospiti.
«Dyl, devo fare una cazzata. Ma non so quale.»
Sprofondo la forchetta nelle uova strapazzate.
«Jasmine Light, nessun sequestro di persona.»
Tuona Dylan, senza alzare lo sguardo.
«Ma dai… ti sembro il tipo?»
Gli rivolgo uno sguardo da cucciolo. Niente. Non si smuove.
«Sì. Ecco perché te l’ho detto.»
«Pf.»
E invece, caro mio, mi hai dato un’ottima idea.
Poco più in là, Luna Lovegood mastica qualcosa che sembra sabbia. Adoro quella ragazza. Ha il tempismo perfetto.
Tutti escono dalla Sala Grande. Il momento è ideale.
Perfetto per una chiacchierata amichevole.
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Lo colgo da dietro e lo sbatto contro un muro.
I suoi amici si immobilizzano. Lui, più alto di me (di molto), rimane fermo. Mi guarda. Aspetta.
«Ascolta, Harry Potter. Questa è l’ultima volta che te lo dico: non cacciarti in nessun guaio. Non fare Sherlock Holmes. Non sei tagliato per questo.»
«Ma… io non intendevo…»
«Puoi fregare Silente. Puoi fregare il Ministero. Ma non puoi fregare me. Io non ti salvo il culo, Potter. Io te lo rompo. È chiaro?»
«Lascialo stare! Non sai di cosa è capace!»
Weasley. Certo.
Ora. Devo confessarlo: Ron Weasley è carino.
Fisicamente parlando, ovvio. Occhi sinceri. Braccia forti. STOP, Jasmine. Ragiona. Poi, se proprio, pensa a scopare.
«Weasley, giusto? Beh, non che mi interessi.»
Sorrido falso, gli occhi sempre puntati su Harry.
«Io so tutto. Del basilisco. Della pietra filosofale. Di Sirius Black. Dei Malandrini. Voi ci mettete sei mesi. Io due settimane. Sempre un passo avanti.»
«Perché non hai detto nulla?»
sbuffa un corvonero.
«Era divertente vedervi giocare.»
«Pensi sia un gioco, Jasmine?»
«Certo che lo è. E anche piuttosto semplice.»
Mi avvicino ancora.
«Chiedete a Malfoy quanto mi piace giocare.»
Alle mie spalle si avvicina qualcuno.
«Ehi, tutto ok?»
È la Corvonero amica di Dylan.
«Sto solo insegnando a Potter come si gioca.»
«Ah, Jasmine, vuoi giocare con me?»
Harry mi sfida. Che tenerezza.
Sul mio volto si apre un ghigno.
«Ehm… Harry, non ti conviene. Ho sentito che… sequestra e tortura le persone.»
sussurra Luna.
Ti amo, Lovegood.
«Non-non è vero…»
«Purtroppo sì.»
La voce di Draco risuona come un avvertimento nel silenzio.
«Chiedi a Malfoy cosa fa Jasmine quando gioca.»
Harry mi fissa. C’è paura nei suoi occhi. Ma anche quella strana scintilla.
La sfida. Peggio per lui.
«Seguirò ogni tuo passo, Jasmine.»
mi dice con voce bassa.
«Sprechi tempo, Potter. Li conosco già.»
Lascio la presa. E me ne vado.
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La sera, camminando nei corridoi verso Olivia, passo davanti al dormitorio dei Serpeverde. Due voci mi fanno fermare.
«MALFOY! Devo sapere una cosa!»
«Cosa vuoi, Potter?!»
Lo sento strattonare Harry e farlo entrare.
Mi avvicino alla porta. Curiosa.
Molto curiosa.
«È vero che Jasmine ti ha… torturato? Nella torre di Astronomia?»
«Sì. Mi ha colto di sorpresa, paralizzato. Mi ha legato. Girava attorno a me con un coltellino, mi ha graffiato. Anche sul pomo d’Adamo.
Mi ha raccontato una storia. E poi… mi ha lasciato andare.
Con la promessa che il nostro gioco non era finito.
Potter, non sfidarla. È stato un errore. Jasmine non è come le altre.
Non ha sentimenti.»
Perfetto.
È proprio questo che voglio. Che sappiano chi è Jasmine Light.
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The Game #wattys2021
FanfictionJasmine light fa parte delle 28 sacre assieme ai suoi amici, per una delle tante riunioni fatte al manor dei malfoy, tra lei e draco nasce un odio profondo. Jasmine non conosce per niente draco almeno fin a quel momento. Tra loro nasce una rivalità...
