Mi svegliai con il sole che filtrava prepotente dalle finestre alte della torre, e con l’umore di chi è stata svegliata da un sogno troppo breve e troppo vero.
Buongiorno mondo, oggi mi sono svegliata particolarmente scazzata.
Beh, Jasmine, sarebbe una novità se non fosse così.
A quanto pare, le scuole europee sono arrivate a Hogwarts e, per qualche motivo che sfugge alla mia comprensione, Silente ha deciso che sarei io a fare da guida turistica.
«Perché non affidare il compito alla McGranitt?» ho chiesto.
«Perché tu conosci il castello meglio di chiunque altro», ha risposto con quel sorrisetto da vecchio saggio che mi fa venire voglia di lanciare un incantesimo esplosivo.
Merlino, se mi senti, io e te abbiamo un conto in sospeso. Grosso.
Mi vesto senza troppa fretta: pantalone bianco aderente – quello che definisce ogni curva senza pietà – e un maglioncino nero leggero infilato dentro. Un anello a forma di serpente mi avvolge il dito come se fosse nato lì, mentre un bracciale simile si attorciglia intorno al polso fino a sfiorarmi il dito medio. Ai piedi, stivali neri col tacco, appena sotto al ginocchio.
Mi guardo allo specchio. Dio, quanto sono narcisista. E quanto mi adoro.
La porta si spalanca senza bussare, come sempre.
Entrano Jack e Dylan. Ormai è una tradizione mattutina: se non fanno irruzione come se fossimo in guerra, non sono loro.
«Si bussa, stronzi.» dico con tono cantilenante.
Jack mi scorre addosso lo sguardo, senza ritegno. «E tu sei uno splendore, oggi.»
«Oh lo so, amore.» gli mando un bacio volante.
«Placate gli ormoni, vi prego.» sbuffa Dylan, lanciando un’occhiata esasperata al soffitto.
«Gne gne gne.» faccio la voce da bambina, sfacciata.
«Dylan, che ne dici di aspettare fuori?» Jack mi lancia un occhiolino che gronda malizia.
«No, Dylan, non mi lasciare sola con questo maniaco.» lo supplico fingendo il panico.
Dylan ride, mi dà un bacio sulla testa e si butta sul letto che avevo appena rifatto.
«Detto fatto, piccola. Goditi l’inferno.»
«Salto le lezioni oggi, faccio da babysitter ai nuovi arrivati.» dico alzando gli occhi al cielo.
«Dicono che se li alzi troppo restano incastrati lì.» commenta Dylan, serio come se stesse rivelando un segreto antico.
Scoppio a ridere. «Chi te l’ha detto, tua madre?»
«Ridi pure, poi quando rimarrai con lo sguardo bloccato in alto ti pentirai di non vedere più questa bellezza.»
Jack si avvicina e mi parla con tono più serio.
«Mi raccomando, principessa. Sono ragazzi nuovi. Se hai bisogno, chiamaci.»
«Tranquillo. Ma tu resta nei paraggi, nel dubbio.» faccio spallucce.
«Jasmine Light che ha paura?» mi stuzzica Dylan.
«Non ho paura. Ho solo un discreto senso della sopravvivenza.» Jack mi ferma prima che io inizi a lanciare insulti.
«Ricevuto, principessa.» mi fa l’occhiolino.
Mi incammino verso la Sala Grande. Tutti gli occhi sono su di me.
Non mi dispiace. Mi piace, in realtà. Mi piace essere guardata. Venerata.
È la prima volta che esco così: vestiti stretti, tacchi. Di solito giro in tuta, quando si può. Ma oggi... oggi voglio lasciare il segno.
Prendo posto tra i Serpeverde. O meglio: mi siedo accanto. Tecnicalità.
Mi parla Tom Riddle. Occhi neri, voce bassa, sguardo tagliente come una lama di vetro.
«Sei stupenda.» mi sussurra all’orecchio.
«Anche tu non sei da buttare, Riddle.» sorrido appena.
Veniamo interrotti dall’ingresso trionfale delle delegazioni.
Durmstrang fa il suo ingresso come se fossero marines. Beauxbatons fluttua come una sinfonia francese. E poi arriva una scuola dal Nordamerica – nome impronunciabile – ma i ragazzi... Merlino, che lineamenti scolpiti.
Silente si alza, come sempre teatrale.
«Siamo lieti di accogliervi ad Hogwarts. Durante la vostra permanenza, Jasmine Light vi guiderà attraverso il castello e vi fornirà ciò di cui avete bisogno. Jasmine, puoi deliziarci con la tua presenza?»
Con sicurezza (finta, ovvio) mi alzo e raggiungo il professor Silente.
«Le scuole verranno divise in scaglioni. Oggi la Durmstrang. Sai cosa fare.»
«Ricevuto, professore.»
Mi volto verso i ragazzi:
«PRIMO GRUPPO, CON ME!»
Attraverso la Sala Grande e apro le porte. I passi riecheggiano mentre ci avventuriamo nei corridoi.
«Posso avere un minuto d’attenzione?» mi schiarisco la voce.
«Sarete sotto la mia responsabilità. Non vi perdete. Avete sedici anni, dovreste sapere distinguere la destra dalla sinistra.»
Due ragazzi tentano la fuga.
«Ehi, Bonnie e Clyde, la grande evasione è domani, oggi si resta in gruppo.» dico secca.
Uno si avvicina. Ha il sorriso facile. E il fastidio incorporato.
«Ciao, sono Derek.»
«Jasmine.» rispondo, già stanca.
«A che casa appartieni?»
«Perché pensi che te lo dirò?»
«Perché sono speciale.»
«Oh, davvero? Cos’è che ti rende così unico?»
«Perché sono qui, accanto a te, e ancora non mi hai mandato al diavolo.»
«Calma, Don Giovanni. Sto facendo un favore a Silente. Non ho la minima voglia di parlare con te.»
«Eppure lo stai facendo.»
«Hai rotto il cazzo. Non appartengo a nessuna casa.»
Si blocca. Mi guarda come se avesse visto un inferno aprirsi davanti a lui.
«Come scusa?»
«Hai capito bene. Il Cappello non mi ha smistata. Ora fai silenzio.»
«Sei tu…» mormora, sconcertato.
«Io?» incalzo, occhi stretti.
«C’è una leggenda. Una ragazza senza casa, figlia del potente Merlino. Intelligente, furba, coraggiosa e leale... tutte le qualità. Capisce il serpentese. Dicono che, se urla, richiama il padre.»
«Partiamo col tour.» lo interrompo. Niente leggende. Solo realtà.
Lui scappa. Letteralmente.
Forse aveva ragione. Forse non sono come gli altri. Nessuna casa. Nessun confine. Nessuna etichetta.
Mi fermo davanti a un alto arco di pietra e inizio la spiegazione.
«Hogwarts fu fondata nel decimo secolo, quando i maghi erano perseguitati. Serviva un luogo sicuro. Così nacque questa scuola.
Godric Grifondoro creò il Cappello Parlante.
Priscilla Corvonero, il Diadema, che racchiude intelligenza pura.
Salazar Serpeverde, la Camera dei Segreti, dimora di un basilisco.
Tosca Tassorosso, le cucine, e il rispetto per gli elfi.
Serpeverde se ne andò dopo un litigio. Non voleva accettare mezzosangue. Gli altri tre rifiutarono l’idea.
A Godric fu dato un villaggio: Godric’s Hollow.
Ogni casa ha il suo fantasma:
Il Barone Sanguinario per Serpeverde. Uccise Helena Corvonero, la figlia della fondatrice, e poi se stesso.
Nick-Quasi-Senza-Testa per Grifondoro, ucciso da babbani.
Il Frate Grasso per Tassorosso, morto per aver rubato cibo avvelenato.
Mirtilla Malcontenta per Corvonero... beh, evitiamo i dettagli. È ancora permalosa.»
Li osservo mentre ascoltano in silenzio.
Non so se ammirano la storia o me.
Ma per oggi, va bene così.
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The Game #wattys2021
FanfictionJasmine light fa parte delle 28 sacre assieme ai suoi amici, per una delle tante riunioni fatte al manor dei malfoy, tra lei e draco nasce un odio profondo. Jasmine non conosce per niente draco almeno fin a quel momento. Tra loro nasce una rivalità...
