Capitolo 14

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*eliza*
Vado a lavoro ogni giorno per farti uscire da lì, mi manchi tanto, lavoro in un supermercato, faccio qualunque cosa per prendere qualche spiccio in più, lavoro tutti i giorni tutto il giorno, tutti ci stiamo impegnando al massimo per farti tornare qui tra di noi.
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Sono le 21:00 e ho staccato, arrivo a casa e controllo se è arrivato qualcosa dalla prigione dove ti trovi. Ci sono parecchie lettere, quasi tutte bollette ma una viene dalla prigione, la apro e leggo la tua stupenda lettera, ricordo che la prof nel periodo dove stavo capendo tante cose di me, metteva sempre il dito nella piaga e faceva scrivere tutti questi pensieri che alla fine diventavano lettere per qualcuno, ricordo ancora quello che hai scritto a me 'mal che vada saremo lo sbaglio più bello del mondo' queste erano le ultime parole della lettera e da lì sono cambiate tante cose. Dopo aver cenato, vado a farmi una doccia, il mio capo sa che la mattina sarò da te e quindi lavorerò solo mezza giornata, vado a dormire presto perche domani dovrò svegliarmi all'alba.
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Sono le 6:00 e mi sto preparando per uscire, gli altri non possono venire perché lavorano e quindi ci sono solo io. Alle 8:00 arrivo e aspetto nella sala visite. Dopo una mezz'oretta esci e ti abbraccio subito, stavolta però mi abbracci fortissimo per non lasciarmi andare ma una guardia ci urla contro 'BASTA COSÌ'.

"Eliza, come va?"

"dovrei chiederlo io a te, tutto bene, tu?"

"non mentirmi, non va bene, ti vedo che sei stanca, cosa stai facendo? Comunque sto bene"

"io e gli altri lavoriamo tutti i giorni, tutto il giorno per pagare la cauzione, presto sarai fuori. Comuqnue non mentirmi neanche tu, non va bene, sei dimagrita"

"Eliza non sono in un centro estivo a divertirmi, sono in cazzo di carcere. Comunque non dovete fare tutto questo per me, a giorni ci sarà il processo e vedremo quanti anni dovrò farmi"

"no, noi ti faremo uscire tranquilla, la somma è alta ma c'è la faremo."

"sono 200 mila dollari di cauzione eliza. Quanto mi farò 5/6 anni? Con la buona condotta arriverò a 3/4"

"alycia devi ascoltarmi bene, NOI TI FAREMO USCIRE"

"Va bene. Come stanno gli altri? "

"stiamo tutti bene aly, parlami di quello che fai"

"lavoro come elettricista, ho conosciuto altre ragazze, molto carine, la cuoca è un po' una stronza ma è buona con chi vuole bene. Non faccio niente du così eclatante qui dentro. "

"io sono gelosa. Aly non toccare neanche una ragazza ok? A breve starai a casa mia quindi non tradirmi"

"tranquilla, anche se c'è qualche bella ragazza, non sono le mie tipe. Ho già la mia principessa che mi aspetta"

Ci eravamo incantate ognuna nello guardo dell'altra finché...

"L'ORA DELLE VISITE È FINITO, FORZA DETENUTE ENTRATE"

Mi alzo per andarti ad abbracciare e tu mi sussurri
'Ai mema we Yu, Ai hod yu in krei much' in trigedasleng, lingua che abbiamo studiato per the 100 e vuol dire, 'mi manchi, ti amo tanto' e io ti sussurro 'Ai hod yu in seintaim, ai op Yu soon', 'ti amo anche io, ci vediamo presto'
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*alycia*
Sono finite le visite e già mi manchi, per fortuna ho qualcuno con cui passare il tempo.

"carey, stasera c'è la serata film, vieni?" mi chiede vause

"credo di sì"

"va bene a dopo allora"
Vado a lavoro e ho quasi imparato ad aggiustare una lampada, certo, è esplosa un paio di volta ma l'importante è provarci no?

"Detenute, oggi giorno libero"
Ci dice la guardia.

Rimango in giardino e vedo, Chapman, vause e Nichols avvicinarsi.

"carey come stai?" chiede Nichols

"oh non potrebbe andare meglio, ho tutto quello di cui ho bisogno, la mia ragazza, I miei amici, la mia casa..."

" è difficile ti capiamo benissimo, io e Nichols non è la prima volta che siamo dentro, ormai questa è diventata casa nostra, è questione di abitudine. Certo noi siamo fortunate perché almeno la nostra ragazze ce l' abbiamo qui con noi. Ti manca tanto?" chiede vause

"hey non mi sembra di essere fidanzata. Comunque... Raccontaci un po' di lei" dice nichols

Inizio a raccontare un sacco di cose su di te, di come ci siamo incontrate, del cappuccino, della mia lettera 'lo sbaglio' dedicata a te per farti capire che eravamo lo sbaglio più bello del modo e che non potevo non averti accanto, del bambino o bambina che sarebbe nato, della litigata, di the 100, di tutto.

"beh capisco. Vedrai che il processo andrà bene, la potrai avere al più presto tra le tue braccia e di certo non solo lì" dice Nichols facendomi l'occhiolino. È ora di pranzo siamo state tutta la mattina a chiacchierare ed è vero, piano piano tutto sta diventando quasi normale, indossare una divisa, cachi, lavarsi davanti a tutte, tutte che sanno tutto.
Da mangiare c'è, carne, verdure e purè di patate. Mentre mangiamo una ragazza che chiamano occhi pazzi lancia un dolce addosso a vause e continua ad urlare che Chapman è sua moglie,capisco perché la chiamano così, è un po' pazza, un po' tanto pazza. La sera arriva veloce e c'è la serata film, ci siamo tutte e passiamo una serata diversa.
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Altro giro altra corsa, ennesimo giorno che mi sveglio sempre in queste cazzo di mura, chiuse e piene di gente. Oggi particolarmente sento molto di più la tua mancanza e non c'è la faccio più, crollo dopo tutto questo tempo e scoppio a piangere sotto le coperte.

"HEY CAREY, ti prego non piangere, devo mantenere la mia posizione da dura e se mi fai piangere crolla la copertura" dice Nichols. Mi ricorda molto Lind, divertente, sincera, sicura ma nello stesso tempo sensibile, spero che quando uscirà ci sarà occasione di rivederci. Le sorrido, mi preparo ed esco fuori dove posso prendere una boccata d'aria e rilassarmi un po'. Sono esausta, fisicamente e psicologicamente, ho bisogno di te e dei miei amici. TI PREGO GIUDICE FSMMI TORNARE A CASA.

Nessun Limite Eccetto Il CieloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora