Tempio - Religione

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Riaprì gli occhi.

Aveva cominciato ad abituarsi a tutto ciò che lo circondava, ma la consapevolezza di sé continuava a esercitare un forte peso sulla sua nuca. Ogni tanto si sorprendeva a guardare a terra alla ricerca del proprio riflesso, rimanendo deluso. Si sentiva abbandonato, anche se non ne conosceva il significato e il motivo. 

La stella roteò e lo invitò a guardarsi intorno. 

La foresta era sparita. Gli alberi avevano lasciato il posto a un portico di legno – lungo e asfissiante – che non si concludeva in nulla, i fiori all'incenso, le lucciole a un silenzio opprimente. Percorse il portico e camminò - forse per ore - fino a quando non gli sembrò di essere tornato indietro. Si guardò alle spalle, ma il portico si trovava ancora lì, con le numerose noccioline di luce che risalivano scontrandosi contro le linee artificiali. La stella lo invitò a non perdere tempo.

Obbedì.

Un tronco secco lo aspettava al centro della stanza senza mura. Non aveva nulla che potesse richiamarla, ma a lui parve una stanzetta e quell'albero il suo centro. Ma cos'era una stanza? Inutile, gli disse la stella, sbolognando la sua richiesta. L'uomo annuì e raggiunse il tronco cavo. Un leggero fumo risaliva dal retro. Prima di aggirare il muschio, decise di tastare con attenzione il legno. Non lo aveva fatto prima e una piccola parte della sua anima se n'era pentita. Sfiorò con i polpastrelli il bordo ruvido fino a quando non sentì una puntura. Si guardò l'indice, sul quale un puntino nero come tutto il resto fece capolino, pronto a godersi il mondo. Si succhiò il dito e fece una smorfia sentendo un sapore ferroso in bocca. Volle sputare, ma l'unica cosa che gli riuscì fu il far colare un filo di bava da un angolo della bocca. Rimase in silenzio ad ascoltare la stella che gli spiegava cosa fosse il sangue e come fosse fatto. 

Non ci credette, e la stella non se ne stupì. Era troppo presto per lui.

«Devo girare intorno, dici?» chiese rivolto alla stella, riprendendo le sue parole.

Mosse il piede destro, poi il sinistro, continuando a tenere lo sguardo fisso sul tronco cavo e sul fumo. Nel compiere il movimento si rese conto che il fumo non venisse dal retro, bensì dall'interno del legno. Sorrise senza saperne il motivo. L'uomo, a quel tempo, non conosceva ancora cosa fosse l'eccitazione per la scoperta, il brivido che si provava nel capire qualcosa, la sensazione euforica del dominio sulle cose attraverso il pensiero e la parola. Completò il giro. 

Una parete del tronco era scavata e al suo interno si trovavano quegli elementi stellati che la guida celeste aveva chiamato fiori. Tirò su con il naso, nella speranza di risentire il profumo della foresta. Fastidioso, certo, ma buonissimo. Quasi come una droga. Cos'era una droga? La stella sorrise senza darlo a vedere e gli consigliò di dimenticare quella parola. 

Un leggero fumo ghiacciato e un forte odore gli invasero le narici. Si infilò le dita nel naso per calmare il fastidio e fece un passo indietro con una smorfia schifata dipinta sulla pelle ancora bagnata. Poi si rifece avanti e decise di riprovare quella sensazione. Fu meglio di prima. Osservò il fumo grigio che rischiarava con le sue note spente il tronco cavo. Annusò nuovamente l'incenso. Preferiva altri odori, decisamente.

Un messaggio luccicante fece la sua comparsa sopra l'altarino.

«Non dimenticare la religione», lesse ad alta voce. «Non dimenticarla, dici? E perché? E cos'è, poi, questa religione? Amore, dici? Penso di capire, sì. Forse. In realtà non so bene cosa intendi. Dici che non importa? Va bene, mi fido di te, stella. Non dimenticherò la religione, non lo farò mai. Devo ripetere, dici? Ti ringrazio, Luna, per la vita e tutto quello che ho. Andava bene, stella? Ma perché ho dovuto ringraziare? Che poi, cosa significa ringraziare? Ho capito, stella. Ringrazierò la luna e le divinità, lo farò sempre. Non me ne dimenticherò.»

Fu invitato a fare un passo indietro.

Obbedì.

Il fumo dell'incenso divampò come fuoco in cui vengono gettate pigne secche. Venne avvolto e il grigio lo strinse tra le braccia, scaldandolo. Sentì un ringraziamento che non venne pronunciato, la foschia si diradò, sparendo. Le lucine bianche si unirono, cozzarono in tutta tranquillità, si amarono. Poi si separarono. Al loro posto erano comparsi due riflessi, sulla fronte di entrambi un solco chiaro.

17, 5 – 10

Chiese spiegazioni alla stella, ma anche questo era troppo complicato da spiegare a parole. Fece un passo avanti e toccò il primo. Non lo imitò e, anzi, non ricordava poi tanto il riflesso. Era freddo come l'acqua, ma i cerchi che aveva visto nel lago non comparirono. Era solo freddo. Freddo e duro. Per l'altro fu lo stesso. Non nascose la delusione e guardò la stella, che roteò luminosa. Con tutta calma gli spiegò che quelli erano uomini che avevano dimenticato la religione e che se lui avesse fatto lo stesso sarebbe diventato esattamente come loro. L'uomo annuì e fece un passo indietro, intimorito. Lui voleva un uomo che lo imitasse, non quelle statue di pietra. Statue di pietra... Cosa sono le statue? E la pietra? La stella spiegò senza scendere nel particolare. Poi, per concludere, gli disse che la religione fosse l'unica cosa, tra tutte, che doveva tenere a mente e per cui doveva essere grato. 

L'uomo annuì con forza, come per non deludere la sacra guida.

Erafelice di aver capito, ma ciò per cui era più emozionato non era la religione,bensì lo scoprire cose nuove. La conoscenza. Il sapere. E, in futuro, ilpeccato

Salutò con la mano i suoi simili.

Sbatté le palpebre.


Il mio angolo 

Oggi è proprio un giorno meraviglioso per leggere la mia storia, non trovate? Scherzo, scherzo. Non solo oggi. 

Comunque sia, occupo questo spazio per ringraziarvi coma al solito e per chiedervi cosa ne pensiate. Con la prossima parte raggiungerò anche 5 capitoli e inizierò a partecipare a qualche scambio, nella speranza che la storia possa essere apprezzata!

No, non volevo dire questo. Ma quanto sono stupido? Volevo soltanto avvisare che ho lasciato la spiegazione per "17, 5 - 10" nel commento lì a fianco. Così, tanto per sembrare una persona seria.

Spoiler: non lo sono.

La bellezza del peccatoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora