Nonostante siano passate due settimane dall'ultimo incontro casuale con Draco, il mio pensiero ricade sempre su quello, costantemente.
Penso ai suoi occhi azzurri che scrutavano i miei, al suo sguardo impassibile ma allo stesso tempo perso, come se non sapesse nemmeno lui cosa stesse facendo.
Chissà a cosa starà pensando.
Ai progetti che avrà in mente.
Penserà mai a me?
Si ricorderà ogni tanto di ciò che siamo stati?
E soprattutto.
Mi ama ancora?
Attraverso la sua espressione, non ho notato che provasse qualcosa nei miei confronti.
Mi sembrava distante, distaccato.
Come se non fossimo mai stati niente.
Come se avessi avuto davanti a me, il Draco che incontrai la prima volta in questa scuola.
Ultimamente sono totalmente assente, da tutto.
Penso troppo.
Sono diventata un agglomerato di idee confuse.
I pensieri negativi mi invadono come se fossero veri film mentali.
Mi immergo in un loop infinito creatosi nella mia testa e difficilmente riesco ad uscirne.
La maggior parte dei professori mi dicono che ho perennemente la testa fra le nuvole.
Ma non sanno che a me piacerebbe scenderci da queste dannate nuvole.
Sono stanca di vivere così.
Il mio corpo è una nuvola.
Leggera, quasi trasparente, nessuno puó farmi del male, ormai è impossibile.
Ma sono ricca di pioggia.
I miei pensieri sono la mia pioggia.
Tutto racchiuso al mio interno.
Dovrei scatenare un temporale per potermi liberare da tutto ciò.
Ma non ci riesco.
Ho paura di mostrarmi debole.
Libera da ogni mia insicurezza e dubbio che ormai vivono dentro di me.
Prima o poi arriverà questa immensa bufera.
Prima o poi.
Nel frattempo arrivo di fronte all'aula di Difesa contro le arti oscure senza nemmeno rendermene conto.
Tanto per cambiare, con la testa ero più da un'altra parte che per i corridoi di Hogwarts.
Entro nella classe vuota.
È ancora presto.
Ma ormai non dormo più.
Tanto vale presentarmi prima in modo da non arrivare mai in ritardo.
Questo nuovo modo di vivere avrà pur dei lati positivi.
Prendo posto ad uno dei primi banchi e inizio a sfogliare uno dei libri che ci hanno assegnato da studiare.
Improvvisamente una figura varca la porta.
La mia attenzione ricade su questo ragazzo alto ricoperto di tatuaggi e grossi anelli sulle dita.
Distolgo immediatamente lo sguardo nel momento in cui si rende conto che lo stavo osservando, quasi analizzando.
Penso sia uno dei nuovi studenti provenienti dalla scuola italiana.
Provo ad essergli indifferente ma d'un tratto inizia a parlare.
<<Dalle mie parti ci si saluta solitamente.>>
La sua voce bassa riecheggia tra le mura dell'aula.
<<Stai dicendo a me?>> Gli chiedo mimando col dito nella direzione del mio petto.
<<Vedi altri studenti o professori a parte me e te?>>
Che stupida.
Sono in estremo imbarazzo.
Colpo basso per me questo.
<<Scusami ma io non ti conosco.>>
Abbasso la testa sul libro facendo finta di leggerlo ma con la punta dell'occhio lo vedo avvicinarsi fino a farmi distogliere lo sguardo sulle sue possenti mani poggiate sul mio banco.
<<Il gioco dell'asociale stronzetta alternativa con me non funziona.>>
Come mi ha chiamata?
Lo conosco da qualche minuto e già non lo sopporto.
<<Potrei dire lo stesso. Il gioco del ragazzo stronzo nuovo con me non funziona.>>
Colpito e affondato.
Sorride passandosi la lingua tra la dentatura bianca perfetta.
<<Non puoi imitarmi le battute!>> Ribatte.
<<Tra stronzi ci si intende.>> Accenno un finto sorriso facendogli l'occhiolino.
Successivamente apre la tasca anteriore dello zaino che porta sulle spalle. Afferra un pacchetto di Chesterfield rosse portandosi una sigaretta alla bocca.
La accende e dopo aver aspirato, mi rivolge un'occhiata agghiacciante, come se lui volesse che lo rimproverassi.
Ma non lo accontento.
Ho già avuto a che fare con ragazzi del genere.
Riabbasso lo sguardo nella direzione delle pagine e lo ignoro.
Lo sento ridere.
<<Mi meravigli ogni secondo di più rossa.>>
Questo ragazzo mi sta facendo urtare i nervi.
<<Questa "rossa" ha un nome. E comunque non mi importa di quello che fai. Sei tu quello che sta fumando all'interno di un'aula. Non io.>>
Tiene la sigaretta ferma fra i denti mentre sorride.
<<Come posso chiamarti allora?>>
Ha troppo l'aria di uno strafottente.
<<Ophelia Grace.>>
Continua a sorridere.
<<David. David Lopez.>>
Il modo in cui pronuncia il suo nome e cognome mentre si presenta mi fa venire la pelle d'oca.
Continua dicendo: <<sicuramente Ophelia è molto più bello di David. Soccorso e aiuto sono il significato del tuo nome. Potresti aiutarmi a visitare la scuola ad esempio.>>
Mi colpisce particolarmente il fatto che lui sappia cosa significhi.
Ophelia non è un nome diffuso.
Perciò mi incuriosisce sempre di più.
<<Dimmi un po', questa tecnica la utilizzi con tutte le ragazze?>>
Si sistema i capelli castani disordinati davanti gli occhi.
<<Solitamente funziona.>>
<<Hai sbagliato bersaglio mio caro David.>>
Cerca di mantenere il contatto visivo con me.
<<Tu invece hai sbagliato posto e ora. Adesso ti ho incontrata. Il resto saranno solo conseguenze dovute al nostro incontro.>>
Cosa intende dire?
<<David, la convinzione fotte la gente.>>
Si avvicina alla grande finestra buttando il filtro della sigaretta ormai terminata e ritorna davanti a me.
<<Hai un bel caratterino Ophelia, ma io non sono da meno.>>
Alzo gli occhi al cielo.
<<Ti lascio la convinzione di essere il ragazzo nuovo speciale che può permettersi di provarci con la maggior parte delle studentesse.>>
Scoppia a ridere ma la sua risata viene interrotta dall'arrivo di studenti insieme al professor Lupin.
Ritorna serio dedicandomi un'occhiata fulminante.
<<Ci si vede in giro, Ophelia.>>
Va a sedersi a uno degli ultimi banchi ed inizia a la lezione.
✨✨✨
La stanchezza mi ha tenuta compagnia per tutta la durata della spiegazione del professor Lupin.
Finita la lezione esco in fretta dall'aula in modo da non incrociare i passi del ragazzo nuovo, al momento mi immagino su un letto a dormire e nessuno deve intromettersi nel mio cammino verso la camera da letto.
Mi sento toccare una ciocca di capelli da dietro.
<<Immagino che il tour della scuola sia rimandato.>>
Come non detto.
David è di fronte a me mentre si sistema lo zaino su una sola spalla.
Sto per rispondergli ma mi interrompe.
<<So di essere partito col piede sbagliato, ma sappi che è stato più forte di me infastidirti. Avevi tanto l'aria di una ragazza giú di morale. Non volevo offenderti o darti l'impressione di uno stronzo, anche se posso ammettere di esserlo a volte un pochino.>>
Possibile che mi si legge in faccia quanto io sia triste?
Continua a passarsi la mano tra i capelli.
Non posso fare a meno di notare i suoi tatuaggi.
Li trovo assurdi per quanto la sua pelle sia ricoperta da essi, ma devo ammettere che sono fantastici.
<<Punto uno, io sto benissimo, non ho bisogno che qualcuno mi faccia da psicologo o altro. Punto due, se il tuo intento era quello di "aiutarmi", sappi che fai proprio schifo nelle relazioni sociali.>>
Dico quest'ultima frase ridendo.
Ride anche lui.
<<Mi sto innamorando di te Ophelia Grace.>>
Dice con fare ironico.
<<Sono molto peggio di quel che tu immagini David Lopez.>>
Mi guarda dritto negli occhi mentre si morde il labbro inferiore sorridendo.
<<Cosa si nasconderà mai dietro tanti capelli rossi ?>>
Mi colpisce la sua domanda.
<<Non puoi avere la minima idea.>>
Continuiamo a guardarci ma mi riprendo immediatamente ricordandomi dell'appuntamento con il mio letto.
<<Io devo andare, ci si vede David.>>
<<Ci vediamo presto, Ophelia.>>
✨✨✨
Appena varco la porta, i miei occhi ricadono su un piccolo foglio stropicciato sul mio letto.
Lo prendo e in poche mosse lo apro col battito del cuore a mille.
Lago Nero. Oggi. Mezzanotte. Non mancare.
-Draco
🐍Spazio autrice🐍
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Divided souls - Draco Malfoy
Romance[COMPLETA] ✨Seconda parte del libro You belong me✨ È presente un linguaggio spinto e volgare.🔴🔞 ✨✨✨ Dopo il tragico incidente accaduto in Villa Parkinson, la vita di Ophelia prende una brutta piega catapultandosi in un dolore lancinante che ha pr...
