Ora lo so. Ti amo bimba!

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....POV. JORGE

《Allora dottore come sta?》chiese Mariana afflitta. Il dottore disse rivolgendosi non solo alla mamma:

《C'è una bella e una buona notizia》come al solito c'è sempre qualcosa che non va e continuò:

《La ragazza sta bene non ha niente di rotto e il suo cuore batte come nella norma,le abbiamo misurato la pressione e ce l'ha molto bassa,ma questo non è grave perchè ce l'ha di natura e con le vitamine si riprenderá,la brutta notizia è che nonostante sia tutto in regola non riesce a svegliarsi,non ha proprio le forze e finchè non le recupera non credo che avremo risultati differenti》disse tutto con molta calma e con uno sguardo di conforto per tutti

《Cosa possiamo fare per contribuire al suo risveglio che è la cosa più importante in questo momento》chiesi freddo e distaccato come prima e a momenti avrei dato di matto per tutta quella situazione. La mia Tini non si era ancora svegliata nonostante era tutto in regola perchè!? Perchè a lei?! Non posso stare più qui devo vederla così dissi:

《Mariana ti prego posso andare prima io dentro?》chiesi sperando che accettasse

《Certo vai ora ha bisogno di te》

《Grazie》così mi avviai verso il suo reparto e chiesi ad un medico di passaggio qual era la sua stanza:

《Mi scusi la stanza della paziente Stoessel?》

《Aspetti che controllo la numero....503 da quella parte》e mi indicò un piccolo corridoio a destra

《Grazie》mi avviai nel punto indicato e in poco tempo mi ritrovai di fronte alla stanza 503. Prima di entrare feci un respiro profondo,appoggiai la mano sulla maniglia della porta e l'abbassai lentamente e c'era un silenzio che fece sentire il cigolio della porta. Entrai e mi chiusi la porta alle spalle sempre senza fare alcun rumore e la vidi lì stesa in quel lettino bianco,a quella scena rimasi paralizzato e la fissai per qualche secondo. Poi cominciai a camminare nella sua direzione e rimasi alzato al fianco destro del letto. Era bella anche in quello stato. Aveva il viso rilassato e sembrava che dormiva beata nel mondo dei sogni,i capelli ben sistemati sul cuscino e le mani da sopra il lenzuolo così pallide e fragili. Dietro di me c'era un piccola poltroncina che avvicinai al letto e mi ci accomodai. Gli presi la mano e la strinsi con la mia,nonostante il suo stato le sue mani erano tiepide e soffici e avevo una voglia matta si abbracciarla e sentire la sua voce,ma io sapevo che era lì e mi sentiva,sentiva la mia presenza e così cominciai a parlarle:

《Ciao bimba》dissi e delle lacrime cominciarono a cadermi sulle guancie.

《Mi stai facendo morire dentro,perchè mi fai questo? Devi prendere forza e riaprire quegli occhi stupendi color cioccolato,ho bisogno di rivederli il mio cuore ha bisogno di scrutarti come fanno sempre quando ti guardano,ho bisogno di te Tini non farmi questo riapri gli occhi...》stavo piangendo più di prima,non riuscivo a vederla così....era più forte di me

《Lì fuori ci sono tutti i nostri amici che credono in te e vogliono di nuovo ballare e cantare tutti insieme,non credo che tu voglia deluderli. Anche se non credo sia il tuo primo pensiero ci sono i tuoi genitori che vogliono farti arrabbiare come sempre,hanno bisogno dei tuoi attacchi isterici e io ho bisogno del tuo sorriso》rimasi in silenzio per un pò e la fissai. Anche se dormiva vedevo nel suo volto una strana luce,come se stesse reagendo alle mie parole e avrei tanto voluto sentire la sua voce. La macchina per sentire i battiti del suo cuore andava a ritmo e in quel momento stavano aumentando diventando sempre più forti e veloci questo mi faceva piacere perchè aveva capito che ero vicino a lei e stava lottando per farmelo capire

《Perchè non mi dici almeno che stai bene e che hai capito che sono qui,perchè fai così,vuoi essere egoista anche in questo stato? Visto che è uno dei tuoi difetti?》cominciavo a perdere la pazienza non potevo vederla lì con gli occhi chiusi se il suo cuore cercava di parlarmi non era una cosa normale e a momenti avrei scassato quella macchina. Per non combinare guai mi alzai velocemente dalla poltrona e mi avvicinai alla porta. Le lanciai un ultima occhiata e corsi fuori. Passai tutto il reporta,arrivai in sala d'attesa dov'erano tutti gli altri e senza dire niente,freddo e distaccato,presi con violenza la giacca da sopra la sedia e uscii da quel luogo orribile sotto lo sguardo stupefatto dei presenti e mentre camminavo a passo svelto Lodovica disse:

Amici per caso,insieme per sceltaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora