8:23
Reki scese le scale di marmo il più velocemente possibile per non farsi vedere dalla professoressa tanto amata. Prima rampa, seconda rampa, terza rampa.
Gli mancava ancora l'ultimo pezzo di corridoio prima di potersi ritenere "libero" da quelle quattro mura di prigionia. Le custodi al piano terra non stavano prestando attenzione ai fatti circostanti: due stavano parlando di quanto fossero belli e bravi i loro nipotini di tre anni; un'altra si stava lamentando del marito sfaticato che non faceva niente dalla mattina alla sera, c'era una che stava aspettando che la macchinetta rotta funzionasse: gli aveva fregato ben sessanta centesimi e ora li rivoleva indietro. La più giovane stava parlando al telefono di cose che sembravano assai importanti, aveva nominato svariate volta il nome che pareva essere di un bambino e si era soprannominata Mamma in terza persona per farlo calmare.
Avrà avuto circa venticinque anni se non di meno.
Il padre l'aveva abbandonata quando ha saputo del da farsi: "il bambino non mi riguarda" Urlò. Non si fece più vedere.
Ora il piccolo aveva due anni, ed era solita portarlo a lavoro dove era pieno di gentili attenzioni.
Spinse la porta finestra e uscì come se niente fosse. Ispirò ed espirò quell'aria che non sentiva da neanche venti minuti e, soddisfatto, si incamminò verso la scuola vicina.
Le suole delle scarpe risuonavano con tal violenza sul suolo, ripetendo una certa sequenza.
"Langa! Ehi Langa!"
Gridò in cortile cercando di farsi sentire.
L'aula 3 Ovest si affacciava al cortile, ma aveva le finestre chiuse. Prese un sasso, uno di quelli piccoli e facile da lanciare, e iniziò a picchiettare sulla finestra più vicino a lui.
Non ci volle molto prima che il turchese spostò la visuale dalla lavagna piene di formule di chimica all'amico che cercava da 10 minuti di attirare la sua attenzione. Sorrise dolcemente mettendo la mano sotto il mento .
Visti da fuori sembravano due innamorati.
Alzò la mano e la spiegazione si interruppe quando "Due molecole di idrogeno e due di ossigeno compongono l'acqua" .
Uscì con la scusa di andare in bagno.
"Ma non dovevamo vederci alle 4:30 pm?" Chiese raggiungendolo
"Si, ma avevo matematica e volevo vederti."
"Sai che l'istruzione è importante?"
Reki sbuffo e poi rise, come se fosse meno importante di vederti
"Ormai sono sotto scuola tua, anche te sei uscito...Che materia avevi?"
"Chimica" rispose subito, come se non ci fosse cosa più bella di quella. "Ci stava spiegando da cosa è composta l'acqua"
"Ma non si studia alle elementari?"
"Si, ma a quanto pare ci sarebbe servito per la lezione successiva."
Silenzio calò sui due, come se non avessero più nulla da dirsi. Per la prima volta quel silenzio non fu imbarazzante, e per la prima volta gli occhi dell'altro non sembravano così spaventosi. Le pupille nere si erano dilatate per quasi tutta l'iride di colori diversi. I loro corpi sembravano rigidi come se stessero cercando di controllare delle azioni...forse azioni che avrebbero rovinato tutto, forse azioni che era meglio non fare.
Reki decise di rompere quelle invisibili catene che lo stavano tenendo contro il suo volere, fece un passo e socchiuse gli occhi, si alzò in punta di piedi e allungò il volto come per baciarlo...Ma Langa si scostò rosso.
Langa sapeva, ne era consapevole.
Reki non capì del perché di quel suo strano gesto. Pensò di aver sbagliato qualcosa ma non sapeva cosa (dato che anche l'altro sembrava interessato).
Ecco che il silenzio si colmò d' imbarazzo.
Ecco che il silenzio si fece pesante, quasi irrespirabile. Tossico.
"S-scusa...Pensavo..." Balbettò il rosso sotto voce. A quelle parole quasi piante, il corpo di Langa si mosse abbracciandolo. Lo stinse in un abbraccio violento e pieno di scuse.
"Non scusarti, non è colpa tua."
In effetti era vero, non era colpa di Reki se Langa era la sua Luna, consapevole del fatto che il 'Per sempre' non ci sarebbe mai stato.
Nascose il viso fra l'incavo del collo e la spalla e chiuse gli occhi. Il più basso non capiva, anzi, inizialmente la sua reazione era stata quella di stupore e paura mischiate insieme. Poi si addolcì e gli accarezzò la nuca.
"Cosa vuoi fare ora?" Sussurrò.
"Voglio abbracciarti ancora un po'."
Il desiderio fu esaudito, dato che passarono altro tempo in quel cortile di quella scuola dei sogni.
Spazio me
Bene guysssssssssssss, aggiornato :) Come avevo scritto l'ho aggiornato alla fine della scuola UwU
E niente...come state?
Contenti che è finita la scuola?
Io MOOOOOLTO! Ma forse sono rimandatx a geometriche lol (per chi non lo sapesse ho finito il secondo anno del liceo artistico UwU)
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Mio: Per sempre
FanfictionL'amore è come un velo trasparente: fine e delicato. Può cambiare ogni secondo, forma e colore, suono e profumo. Reki questo non lo sa, non sa che l'amore è imprevedibile, che può cambiare da un momento all'altro. Non lo sa perché finora non ha a...
