Parte 2

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Forse fa male eppure mi va
Di stare collegato
Di vivere di un fiato
Di stendermi sopra al burrone
Di guardare giù
La vertigine non è
Paura di cadere
Ma voglia di volare

(Mi fido di te, Jovanotti)

"Nora svegliati o non riusciamo a fare tutto." dice mio padre venendo in stanza.

"Mh" mormoro girandomi nel letto "Arrivo" aggiungo.

"Sbrigati che ti faccio la colazione del sabato."

"Mh... va bene, grazie" sorrido

Lui scuote la testa divertito.

Due ore dopo siamo in campo, puntuali. Io però resto sugli spalti, in disparte ad osservare chi resta in campo.

"Piccola perché non sei giù con gli altri in palestra o in campo?" chiede mio padre quando arrivo a bordo campo.

"Ho molta paura a legarmi con loro..." ammetto. A mio papà non riuscivo a nascondere nulla.

"Piccola mia ascolta, hai visto anche tu che sono diversi... però nella vita, bisogna legarsi a qualcuno. A volte farà male ma il più delle volte sarà fantastico."

"E perché fino ad ora a me ha fatto sempre e solo male?" chiedo guardandolo negli occhi.

"Perché erano tutti deficiente e non hanno capito quanto sei speciale tu!" esclama "E non puoi capire quanta rabbia mi fa vedere che cinque scemi ti hanno fatto allontanare da tutto fino a chiuderti completamente in casa e in te stessa. Ma sai che non va bene... quindi per favore, apriti. O almeno cerca di farlo. Perché io non voglio vederti così. Voglio vederti come quando eri bambina, felice. Adesso lo sembri ma so che non lo sei."

"Ci sarai tu, in caso va male anche questa volta?"

"Io ci sarò sempre, sia che va male sia che va bene. Come so che tu ci sarai sempre per me. Ma voglio condividere la felicità delle partite con una persona altrettanto felice, ovvero tu. Devi esserlo e meriti di esserlo. Ci siamo intesi?"

Annuisco e lo abbraccio. Scendono le lacrime, non mi aspettavo un discorso così.

"Vai a sciacquarti il viso." mormora. 

Vado verso la palestra. Devo attraversarla per andare nel bagno più vicino. Dentro c'è la squadra che ho scelto io ieri.

"Nora!" cercano di fermarmi ma io vado dritta verso il bagno.

*Gianluigi's pov*

Il Mister ha scelto di tenere le squadre che ha scelto la figlia ieri e quindi ora sono in palestra con Leonardo, Chiesa, Bernardeschi, Ciro e Lorenzo.

Sto facendo le trazioni quando la porta si apre ed entra Nora che va veloce verso il bagno. Sembrava stesse piangendo.

"Nora!" esclamo per fermarla.

Tutti l'hanno notata.

"Provo ad andare a parlare." mormoro io muovendomi verso il bagno.

Busso.

"Occupato" dice con voce instabile.

"Lo so Nora... che è successo? Perché piangi?" domando. Gli altri si stanno avvicinando per capire.

"Lunga storia Gigio... ti spiegherò." sussurra lei.

"Posso entrare?" chiedo.

Sento la chiave girare nella serratura ed entro.

"Che c'hai?" vado vicino a lei.

"Nulla... davvero" dice.

"Però non riesci a smettere di piangere..." gli faccio notare.

Il limite non è il cielo ma l'allenatore | Federico ChiesaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora