*Nora's pov*
Siamo in hotel, sono le otto di sera e sono a pezzi.
Alle due oggi pomeriggio siamo tornati in hotel perché tutti erano distrutti, alcuni hanno dovuto fare terapie con acqua calda e subito dopo fredda per stimolare la circolazione.
Io non ho neanche voglia di vestirmi e prendere l'ascensore per scendere ma mi tocca farlo. Non voglio mettere i tacchi ma so che stasera è la cena del mio compleanno.
Mi alzo, mi fanno male le gambe e la spalla destra, probabilmente ho picchiato contro le curve degli scivoli.
Mi metto il vestito che avevo scelto per il mio compleanno. Metto i tacchi, mi trucco e arriva Federico in camera.
"Nora ti stiamo aspettando per... w-wow..."
"Sì sono pronta, arrivo." prendo la borsa con il cellulare e mi avvicino alla porta, dove Federico è bloccato.
"Che hai?" chiedo guardandolo preoccupata.
"Sei bellissima... ma ti giuro..." mi guarda da capo a piedi un paio di volte.
Sorrido.
"Dai ora andiamo." lo prendo per mano e lo trascino in ascensore.
Mi guarda tutto il tempo.
Una volta scesi noto che mancano molti. Chiedo dove sono.
"Fuori, stanno guardando la partita Danimarca - Finlandia perché gioca un compagno di Nico, Eriksen."
"Mh... vado anche io." mormoro.
Una volta arrivata noto la preoccupazione sul volto di entrambi. Gigio non riesce a guardare, e allora chiedo a lui.
"Eriksen, l'amico di Nico ha avuto un malore e gli stanno facendo il massaggio cardiaco."
"Oddio..." riesco a dire. Sentivo un nodo alla gola. Guardo Nicolò. Ha gli occhi fissi sullo schermo del tablet, anche se non riesce a guardare per via della vista offuscata. Lo abbraccio stretto da dietro fino a che fortunatamente il suo amico si riprende e viene portato via.
Tutti rientrano, iniziano a mangiare. Lui resta lì e non riesce a smettere di piangere.
"Nico va tutto bene, il peggio ora sembrerebbe essere passato... lui è vivo." mormoro cercando di tranquillizzarlo.
Quando ci riesce, mi abbraccia ancora per un po' e va in bagno a sciacquarsi il viso. Torna e si siede vicino a me, iniziando a mangiare.
"Tutto bene?" chiedo.
"Sì, sono riuscito a sentire gli altri dell'Inter che hanno contatti con la sua nazionale dicono che il peggio è passato, come hai detto tu."
"Meno male..."
"Ora i regali." ammonisce mio padre andando a prendere una due borse piccole di carta.
Uno è di pandora, l'altra non saprei.
"Questo da parte mia." mi sorride e mi porge la busta bianca.
E' un bellissimo bracciale, quello dove puoi aggiungere i ciondoli che vuoi in base alle occasioni... l'ho sempre voluto.
"Ti voglio bene Pà." sorrido e lo abbraccio "Grazie mille"
"Sono contento che ti piaccia..." ricambia il sorriso.
"Ora da parte della squadra." dice Nicolò tirando un sospiro.
Lo guardo male.
"Ti tocca" ridacchia lui e mio padre mi passa la borsa più grande. C'è dentro una maglia azzurra. Inizio a sorridere. Scoppio a ridere quando noto che c'è scritto Nora 22 sul retro.
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Il limite non è il cielo ma l'allenatore | Federico Chiesa
FanfictionNora è la figlia di Roberto Mancini, allenatore della nazionale italiana di calcio. Ma è solo durante gli allenamenti per l'Europeo 2020 che incontrerà la squadra. Tutti legheranno molto con Nora, abbatteranno il muro che da tempo ha creato attorno...