Parte 11

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*Nora's pov*

Torniamo in hotel che è mezzanotte, io ho sulle spalle la giacca di Federico. 

Mi sono divertita molto stasera con lui, mi sono trovata bene.

Arriviamo nella Hall e noto mio padre che sta parlando al cellulare nella zona dove di solito ci ritroviamo prima di partire con il pullman. Ci nota anche lui e sorride forzatamente ma poi torna a parlare.

"Tu vai in camera, io lo saluto." sorrido separandomi da Fede.

Poco dopo, mio padre saluta la sua nuova compagna e mi guarda.

"Com'è andata la serata? Ti sei divertita?"

"Certo... tu cosa hai fatto?" chiedo.

"Nulla di particolare, dopo la cena ho fatto la doccia ho parlato un po' con tutta la squadra per la partita che andiamo contro il Galles..."

"Uh, bene" sorrido "Ma sicuro sia tutto ok?"

"Sì piccola mia"

"Umh... d'accordo, andiamo in camera?"

"Sarà meglio" ride "Ma dammi un abbraccio..."

Non esito un attimo e lo stringo forte a me.

"Se riusciamo ad arrivarci... Ti vengo a prendere io all'aeroporto di Wembley, ti va bene?"

"DOVEVA ESSERE UNA SORPRESA! Dì a Gianluca che appena lo vedo è finita."

Lui ride.

"Puoi sempre fare la sorpresa alla squadra..."

"Io non venivo tanto per loro, venivo per restarti vicino Pà..."

"Che amore" sorride e mi abbraccia ancora "Però sono sicuro che saranno felici anche loro di vederti sulla panchina..."

"Non lo metto in dubbio... ma sarebbe stato bello aprire la porta della tua stanza ed abbracciarti, tu che non ne sapevi niente."

"Sarà tutto bello lo stesso. Io volevo organizzare la tua fuga per Wembley dal primo giorno che ho notato che stavi iniziando a legarti con la squadra... ma sai com'è fatta tua madre."

"E se a casa non ci tornassi neanche? Loro vanno, tu inventi una scusa dicendo che parti il giorno dopo, intanto mi nascondo in camera tua e di Gianluca e poi partiamo insieme, senza il bisogno di tornare a casa..."

"Tu vuoi veramente esserci?"

"Assolutamente sì Pà, per te."

"Allora faremo così..."

"Grazie" lo abbraccio forte, per la terza volta.

"Di cosa? Lo sai che farei di tutto per accontentare la mia bambina... ora andiamo a dormire, altrimenti le sentiamo su entrambi." mormora facendomi ridere.

Mi prende sotto braccio e andiamo nell'ascensore.

"Grazie per volerci essere in momenti così importanti..."

"Per tutto quello che hai fatto per me, Pà, questo è proprio il minimo." sorrido "Ci sarò con piacere al tuo matrimonio con Silvia, perché diavolo non dovrei esserci a Wembley?!"

Già, mio padre si risposa e io non potrei essere più felice. Silvia è come una seconda mamma ed in qualche modo riesce a rendere mio papà una persona migliore. 

Me l'hanno comunicato ad inizio anno e da lì ho sempre aiutato entrambi con i preparativi.

 Lui mi sorride e mi stringe forte

Il limite non è il cielo ma l'allenatore | Federico ChiesaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora