Parte 19

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Quelle parole rimbombano in testa ogni volta che provo a chiudere gli occhi

(Luchè, Star)

Il mattino dopo siamo in campo ad allenarci, mio cugino è già tornato a casa.

Sto meglio rispetto a ieri solo se non mi fermo. Per questo che non mangio e continuo ad allenarmi.

Mio padre mi viene a cercare.

"Nora vieni a mangiare." mormora secco.

"No voglio allenarmi."

"Ti alleni dopo..." dice.

Sbuffo e mi alzo. Bevo.

"Alla fine ieri non abbiamo parlato..." inizia.

"Pà non voglio parlarne, sto bene davvero."

"Se ieri hai pianto non vuol dire che stai bene. Dai piccola, sputa il rospo."

"Te ne parlo dopo, ora non ci voglio pensare." mi lego i capelli. Andiamo a mangiare.

Non riesco a mangiare più di tanto, guardo il cibo con schifo, non riuscivo a guardarlo e mio papà lo nota.

"Nora seguimi" dice secco. Sotto gli occhi di tutti ci allontaniamo.

Mi mette un braccio sulle spalle ed iniziano a scendere le lacrime.

"Piccola mia vuoi dirmi che succede?"

Non riesco, ho un nodo in gola, non mi fa parlare. Ma so che devo.

"Mamma..." inizio.

"Che ha fatto?" domanda. Ora si aspettava davvero di tutto.

Gli faccio un brevissimo riassunto, anche perché più di questo non riesco a dire.

"Piccola mia io per te ci sarò sempre, non importa se studi o lavori, non importa cosa sei o cosa fai. Sei sempre mia figlia."

Continuo a piangere tra le sue braccia.

"Vuoi fare un giro oggi pomeriggio? fare sempre le stesse cose non è facile..."

Annuisco.

"Andiamo a fare shopping? In quel centro commerciale che ti piace tanto?"

Annuisco sorridendo. Ma non riesco a fermare le lacrime. Appena chiudo gli occhi sento di nuovo quelle parole.

"Andrà tutto bene bambina mia, sai che hai un intera squadra per te..."

Annuisco, non riuscendo a parlare.

"Vuoi restare qua?" chiede "O scendere? Magari Federico, Nicolò, Gigio sapranno consolarti meglio."

"Andiamo giù, ma credimi che al primo posto rimani sempre tu Pà. Non scordarlo mai."

"Certo piccola." mi lascia un bacio sulla tempia ed iniziamo a scendere le scale.

I miei migliori amici sono tutti in piedi nella hall, preoccupati che aspettano mie notizie.

"Nora!" esclama Bernardeschi. Chiesa si gira e corre ad abbracciarmi.

"Che è successo?" chiedono a mio padre.

"Posso dirlo o vuoi fare tu?"

"Dillo tu" mormoro mentre Federico ancora mi tiene stretta tra le sue braccia.

Spiega cosa è successo ieri e Chiesa non mi molla. Anche quando ci abbracciano tutti gli altri. Sono circondata da persone meravigliose.

Poi uno ad uno mi abbracciano. Mi abbracciano Bonucci e Chiellini.

Il limite non è il cielo ma l'allenatore | Federico ChiesaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora