La stanza era avvolta dalla dolce melodia di un pianoforte.
Si respirava un'aria magica, intensa, teatrale. L'atmosfera era carica di delicatezza e passione travolgente.
Louis era seduto, le mani ad esplorare i tasti del pianoforte, gli occhi chiusi, come se si lasciasse guidare dalla melodia e non viceversa.
Era uno spettacolo paradisiaco, che Harry osservava silenziosamente, con le lacrime agli occhi. Si sentiva totalmente scosso dal romanticismo di quel momento, la figura di Louis era delineata da una luce celestiale, il pianoforte brillava sotto il tocco delle sue dita.
Si trovavano nella stanza del villaggio, la stessa stanza del primo sogno, la stessa stanza che era stata testimone del fiorire del loro amore.
"Sai cosa si prova ad amare, Harry?" gli chiese d'un tratto, la musica che aumentava d'intensità.
"Io non ho mai amato." rispose il più piccolo, frastornato.
"E come pensi che sia amare? Descrivilo."
"Io... Non credo di esserne in grado." Disse Harry, abbassando lo sguardo e posandolo sulle mani di Louis, le quali si muovevano agili sui tasti del pianoforte, mischiando il bianco col nero e il nero col bianco in una danza melensa.
Aveva ancora gli occhi chiusi.
"Per me amare sono i ciliegi che fioriscono dopo un lungo inverno, il vento che scompiglia i capelli, il battito di un sorriso, una danza condivisa. Amare è l'intensità con la quale le onde si infrangono contro gli scogli, consumandoli lentamente e avvolgendoli nel loro ballo frenetico ed eterno."
Harry rimase senza parole, guardandolo totalmente estasiato.
"Ora, prova a chiudere gli occhi e ad immaginarlo. Non deve avere senso, deve solo creare un suo senso. Bravo... Così. Chiudi gli occhi, sei seduto su uno scoglio, la tempesta ricade in delicate gocce di pioggia sulle tue guance, le onde si infrangono contro di te e ti avvolgono platealmente, l'arcobaleno regna sovrano verso l'orizzonte e un albero di ciliegio è situato al tuo fianco, i suoi fiori rosa cadono delicatamente dentro l'acqua e sul tuo volto. Come ti senti?"
Harry provò a concentrarsi, strizzando gli occhi chiusi.
"Confuso, allegro, sconvolto, ammaliato." Mormorò, visualizzando le immagini nella sua testa.
"Hai descritto l'amore." Sorrise Louis, continuando a suonare la sua musica immortale.
"È confusionario come potrebbe esserlo un ramo di ciliegio in riva al mare, ma incredibilmente ammaliante, e lascia quel senso di euforia e malinconia."
"Perché mi stai parlando di questo?"
Louis, a quel punto, smise di suonare, eppure i tasti continuarono a muoversi. Venne verso Harry e gli porse una mano, chinandosi lievemente.
"Mi concede l'onore di questo ballo?"
"Sì." Sorrise il più piccolo, afferrando la sua mano.
E così danzarono, nuovamente, dispersi nel loro universo parallelo, bloccati in quel momento eterno.
"Tu mi fai sentire così." Rivelò il maggiore, mentre volteggiavano lungo la stanza, animando le pareti della loro allegria.
"Come potrei trattenerla in me, la mia anima, che la tua non sfiori; come levarla, oltre te, ad altre cose?" Disse Louis, citando un famoso poeta.
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Through The Nerve [L.S.]
FanfictionHarry Styles è un giovane ragazzo disoccupato e dipendente dal gioco d'azzardo, sommerso dai debiti. Quando viene invitato a giocare ad una serie di giochi tradizionali e contorti, per vincere una grossa somma di denaro, si ritroverà ad affrontare u...
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