Louis si trovava difronte al frontman, la tensione al massimo.
Nessuno aveva pronunciato una sola parola, come se tutti già sapessero. D'altronde, mancavano solamente due guardie da ispezionare ed erano proprio Harry e Louis.
Il cuore dei due batteva all'unisono e all'inverosimile, colmo di terrore e privo di alcuna speranza.
Ormai era finita, non si vedeva alcuna via d'uscita da quella situazione.
"Prego, mostra il tuo volto" Il tono glaciale del Frontman lì colpì come un fulmine a ciel sereno.
Louis deglutì sotto la maschera. Si sentiva di svenire, il sangue continuava ad uscire dalla ferita e la situazione lo metteva solamente in ulteriore stress. Non riusciva a pensare, non riusciva ad escogitare un eventuale piano, aveva il cervello in tilt. Era davvero finita, non restava nient'altro che arrendersi.
Ma poi pensò ad Harry. Pensò ai suoi bellissimi occhi verdi smeraldino, ai suoi ricci nei quali amava affondare le dita, al suo sorriso smagliante che di rado aveva avuto l'onore di vedere in quella situazione. E pensò che avrebbe voluto vederlo, per sempre, in una vita normale. Pensò che avrebbe dovuto continuare a lottare, per lui. Per il loro amore. D'altronde, meritavano di meglio. Meritavano di vivere la loro storia senza la paura di poter morire da un secondo all'altro.
"Sto aspettando" il tono impaziente del Frontman risvegliò Louis dai propri pensieri.
Istintivamente, cercò di coprire la ferita il più possibile, avvertendo la testa girare per il sangue che aveva perso fino a quel momento.
Sfortunatamente, il Frontman lo notò.
"Perché stai sanguinando?"
Louis impallidì sotto la maschera e restò in silenzio.
"Ripeto, togli la maschera"
Doveva agire, adesso o mai più. Non aveva in mente un piano ben preciso, ma sapeva che la velocità e l'effetto sorpresa avrebbero potuto aiutarlo in quella situazione totalmente disperata.
Così, senza pensarci minimamente, disse "Certo, ma prima mi permetta di fare una cosa" sogghignò. Poi estrasse velocemente il coltellino e lo piantò contro la pancia del Frontman, spingendolo all'indietro con una mano con tutta la forza che aveva e facendolo cadere a terra.
Senza guardarsi intorno, prese Harry per una mano e si diresse verso la porta, spalancandola e correndo via.
Dal quartiere generale si sentivano svariati urli, chi cercava di curare la ferita del Frontman, chi andava all'inseguimento dei due finalisti urlandogli di fermarsi. Il lato positivo era che non potevano sparargli, poiché gli servivano vivi.
Louis strinse istintivamente la mano di Harry, correndo velocemente per i corridoi e cercando disperatamente una via d'uscita, mentre aveva le guardie dietro di loro alla calcagna.
"Louis, dove andiamo?" chiese harry, ancora frastornato da quanto successo.
"Verso la nave" Disse semplicemente lui, aumentando il passo e gemendo di dolore per la sua ferita. Ma doveva resistere. Mancava poco d'altronde.
Finalmente avevano una speranza, una piccola speranza di poter scappare da quel luogo e vivere in pace la propria vita. Louis già si immaginava in un piccolo appartamento, nulla di pretenzioso, con il suo Harry, a fumare e bere insieme, con un lavoro modesto, e chissà, forse degli animali. Si immaginava a passeggiare con lui nel loro parco preferito, mano nella mano, a parlare di cose stupide o quantomeno filosofiche. Immaginava di poter danzare con lui al chiaro di luna, dopo una cena romantica, e chiedergli di sposarlo sotto milioni di stelle lucenti, testimoni del loro amore. Immaginava una vecchiaia trascorsa con lui, a leggere libri e raccontare la storia del loro amore ai nipoti.
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Through The Nerve [L.S.]
FanfictionHarry Styles è un giovane ragazzo disoccupato e dipendente dal gioco d'azzardo, sommerso dai debiti. Quando viene invitato a giocare ad una serie di giochi tradizionali e contorti, per vincere una grossa somma di denaro, si ritroverà ad affrontare u...
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