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-Visionario, Genio...- queste furono le prime parole che pronunciarono alla premiazione riferite ad Anthony Edward Stark: capo delle Stark Industries, nota azienda produttrice di armi. Quella sera Elizabeth e Gwendolyne Haylee Stark, nonché moglie e figlia di Tony Stark, si trovavano sul divano con la piena attenzione rivolta a uno dei schermi enormi della loro villa a Malibù che proiettava la premiazione di Tony. La più piccola aveva portato più a sé la coperta di lana color panna mentre si accoccolava maggiormente al fianco della madre. Era entusiasta all'idea di vedere il padre in televisione, aspettava quel momento da settimane e finalmente quel giorno tanto atteso era arrivato. Rhodey Rhodes, il migliore amico di Tony, salì sul palco avvicinandosi alla postazione con un sorriso sul volto. -È mio amico e anche il mio grande mentore...- cominciò a parlare pronunciando quelle parole con profonda stima e sincerità. -Signori e signori, è un onore per me proferire il premio Apogee di quest'anno al signor Tony Stark- esclamò infine con entusiasmo iniziando ad applaudire, seguito dai presenti della premiazione. Elizabeth guardò con un sorriso l'enorme schermata, tenendo ancora un braccio sulle spalle di Haylee. Era fiera di suo marito e, proprio come sua figlia, aspettava da giorni quella premiazione. Restò ad osservare la proiezione, attendendo la comparsa di Tony, ma peccato che con sua sorpresa questo non avvenne. Il socio di Stark, Obadiah Stain, era salito al posto suo per ritirare il premio che Tony non aveva potuto afferrare a causa della sua assenza in quella stanza di premiazione. Il sorriso di Elizabeth scomparì mentre mille domande le inondarono la mente: Dove diavolo era finito Tony? Cercò di mantenere la calma nonostante il suo nervosismo stesse aumentando a dismisura. -Ma papà?— chiese dopo un pò una voce sottile e delicata. Haylee non aveva smesso di guardare l'anagramma, aveva ancora la speranza di vedere il padre prendere quel premio, anche se nel profondo aveva capito che questo non sarebbe mai successo; era passato troppo tempo e inoltre Obadiah era già sceso dal palco. La piccola Stark si girò verso la madre in attesa di risposte. -Dov'è papà?- domandò ancora. Un piccolo sospiro uscì dalle labbra di Elizabeth nel percepire la delusione della figlia. La donna stava provando la stessa emozione mischiata con rabbia. In quel momento avrebbe utilizzato parole poco carine nei confronti di Tony ma Haylee era ancora troppo piccola per ascoltarle e allora si trovò costretta a forzare un sorriso accarezzando delicatamente il braccio della sua bambina. -Avrà di certo avuto un imprevisto-.
Il miliardario lanciò i dadi sul tavolo da gioco mentre una cerchia di donne esultava attorno a lui, sotto lo sguardo di Happy Hogan, autista e amico di Tony Stark, nonché padrino e la cosa più simile a un baby sitter della figlia di quest'ultimo. Erano passate ormai ore da quando Stark giocava d'azzardo al Caeser Palece a Las Vegas. Era consapevole del fatto che quella sera avrebbe dovuto ritirare un premio ma stando lì aveva totalmente perso la cognizione del tempo e ormai gli sembrava inutile presentarsi; da una parte non voleva neanche andarsene. Insomma si trovava a Las Vegas, i giochi e i divertimenti venivano prima di tutto in quella città. -Tony tu sei incredibile... Incredibile!- disse all'improvviso una voce costringendo il miliardario a girarsi. Rhodey era apparso alle sue spalle con un espressione severa sul viso, era chiaro quanto fosse deluso da lui ma questo non sembrò provocare nessun tipo di senso di colpa all'uomo. -Oh no, ti hanno costretto a fare anche questo?- domandò Tony con tono sarcastico e leggero che avrebbe fatto innervosire chiunque e inoltre, a peggiorare la situazione, c'erano le donne attorno a loro che non avevano smesso di esultare, creando così maggiore fastidio da parte del colonnello Rhodes. -Nessuno mi ha costretto a fare niente!- precisò subito Rhodey. -Mi avevano detto che se ti avessi conferito un premio ne saresti stato profondamente onorato-. Rhodey conosceva Stark da tempo, erano praticamente cresciuti insieme e per un attimo si sentì anche uno stupido a non aver preso in considerazione l'idea che non si sarebbe presentato. Tony Stark era fatto in quel modo; avrebbe messo sempre in primo piano i suoi passatempi, i suoi divertimenti e successivamente le cose più serie. -Certo che ne sarei onorato. E poi da te! È fantastico!-. -Lo facciamo adesso- disse stufo Rhodey alzando il braccio per tendergli il premio che avrebbe dovuto ricevere in quella serata. -Eccolo qui,è stato facile!- esclamò Tony afferrando il premio prima di incrociare gli occhi delusi del suo migliore amico. -Mi dispiace...- si scusò Tony porgendo il premio a una donna al suo fianco. -Tieni, lo vuoi vedere? Non ne ho neanche uno in casa di quelli-. Si abbassò col busto di nuovo verso il tavolo puntando una manciata di fish per poi riafferrare i dadi. -Ecco qui ci mettiamo tutto!-. Portò il pugno con i dadi davanti a Rhodey. -Mi dai un po' di fluido?-. Rhodey negò con la testa dando esausto un colpo al braccio di Tony. -Il tenente colonnello Rhodes lancia i dadi!- esclamò il miliardario lasciando la presa sui due piccoli cubi. I dadi scivolarono lungo il tavolo mostrando il pessimo risultato. -Vedi che succede poi..- commentò Rhodey. -Succede anche di peggio! Ce la caveremo- lo incoraggiò Tony.