Capitolo 8.

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Toni le posò una mano sul fianco e la scortò in pista.
Quando passarono davanti ad Alex e Paul, Ella mimò un 'stai tranquillo' al suo migliore amico.

C'era un sacco di gente che ballava, che urlava e che, ubriaca, si strusciava l'una sull'altra.
Ella si sentì soffocata da tutta quella calca ma provò a resistere.
Toni le sorrise e iniziò a muoversi per primo. Solo dopo lei seguì i suoi passi.
-'Allora.. Come conosci Edward?'-. Le sussurrò all'orecchio.
Ella chiuse gli occhi e strinse la presa sulle spalle di lui infastidita dal ricordo del riccio e della prima volta che si erano incontrati.
-'Ah, mi faceva da allenatore'-.
Toni rise:-'Non ci credo! Ed che allena qualcuno?!'-.
Ella annuì ridendo incantata dal sorriso di lui:-'A quanto pare..'-.
Il moro dagli occhi azzurri tornò improvvisamente serio e la guardò per secondi interi.
Ella deglutì non capendo lo sguardo perso del ragazzo, intento ad ammirarle le labbra.
O meglio..
Sapeva cosa voleva, ma era spaventata.. Confusa.. Lei non desiderava baciarlo.

-'In effetti lo capisco.. Chi si lascerebbe scappare una come te? Ogni pretesto è buono per poter stare qualche ora con te!'-.
Ella si allontanò un pò, trovando soffocante la poca distanza che vi era tra i loro visi.
Toni le accarezzo una guancia e continuò a fissarle le labbra.
Ballarono per qualche altro minuto ma poi Ella inventò una scusa per staccarsi dal corpo di lui.
-'Ho voglia di bere qualcosa.. Vado un attimo a prendere un drink'-.
Fece per andarsene ma Toni la bloccò:-'Tranquilla vado io. Aspettami qui'-.
Ella sorrise e annuì.
Lo trovava così carino e premuroso. Era un vero peccato però che non provava nessun tipo di interesse nei suoi confronti.

Si attorcigliò una ciocca di capelli tra le dita e mentre aspettava si guardava intorno.
Abbassò lo sguardo sul suo orologio per vedere l'ora: 00.05
Sbuffò annoiata e nel momento esatto in cui alzò lo sguardo si ritrovò di fronte un metro e novanta di bellezza.

-'Dimmi cosa cazzo stai facendo qui!'-.

Edward aveva la mascella contratta e i pugni serrati.
Ella fu costretta ad indietreggiare.

Il fiato le si fece più pesante ma provò in tutti i modi a non lasciar trasparire nessun tipo di emozione.
-'Modera i termini e abbassa la voce Edward. Secondo te cosa dovrei fare in una discoteca?! È ovvio che sono venuta per ballare!'-.
Il ricco sospirò e fece un passo verso di lei.
D'altra parte Ella ne fece un altro, indietreggiando.
-'E allora perché non balli?! Perché sei venuta a rompermi le palle mentre stavo con i miei amici?!'-.
Ella rimase offesa. Questo faceva? Rompeva le palle?

-'Non è colpa mia se sei una testa di cazzo che di punto in bianco non ti fai più vedere e non ti scomodi nemmeno di avvisare che gli allenamenti sono stati cancellati! Non hai avuto un minimo di rispetto!'-.
Edward digrignò i denti e le afferrò con forza un braccio. La avvicinò a lui con uno strattone.
-'Attenta a come mi parli signorina! Mi stai facendo innervosire'-.

Ella guardò la presa sul suo braccio:-'Bhe di certo non sono io che ti ho chiesto di scendere in pista per venire a litigare con me! Quindi puoi anche toglierti dalle palle e tornare dal tuo gruppo di amichetti nuovi! Io ho già compagnia.. Sai.. Toni è davvero molto simpatico!'-.
Ella azzardò a pronunciare l'ultima frase con tono seducente e provocatorio avvicinando il suo viso a quello del riccio. Gli fece l'occhiolino e cercò di liberarsi dalla presa. Sapeva che questo lo avrebbe infastidito.

Ma Edward dopo quelle parole non la lasciò andare ma, anzi, intensificò la stretta.
-'Devi girare alla larga da Toni e dai miei amici!'-. Urlò.
Ella sobbalzò leggermente ma cercò sempre di mantenere un espressione impassibile.
-'Altrimenti che?! Cosa mi potresti fare?! Edward non sei il mio padroncino che mi puoi dire cosa posso o non posso fare. Quindi ora lasciami!'-.

Con forza Ella si liberò dalla presa del riccio e cercò di farsi spazio tra la folla.
Ma non fece in tempo a girarsi del tutto che Edward la afferrò e la portò verso di lui.

I loro petti si scontrarono e Ella dovette poggiare le mani sulle sue spalle per attutire lo scontro.
-'Ma ch..'-.

Ma non finì di parlare perché rimase incantata dalle sue labbra. Dai suoi occhi.
Edward era così vicino.
Riusciva a sentire il suo fiato accarezzarle la fronte.
La sua altezza era come sempre nettamente superiore, e in quel momento amava il suo corpo più che mai. La sua altezza non la intimidiva.
Non c'era posto che la facesse sentire più a casa di quello.. Di stare incastrata sul suo petto.
Edward le alzò il viso, accarezzandole il mento. La guardò negli occhi per secondi interi..
Il tempo si fermò e Ella si perse in lui.

-'Perché mi devi sempre far perdere il controllo eh!?'-. Le sussurrò con le labbra a pochi centimetri dalle sue.
-'Forse perché è quello che vuoi anche tu'-. Disse come in automatico lei, incantata dai suoi occhi e dalla sua voce.
Edward scosse la testa e si allontanò.

-'No. Non lo voglio'-.

Ella abbassò lo sguardo.


-'Tieni dolcezza ti ho portato da ber.. Oh.. Ed! Che succede?'-.
Toni era tornato con due bicchieri in mano.
Il riccio lo fulminò e si sbrigò ad avvicinarsi a Ella e a circondarle il bacino con un braccio.
-'Niente amico. Mi dispiace rubartela ma l'ho vista prima io!'-.
Fece cenno alla ragazza che lo guardava dal basso confusa, e attese una risposta dal moro.
-'Oh.. Io.. N-non sapevo che fosse la tua ragazza. Scusa Ed potevi dirlo prima!'-.
-'Oh tranquillo. Ora lo sai..'-.
Si sorrisero a vicenda e dopo una pacca sulla spalla, Toni se ne andò lasciando Ella e Edward da soli.

Ci fu qualche minuto di silenzio tra loro mentre la folla continuava a comprimerli.
Ella cercò di non guardarlo e di trattenersi, ma dopo un po scoppiò:-'Sei proprio un coglione!'-.

Edward strinse i pugni:-'Non mi parlare così!'-.
Ella fissò le sue mani, le sue nocche bianche. Poi spostò lo sguardo sul suo viso.
Aveva lo sguardo severo, arrabbiato.
Le sopracciglia erano aggrottate e aveva il respiro pesante.

-'Chi sei diventato eh?!'-.

Edward a quelle parole si ammorbidì.
Guardò gli occhi lucidi di Ella e le sue labbra meravigliose. Aveva una maledetta voglia di rubarle un bacio.
-'Non sono diventato nessuno. Sono sempre stato così. Sei tu che non mi hai mai conosciuto!'-.
Ella abbassò lo sguardo.
In quel momento, per la prima volta era davvero ferita.
Sentiva un peso in gola e un macigno nello stomaco.
-'Forse era meglio non conoscerti proprio allora..'-.
Lo guardò un ultima volta negli occhi e poi si voltò e gli diede le spalle.

Fece due passi ma una mano le si posò sul ventre.
Si bloccò sapendo chi fosse.

Edward le stava alle spalle e le spostò i capelli al lato sinistro del collo.
-'Dove credi di andare eh?'-.
Si avvicinò ancora di più e Ella poteva scommettere che le sue labbra calde si erano poggiate sotto il suo orecchio.
-'V-via d-da qui..'-. Sussurrò lei.
Edward le lasciò un bacio sulla pelle, ma piano piano iniziò a succhiarle la parte delicata del collo.
Ella si mosse e cercò di divincolarsi.
Dopo uno schiocco, Edward finì di stuzzicarle la pelle con la bocca e la lingua.
Le sussurrò solamente:-'Tu ormai non vai da nessuna parte.. Sei MIA capito?'-.

E Ella a quelle parole chiuse gli occhi e sentì le gambe cedere.
Ansimò e ringraziò il cielo che Edward la stesse tenendo stretta perché altrimenti sarebbe sicuramente caduta a terra.

Come ti vorrei.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora