Passarono 3 giorni e di Edward non c'era più traccia. O meglio.. Ella da quella volta in classe in cui era scappato via in un modo così rude, non l'aveva più rivisto.
Andò a posare i libri nel suo armadietto e si incamminò verso il cortile per andarsi a fumare quella sigaretta che la mattina stessa aveva nuovamente dimenticato. A forza di pensare a quell'Edward ogni cosa passava in secondo piano.
Si guardò i piedi per tutto il percorso e non appena intravide con il filo dell'occhio 'il suo albero' alzò la testa. Come al solito non c'era nessuno a parte le tre coppiette che si mettevano in quel nascondiglio per pomiciare e non farsi vedere dai prof. Ella amava recarsi lì, sedersi sul prato umido e fumarsi la sua sigaretta in pace. Era un rituale che la tranquillizzava, che la faceva riflettere e che le chiariva ogni suo dubbio. Ma in quella mattinata, come le due precedenti, i suoi pensieri non erano rivolti a brutti voti o a discussioni con gli amici.. Ma erano rivolti solamente a lui. A quel ragazzo insopportabile, misterioso e arrogante.
Erano giorni che ripensava a ciò che era successo e si sforzava di capire perché quel giorno se ne era andato via in quel modo.
Fece un tiro e pochi secondi dopo poggiò la schiena sul tronco dell'albero alle sue spalle e sospirò. Un po' per rilasciare il fumo e un po' per frustrazione. Chiuse gli occhi e cercò di isolarsi da tutti i rumori che la circondavano. Il suo respiro si fece più calmo e il suo battito perse potenza. I suoi muscoli si rilassarono e il fumo approfondiva quel senso di relax che stava provando. Se ne avesse avuto la possibilità sarebbe rimasta a vita in quel posto.
-"Alla tua età già fumi?"-.
Ella sobbalzò riconoscendo la voce e in quell'istante il suo cuore riprese a correre senza mai fermarsi. Spalancò gli occhi e posò lo sguardo su quelli di Edward che a suo parere e per sua sfortuna apparivano ancora più belli. Conosceva quel ragazzo da 5 giorni di cui 3 era sparito. E allora perché le sembrava di essere stata in astinenza del suo profumo, della sua bocca, della sua presenza per più di tre mesi? Perché era così ossessionata da uno sconosciuto per di più scontroso e antipatico?
Senza nemmeno salutarlo o tantomeno alzarsi, Ella fece un altro tiro e dopo aver espirato rispose:-"In che mondo vivi? Non penso che per uno come te, vedere una sedicenne fumare sia un trauma"-.
Edward abbassò lo sguardo sapendo che in parte la ragazza aveva ragione. Di certo nella sua adolescenza aveva assistito a cose più inquietanti e traumatiche rispetto a quella. Solo che da quando aveva scoperto che Ella aveva solamente sedici anni aveva iniziato a guardarla sotto un altra prospettiva. Come aveva potuto permettersi di pensare a lei come.. Bhe.. Come qualcosa di più che una semplice secondina? Sapeva che frequentava il secondo, ma era certo che fosse più grande.. Che fosse stata bocciata o cose simili..
Aveva fantasticato troppo sul suo fisico e si era decisamente perso nei suoi occhi. Ma invece? Poteva essere ad ogni modo, un fratello maggiore per lei. A questi pensieri Edward ebbe voglia di scappare come un codardo proprio come l'ultima volta in cui si erano visti. Ma sapeva di aver sbagliato e che scappare era proprio l'ultima cosa da fare in certi momenti. Solo che.. Per lui, frequentare ragazze così più piccole era off limits.-"Hai ragione.. In effetti ho visto cose più traumatizzanti"-.
Ella buttò la cicca a terra e si alzò pulendosi i jeans con le mani. Lo guardò di sbieco e dovette lottare contro se stessa e decidere se chiedergli o no il motivo per cui il giorno precedente se ne era andato via in quel modo.
Non fece nemmeno in tempo a prendere una decisione che lui la precedette: -"Volevo solo scusarmi per l'altra volta. Sono scappato via in modo brusco senza farmi più vivo.. Mi dispiace"-.
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