Passato (III)

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Lee Chanwook ruotò il cellulare in modo che Yongsun, seduto al suo fianco, non potesse leggere. L'altro ragazzo stava in realtà sonnecchiando, ma Chanwook non voleva che nessuno dei compagni scoprisse il suo profilo Instagram personale. Era lì che poteva essere completamente se stesso, postare immagini che non avrebbe mai avuto il coraggio di condividere sul profilo ufficiale e scrivere frasi che alludessero a sentimenti che non avrebbe mai avuto il coraggio di confessare. Non gli importava che Hyorin, la ex di Jisang, vedesse quella parte di lui. Si fidava di lei anche se ci aveva parlato solo pochi minuti, perché si fidava del giudizio di Jisang. Vedere il suo leader tanto disarmato era il motivo per cui aveva preso l'iniziativa e proposto alla ragazza di rimanere in contatto, così che potesse fare da ponte tra i due, tendendola informata sul ragazzo. Non voleva farlo alle spalle dell'amico, ma per il momento non aveva scelta.

Grazie.

Hyorin si era limitata a scrivere quello, quando lui aveva accettato la richiesta di seguire il suo profilo privato.

Ci prenderemo cura di lui. E ti farò immediatamente sapere se ha bisogno di te.

Attese pazientemente che l'altra formulasse una risposta.

Sono contenta che abbia accanto delle persone in gamba come te e gli altri membri. Ha sempre parlato molto bene di voi.

Chanwook cliccò due volte per far apparire un cuoricino e ripose il telefono nella tasca interna della giacca.

«Come ha fatto Kim Yongsun ad addormentarsi in quella posizione?» commentò Hajoon. Sebbene stesse osservando il compagno che riposava con il capo appoggiato al muro, con la coda dell'occhio notò che Wonbin aveva allungato la mano verso una bottiglia di birra. «Non puoi bere, Wonbin-a.»

«Ma siamo solo noi, hyung

«Non siamo più solo noi. Il tipo di vita che hai scelto prevede di essere costantemente sotto gli occhi della gente. D'ora in poi non puoi dare per scontato che uno dei camerieri non ci abbia riconosciuto o che non ci sia qualche fan appostato per scattare delle foto...»

«Hai ragione.» Wonbin prese la caraffa dell'acqua. «Hai ragione, è come se avessimo già debuttato. Avete visto quanti fan si sono presentati oggi? Incredibile...»

«Sì, e continuano a postare sui social!» Yongsun mostrò loro un TikTok.

«Ah, ma sei sveglio!» esclamò Wonbin.

«Il momento in cui io e Hajoon ci siamo messi a ballare sul tavolo a quanto pare è diventato virale...» continuò Yongsun.

«Avete ricevuto qualche regalo interessante?» chiese Wonbin. «A me una fan ha regalato degli auricolari bluetooth con il mio nome da una parte e il suo dall'altra... non penso proprio avrò mai il coraggio di usarli...»
«Solo peluche e cibo...» rispose Hajoon.

Gli altri ragazzi fissarono incuriositi Yongsun, dato che a nessuno era sfuggito che il ragazzo aveva lasciato il fanmeeting con ben due scatoloni pieni.

«Un po' di tutto... dovrò guardare con attenzione e decidere cosa tenere e cosa dare via. Potremmo mandare i giocattoli a qualche orfanotrofio» suggerì evitando di guardare gli altri negli occhi.

«Ottima idea» commentò Chanwook.

«Hyung, tutto bene?» Hajoon scosse leggermente Jisang, che non aveva aperto bocca da quando si erano seduti. Il madhyung aveva a malapena toccato il cibo, era già alla seconda bottiglia di soju e teneva lo sguardo puntato su un punto indefinito della parete.

«Scusate, è stata una giornata lunga...» si giustificò l'altro. «Non mi aspettavo che incontare i fan sarebbe stato tanto... intenso.»

«Le urla...» concordò Wonbin.

IDOL: Nightmare Bloom [completata]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora