Leader (IV)

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«Ottimo lavoro oggi, hyung» Hajoon si era rivolto a Jisang non appena il coreografo li aveva lasciati.

«Wonbin-a controlli se la sala è prenotata o se possiamo rimanere a parlare qui?» Un altro giorno Jisang avrebbe ringraziato il compagno per i complimenti, ma voleva togliersi al più presto il sassolino dalla scarpa.

«È libera» confermò Wonbin continuando però a interagire con il suo cellulare.

«Vi ho scritto che ci sono novità...» esordì Jisang evitando di guardare negli occhi Yongsun. «Wonbin-a!» si interruppe per richiamare il maknae all'ordine.

«Scusa, scusa, hyung.» Il ragazzino ripose lo smartphone nella tasca della divisa scolastica.

«Come forse già vi ha anticipato Song PD, vogliono che il leader sia io.»

L'annuncio aveva attirato finalmente l'attenzione di Wonbin, che subito guardò il volto di Yongsun per spiarne la reazione, cosa che fecero anche gli altri ragazzi.

«Ma come mai?» domandò il più giovane.

«Perché sono il madhyung, perché ho un carattere più docile di Yongsun e perché lui ha fin troppe responsabilità come main vocalist e center del gruppo.»

Jisang sapeva che davanti agli altri Yongsun non avrebbe osato aggredirlo verbalmente come aveva fatto nel pomeriggio, ma non era di quello che era preoccupato. L'altro ragazzo non aveva aperto bocca da quando era entrato nella sala prove e temeva che la prima cosa che avrebbe detto era che aveva deciso di lasciare il gruppo. E i Nightmare Bloom non potevano farcela senza di lui, non sarebbero andati da nessuna parte senza Kim Yongsun.

«E tu sei d'accordo, hyung?» Wonbin si rivolse a Yongsun.

«No, che non sono d'accordo. Ma mi interessa sapere cosa ne pensate voi... Hajoon hyung

Yongsun aveva intenzione di interpellarli in ordine di età e gli altri due tirarono un sospiro di sollievo nel realizzare che non sarebbe toccato a loro esprimere per primi un parere.

«Mi infastidisce molto che abbiano cambiato idea da un giorno all'altro, a poche settimane dal debutto, sinceramente» Hajoon aveva appoggiato una mano allo specchio perché aveva le gambe a pezzi. Aveva partecipato come backup dancer al nuovo MV dei Rubin Crow, che era stato girato la settimana prima, e per fare bella figura con i sunbae-nim aveva dato il 1000%, finendo per stancarsi più del necessario. «Però, Yongsun-a, pensaci un attimo, non è una cattiva idea. Uno dei compiti principali è dialogare con l'agenzia, vuoi davvero passare le tue giornate nell'ufficio di Song PD invece che a cantare, ballare e produrre musica?»

«Siete convinti che se c'è un problema Jisang sia in grado di perorare la nostra causa con quell'ubriacone del PD?»

«Sì» intervenne subito Chanwook. «Perché tanto per iniziare non rischia di farsi sfuggire certi nomignoli.»

«Su, siamo tra di noi, non glielo direi mai in faccia...»

«Yongsun-a, ti si legge in faccia cosa pensi» gli ricordò Chanwook.

«So di poter essere un leader molto migliore di Jisang e no, non ho bisogno di più tempo libero, riesco comunque a fare tutto. E meglio degli altri...»

«Ha ragione, è più bravo di noi quattro messi insieme» gli diede manforte Wonbin.

«E tu cosa pensi, Wonbin-a? Pensi che io invece non sarei un buon leader?» Jisang sapeva che Wonbin non si sarebbe mai schierato apertamente contro Yongsun, però non voleva creare due sottogruppi.

«Ma no, ma certo che saresti un buon leader, hyung. Solo che mi metto nei panni di Yongsun hyung e saperlo così all'ultimo...»

«Chanwook? Vuoi aggiungere qualcosa?» lo interruppe Yongsun.

«Io sono d'accordo con voi, è stata una bastardata cambiare idea dopo che da quasi due anni consideriamo Yongsun il leader del gruppo. Però, se devo essere sincero, Yongsun-a, per me, per Hajoon-i e suppongo soprattutto per Jisang non è sempre facile portare rispetto a una persona più giovane di noi, anche se è una persona in gamba come te.»

Hajoon spalancò gli occhi nocciola. Non era abituato a vedere Chanwook prendere posizione con tanta fermezza, forse la carenza di sonno lo rendeva più sincero. Non sapeva da quante notti il compagno dormisse nello studio di registrazione, ma quelle occhiaie scavate erano alquanto eloquenti.

Di tanto in tanto Hajoon scoccava delle occhiate nervose all'orologio appeso alla parete. Fortunatamente la discussione aveva dei toni molto pacati e magari si sarebbe risolta prima del previsto. Gli sarebbe dispiaciuto dare buca ai sunbae-nim, perché nell'ultimo periodo le serate con loro erano l'unica valvola di sfogo dal lavoro. Una parte di lui sapeva che avrebbe dovuto essere più interessato a quella conversazione, dato che avrebbe condizionato i rapporti all'interno del gruppo, ma in quel momento voleva solo bere, dimenticarsi dei dolori muscolari e ridere come non rideva quasi mai insieme ai suoi membri, costantemente nervosi per il debutto imminente. Con i Rubin Crow, invece, complice il fatto che avevano vinto il daesang come artisti dell'anno, il premio più prestigioso di tutti, ogni sera era un party. Stare con loro gli ricordava come era la sua vita un tempo, prima di iniziare il percorso di trainee, quando ballava solo per divertirsi. Appena aveva compiuto quattordici anni aveva iniziato a frequentare le discoteche della sua città e si era fatto una certa reputazione, tanto che nel giro di pochi mesi aveva messo insieme una crew. Anche lui era stato un leader, tempo addietro, e avrebbe voluto dire a Yongsun che erano più le rogne che i vantaggi, però non poteva di certo farlo davanti a Jisang.

«Se siete tutti d'accordo non sarò di certo io a creare problemi» disse infine Yongsun e gli altri quattro gli rivolsero un'occhiata dubbiosa. Non era da lui demordere tanto facilmente e non era detto che non stesse architettando qualcosa per riprendersi ciò che considerava suo di diritto.

«Sono contento che tu abbia cambiato idea, Yongs-»

«Oh no, non ho cambiato idea. Penso ancora quello che ti ho detto questo pomeriggio» ci tenne a precisare il ragazzo.

«Certo, uno non cambia mica idea nel giro di un paio d'ore, lo so» ribatté Jisang con voce tremante.

«Quando verrete a piangere da me perché le cose non funzionano non è detto che vi ascolti. Quello di ascoltare è il compito del leader» alzò le spalle il ragazzo.

«Dai, Yongsun-a, non fare così» provò a mediare Hajoon.

«Andiamo a fare una partita in una sala giochi?» propose Wonbin per alleggerire la tensione.

«No, io e te andiamo a studiare.» Yongsun lo afferrò amichevolmente per il bavero.

«Se qualcuno vuole sentire le modifiche che ho apportato al singolo...» buttò lì Chanwook sperando che ad Hajoon fosse passata la voglia di raggiungere i sunbae-nim.

«Certo, io» rispose Jisang. 

Quella sera il madhyung era a pezzi: aveva ballato ininterrottamente dalla mattina presto, aveva litigato con uno dei suoi membri e la persona per lui più importante aveva iniziato a rimuoverlo dalla sua vita, cancellando le foto della loro storia. Fino al giorno prima Jisang avrebbe volentieri declinato l'invito di Chanwook senza farsi troppi problemi, ma ora era il leader e doveva cominciare a comportarsi da tale per guadagnarsi il rispetto degli altri.

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MESSAGGIO DELL'AUTRICE

Come promesso eccoci con il nuovo capitolo! Yongsun si aspettava una rivolta, e invece gli altri membri sembrano ben disposti nei confronti di Jisang come leader... A nessuno va di litigare a poche settimane dal debutto e ciascuno è preso dalle proprie preoccupazioni.

A mercoledì con il prossimo aggiornamento!

Elaine

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CENNI DI LINGUA E CULTURA COREANA

Daesang: è il premio musicale più prestigioso in Corea. Tipicamente sono tre: artista dell'anno, album dell'anno e canzone dell'anno

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