A due settimane dal debutto, i Nightmare Bloom avevano partecipato a talmente tanti show musicali che cominciava a essere difficile ricordare cosa fosse successo quando. Lo showcase del debutto era impresso indelebilmente nella loro mente, ma tutte le altre esibizioni e apparizioni televisive, così simili e così a ridosso l'una dell'altra, erano difficili da mettere a fuoco. Quei palchi si assomigliavano tutti e i gruppi che facevano promozione in quel periodo erano bene o male gli stessi.
Anche i fan presenti erano gli stessi: le persone che si presentavano erano gli Stem più appassionati, gli stessi che avevano partecipato anche al primo fan meeting. Non poteva che essere così per un gruppo rookie, e, anzi, i ragazzi erano grati a quei fan che non perdevano una sola pre-registrazione: non era scontato avere un pubblico fedele per artisti che avevano appena debuttato. Vedere qualche volto nuovo, di tanto in tanto, li rendeva orgogliosi, perché evidentemente avevano impressionato un'altra persona. Un fan in più, anche uno solo, sembrava loro un gran successo. Al contrario, quando uno dei fan usuali non si presentava, temevano che l'interesse fosse già scemato e che non sarebbero mai diventati famosi. Chi più chi meno i ragazzi controllavano ossessivamente i profili social, senza sapere quale fosse un indicatore sensato della loro popolarità: 10 nuovi fan al giorno? 100? 1000? Una cosa era certa: l'unico profilo personale che aveva la stessa curva di crescita di quello del gruppo era quello di Kim Yongsun, seguito da quello di Chanwook. Si stupirono tutti che il più riservato e taciturno di loro ricevesse tanto interesse; eppure doveva essere per via dell'ammirazione dei fan per la musica dei Nightmare Bloom, che era a tutti gli effetti opera di una persona sola.
L'unico dei ragazzi che di giorno in giorno si sentiva più stanco e demotivato era Lee Hajoon. Hajoon non aveva più fatto errori grossolani come quelli dello showcase, ma non ballava bene come avrebbe voluto, come aveva ballato un tempo quando era un backup dancer dei Rubin Crow o alle prove. Si sentiva un peso sul cuore quando ballava, ma soprattutto quando si trovava faccia a faccia con i fan. E la cosa più destabilizzante era che né lui né gli altri ragazzi se lo sarebbero mai aspettato: tutti erano convinti che sarebbe stato Chanwook a soffrire di più nel ruolo di idol. I compagni non avevano fatto pesare ad Hajoon né gli errori né i silenzi prolungati durante le interviste. Persino Yongsun, che di solito non aveva peli sulla lingua, non aveva fatto che complimentarsi con lui e con gli altri membri. Fino alla vigilia dello showcase erano stati estremamente severi l'uno con l'altro, facendosi notare a vicenda ogni imprecisione. Nessuno si offendeva, perché sapevano che non c'era cattiveria nelle critiche, ma solo il desiderio che tutto fosse perfetto. Forse, inconsciamente, sapevano che quei primi giorni erano delicati per tutti; erano tutti talmente tesi che a poco sarebbe servito puntare il dito, anche perché ciascuno sapeva perfettamente come e dove sbagliava. Dopo le performance riguardavano decine di volte le riprese per capire come migliorare.
Hajoon avrebbe voluto avere una seconda possibilità. Se solo avesse potuto ripetere la primissima performance, se solo quella fosse stata perfetta come avrebbe dovuto essere, era certo che non avrebbe provato quel senso di inadeguatezza ogni volta che metteva piede sul palco.
Con un sospiro il ragazzo bevve un sorso di soju, ma si apprestò a nascondere la bottiglia quando sentì qualcuno dietro alla porta della saletta in cui si era rintanato dopo le prove. Incrociò lo sguardo di manager Gu, ben più ubriaco di lui. «Vattene, ragazzino, ho bisogno di un posto dove schiacciare un pisolino.»
Ad Hajoon sembrava di trovarsi di fronte a un film già visto. Ripensò a quanto gli aveva raccontato Chanwook e si rese conto che l'ultima volta che quel verme gli aveva messo le mani addosso era stato proprio lì, nello studio di registrazione dove si trovava quella sera. E in quel momento Lee Hajoon, complici l'alcol e la frustrazione per quelle due settimane che erano state per lui a tutti gli effetti una sconfitta, decise che avrebbe vendicato Chanwook. Non gli importava di farsi male, non gli importava di compromettere le performance dei giorni successivi, tanto esibirsi era in ogni caso un supplizio: avrebbe punito quell'alcolizzato che aveva alzato le mani su chissà quanti trainee.
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IDOL: Nightmare Bloom [completata]
Fiksi Umum[LIBRO 1] Manca una manciata di settimane al debutto dei Nightmare Bloom e i cinque aspiranti idol non sono neanche lontanamente pronti. La loro agenzia è infatti famosa per sfornare influencer invece che artisti, anche a costo della loro salute men...
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