CAPITOLO 1 Chloe

74 6 3
                                        

CAPITOLO 1: Chloe

<<Ciao mamma, grazie per essere venuta ad aiutarmi a fare il trasloco>>dico rivolta a mia madre che sta impilando le scatole che dobbiamo svuotare. Mi sono trasferita nella vecchia casa dai miei nonni, perché loro sono andati a vivere sopra a mia madre, e io ho così trovato la pace e l'indipendenza che tanto cercavo

<<Di niente tesoro. Scusa ma papà ha avuto un impegno lavorativo all'ultimo minuto>> disse mia madre.

<<Non ti preoccupare, tra pochi minuti dovrebbe arrivare anche Beatrice ad aiutarci>>

Dopo più di 4 ore in cui abbiamo aperto circa 200 scatoloni

<<Claire vai pure a casa, continuo io ad aiutare Chloe>> disse Beatrice

<<Grazie Bea. Chloe vado a casa a preparare la cena a papà. Ti voglio bene!!>>

<<Va bene mamma. Anche io ti voglio bene>>

<<Bea stai qui a dormire vero?>>mi rivolgo io alla mia amica mentre mia madre esce da casa

<<Ovvio, piuttosto andiamo a fare la spesa che hai il frigo vuoto>>disse Bea

<<Ok>>

Dopo aver fatto la spesa abbiamo provato a cucinare qualcosa, ovviamente fallendo

<<Ordiniamo una pizza?>>

<<Si, per me margherita>>mi comunicò lei

<<Ok, la pizza arriverà alle 20>>

La notte passò tra risate e poche ore di sonno. Il giorno dopo ci siamo svegliate verso le 5 perché lei doveva prendere il treno per Milano dato che lei studia lì, ha sempre voluto andarsene da qui e vivere in una città ancora più grande, così appena ha potuto ha realizzato il suo sogno.

<<Bea una di queste volte io ti accoppo. Ti sembra il caso di andare a vivere a Milano. Tutte le volte che vieni da me mi devo svegliare all'alba per accompagnarti in stazione, avrò dormito 3 ore al massimo.>>

<<Te lo ripeto non è colpa mia, qui a Bologna non c'era niente che mi interessasse. E poi ti ricordo che io devo fare lo stesso quando tu vieni da me.>>

<<Si ma se ti ricordi noi fino a cinque anni fa abitavamo tutte due qui. Tu sei andata via lasciando qui tua sorella Alice e tua madre>>

<<Senti anche io ho dormito pochissimo e mi spettano 3 ore di treno. Non posso addormentarmi perché devo studiare per matematica. A proposito mentre mi accompagni in macchina verso la stazione mi spieghi matematica, non ci ho capito un cazzo.>>

<<Ma almeno hai aperto il libro??>>

<<Si>>

<<E l'hai letto?>>

<<Questa è un'altra storia>>

<<Come pensi di imparare anche un minimo di matematica se non apri nemmeno il libro>>

<<Io ti avevo solo chiesto di spiegarmi matematica nel tragitto>>

<<Va bene. Ti spiegherò matematica ma tu devi ascoltarmi e non fare finta perché me ne accorgo, anzi sei una pessima come attrice>>

Alla stazione

<<Va be' ci vediamo tra due settimane. E ci sentiamo stasera>>dice lei mentre mi abbraccia

<<Hai capito matematica?>>

<<Abbastanza. Tanto avrò un'ora e mezza per studiarla e il resto del tempo per esercitarmi>>

<<Va bene. Io torno a letto fino alle 7 almeno, quindi non osare chiamarmi. Ci vediamo, ti voglio bene. Fai la brava e non fare casini che io non ci sono a Milano per risolverli. Non prendere 4 in mate che mi fai imbarazzare.>>

<<Ma se non ti conosce nessuno a Milano>>

<<Allora mi dà lo stesso fastidio>>

<<Va be' lasciamo stare, io devo passare del tempo in treno a studiare, e voglio piangere. Comunque anche io ti voglio bene. Ciao.>>

<<Ciao>>

Alle 8 davanti a scuola

<<Ciao Chloe, come va?>>è Giulia, una mia compagna di classe a chiedermelo

<<Ciao Giuly. È lunedì come pensi possa andare?>>

<<Penso sia un male>>

<<Calcolando che la mia classe non mi considera e che oggi abbiamo due interrogazioni e una verifica di latino. Io volevo solo stare a casa a dormire, chiedo forse tanto?>>domando e lei si mette a ridere

<<Va bene ho capito. Andiamo a lezione che è meglio>>

Dopo cinque ore di lezione mi trascino verso l'ultima delle sei ore giornaliere. LATINO. Stavo prendendo i libri dall'armadietto quando sono inciampata in uno zaino che dubito fosse lì per caso perché, quando stavo per cadere sono stata fermata da due braccia. Apro gli occhi e mi accorgo che Justin, il ragazzo più popolare della scuola, mi ha trattenuto dalla caduta.

<<Stai bene Chloe, ti sei fatta male?>>Justin non perde mai tempo di fare il fighetto davanti a tutta la scuola. Ci ha già provato altre volte a fare colpo su di me ma non capisco perché proprio io, voglio dire non che non sia all'altezza delle altre, ma non riesco proprio a comprenderlo.

<<Si sto bene. Grazie Justin>>

<<Non c'è di che. Ti va di uscire domani, che ne so per un giro in città o andare al bar a prendere un gelato?>>

<<Mi dispiace Justin ma domani ho allenamento>>faccio per voltarmi e andare via me lui mi mette la mano sul mio braccio fermandomi.

<<Justin mollami!>>

<<Allora facciamo il giorno dopo>>

<<Justin ti ripeto mollami!!>>lo odio e quando fa così lo vorrei strozzare.

<<Te lo ripeto Chloe esci con me e io ti lascerò stare>>continua insistente

<<Tu non hai capito un cazzo mollami o ti meno>>

<<Sappiamo entrambi che sei attratta da me>>

Dopo questo non ci ho più visto. Gli ho molla una gomitata nello stomaco. Lui si piega e io mi libero dalla sua presa. Raccolgo il mio libro di latino che era ancora a terra e mi dirigo verso la classe. L'ultima ora trascorre tranquilla, dopo la verifica ha continuato a spiegare. Alle 14 suona la campanella, esco da scuola e vado a casa a piedi. Arrivata a casa pranzo e mi metto a studiare. Alle 16 prendo la macchina e vado prima a salutare i miei genitori. Dopo poco vado ad allenamento dove sto lì per 3 ore di allenamento intenso. Dopo io e le altre andiamo a sederci fuori dalla palestra. Ci sediamo e osserviamo le altre ragazze allenarsi. Alle 20 vado a casa dove mi faccio una doccia e preparo la cena. Trono poi a studiare mentre sono in chiamata con Bea. Lei mi illustra i suoi problemi, in cui è compresa la verifica di matematica fatta oggi in cui se dio vuole ha preso 6, e si giustifica dicendo che è sempre meglio di 4, e le do ragione. Poi alle 12 vado a letto.

siamo solo noiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora