♤DARK ROMANCE♤
(Contiene contenuti espliciti)
Non c'è gelo o fuoco che possa sfidare ciò che un uomo nasconde nella sua anima.
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Anna è una ragazza di vent'anni che ha proseguito gli studi nella facoltà di lin...
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~ANNA~
Le emozioni più belle sono quelle che non sai come spiegare
CHARLES BAUDELAIRE
«Hasta mañana», il professor Gerald esce dall’aula senza guardarsi indietro.
Con lo stomaco che brontola dal bisogno di caffeina mi affanno a chiudere gli appunti, caccio tutto nella borsa ed esco in fretta dall’aula, diretta al bar dell’università. A metà strada lo stomaco brontola ancora; con tutta la fretta di questa mattina, non ho nemmeno fatto colazione. “Meglio un bel panino, prima”, cambio direzione e mi dirigo verso la mensa.
«Anna!» la voce di Federico risuona nel corridoio, sopra il chiacchiericcio degli altri studenti. Mi giro con un sorriso e incontro i suoi occhi verdi. «Ciao, Federico».
«Ehi, come va?» si abbassa per darmi un bacio sulla guancia e mi solletica coi ricci neri che ricadono in avanti. Irrigidisco, in attesa che il solito calore mi scaldi le guance, ma non arriva. Forse sono stanca anche per quello.
Mi stringo in spalle: «Tutto bene, sto andando a prendermi un panino e un caffè perché muoio di fame. Tu?»
«Vado a fumare una sigaretta prima della lezione. Comunque ti ho chiamata perché ti volevo invitare ad una festa a casa mia, questo sabato. Ci saranno tutti i nostri amici e tu non puoi in assoluto dire di no», mi si rivolge perentorio.
Arriccio il naso e sposto lo sguardo altrove per evitare il suo, due ragazze nell’atrio se lo mangiano con gli occhi coi quaderni stretti al petto.
«Ah! Non lo so. Questo fine settimana sarò piena di lavoro. Lo sai che ho quel dannato esame tra poco», mi lamento.
«Non accetto un no come risposta», mi interrompe, alzando un sopracciglio.
Prendo un respiro e faccio mezzo passo, ma prima che parli Manuel e Filippo ci raggiungono. «Ehi ragazzi». Ricambio il saluto e rivolgo lo sguardo verso Fede, che continua a fissarmi accigliato in attesa di una risposta. Non demorde.
«Cosa c’è?», Filippo aggrotta le sopracciglia scure, i suoi occhi neri passano da me a Federico, pieni di curiosità.
«Anna, non vuole venire alla festa questo sabato».
Alzo gli occhi al cielo. Quando vuole, sa fare il drammatico. «Non è che non voglio, è che devo studiare, e lavorare!»
Manuel mi si affianca, piega la testa e mi osserva coi suoi occhi marroni. «Non è una novità, non sei mai disponibile. Ma questo sabato devi esserci!»
Scuoto la testa: «Perché? Cosa ha di speciale questo sabato?» Federico li guarda stringendo appena le labbra carnose e i due ragazzi si ammutoliscono.
Li osservo confusa tutti e tre e sospiro. «Potreste non essere così evasivi, per favore?»
Manuel apre la bocca per tirare fuori tutto ma Federico sbuffa. «Ma niente in particolare, ci tenevo che ci fossi. Ogni volta è la stessa risposta e sta iniziando a stufarmi il gioco del “no”».