♤DARK ROMANCE♤
(Contiene contenuti espliciti)
Non c'è gelo o fuoco che possa sfidare ciò che un uomo nasconde nella sua anima.
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
❤️🔥❤️🔥❤️🥀
Anna è una ragazza di vent'anni che ha proseguito gli studi nella facoltà di lin...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
~ANNA~
●Siamo progettati per farci del male, perché è l'unico fenomeno che non abbiamo ancora capito come controllare●
Com’è possibile che quello stronzo mi faccia sentire come se fossi sull’orlo del precipizio emozionale ogni volta che cerca di trattarmi come un essere umano e non come un animale pronto ad obbedirgli? Ancora non riesco a capire.
La sua vicinanza mi ha elettrizzato ogni fibra del corpo, e benché gli sia stata lontana, è riuscito a fare i suoi giochetti mentali anche senza toccarmi.
«La scelta sta a lei, signorina. È sempre stata sua», gli faccio il verso, mentre cammino verso casa come se fossi inseguita da un’orda di zombie affamati di cervello umano.
Stringo forte i pugni, in collera con me stessa per non esserci riuscita a rispondergli per le rime. E maledizione a me e alle mie emozioni senza senso che quando sono vicino a quel troglodita si annullano! Come se non fossi cosciente delle mie azioni, o non avessi la facoltà di respirare normalmente.
Mi ha invitata a cena per fare ammenda di avermi baciata “senza il mio esplicito consenso”.
Vuole farlo solo per torturarmi maggiormente, lo so. Evito una pozzanghera e svolto a destra, sotto i portici, mentre stringo forte la borsa a tracolla.
Mi manderà un’autista, è così che ha detto. Ma io non ci voglio andare affatto a quella cena, non voglio vederlo mai più. Però mi tocca farlo.
Urto accidentalmente qualcuno con la spalla. «Mi scusi», dico; quello mi tranquillizza con un cenno.
Faccio un lungo respiro, ho la testa che mi scoppia, l’ansia mi dilania il petto. Avevo tanto sperato di trovare una soluzione, licenziandomi, ma eccomi qui, finita in un problema ancora più grande. E adesso come me ne esco?
Potrei semplicemente fregarmene e non presentarmi a quella dannata cena, ma che ne so se non ci saranno altre conseguenze? Conoscendolo, probabile che me lo faccia pagare il triplo.
Ma allo stesso tempo, non posso avere paura di una ripercussione: è stato lui stesso a dire che la scelta è mia.
Cammino veloce e cerco di non intralciare il cammino delle persone che mi passano di fianco. Sospiro, alzando il collo verso la volta ovale dei portici, l’aria è fredda e nell’aria si sente il profumo della pioggia imminente. Il cielo è coperto di nuvole e, nonostante siano solo le sei meno venti, sta già venendo buio.
Sul portone di casa, scrollo le spalle e faccio scroccare il collo. La tensione si è aggrovigliata nei muscoli e fino alle ossa. Pensare a Nathan mi lascia sempre senza energie.
Faccio le scale fino a primo piano e rovisto nella borsa per trovare le chiavi, ma prima che possa metterle nella toppa, Carmen spalanca la porta e le note dolci e sensuali del profumo di Carolina Herrera mi otturano le narici.