XVII /Giorgio's pov

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spazio autrice: scene un po' hot!! se non vi piace questo genere vi consiglio di saltare il capitolo :') buona lettura!
p.s. eventuali errori di battitura e/o grammaticali (spero di no) verranno corretti in giornata

Sono abbastanza fatto. Ho fumato due canne prima di andare a prendere Arienne.
Al suo arrivo nemmeno l'ho salutata, penso di aver fatto un sorriso da deficiente. Ho alzato il volume della musica appena ha aperto bocca, così, per infasridirla, non volevo sentire nessuna parola. Mi ha fatto molto ridere vederla incazzata e tirarmi pacche sul braccio.
Abbassava il volume della radio, io lo alzavo. Abbiamo giocato come due bambini. Tutto così fino al cancello di casa mia.
Ho notato che ha cercato più volte del contatto fisico. Ogni scusa era buona per toccarmi il braccio o la gamba con qualche colpetto di mano.
E adesso siamo qui, sul divano di casa mia, con lei accanto che sta girando la terza canna.
«Ci stai mettendo due ore, sei sicura di essere del mestiere?» la stuzzico arrogante osservare le sue belle mani maneggiare la cartina.
«Ma sta' zitto, ho quasi finito» mi risponde, con il filtro fra le labbra.
Nel frattempo accendo la TV e la mia PlayStation, gioco un po' aspettando che si muova a girare quella canna.
Sento il click dell'accendino, ha appena fatto il suo primo tiro.
Mi posa la canna fra le labbra e ne faccio anch'io uno.
«Insomma bello questo gioco...» dice in tono canzonatorio.
La guardo con la coda dell'occhio, alzando pure un sopracciglio.
So cosa intende.
Lei vorrebbe tanto scoparmi. Ne sono troppo convinto.
«Hai ragione, è così bello questo gioco che mi è venuta voglia di spegnere la play».
Mi alzo, mi avvicino alla TV e spegno la consolle. Mi tolgo la felpa restando a torso nudo e gonfio il petto. Ho ancora qualcosa da mostrare.
È rimasta di stucco, forse non se l'aspettava.
«Tanto non hai il fisico»
Ridacchio strappandole la canna dalle mani. «Parla la secca. Manco si vede il tuo culo»
Aggrotta le sopracciglia offesa e si alza per guardarsi allo specchio intero. «Tesò, mi sa che c'hai problemi alla vista. Il mio culo si vede eccome!»
«Anche se non inarchi la schiena va bene lo stesso. Non ne avresti bisogno se avessi il culo» rido divertito.
Mi guarda dallo specchio, ha l'immagine mia riflessa, sono dietro di lei. Mi sto avvicinando e poso le mani sui suoi fianchi. Su una delle due mani ho la canna fra le dita, sto pure facendo attenzione a non bruciarle la pelle. «Devi mettere su qualche chilo. Altrimenti come faccio ad aggrapparmi qui?»
Si gira di scatto verso di me e mi tira uno schiaffo bello forte su una mia guancia. «Aò, ma la vuoi finire?» grida.
Le soffio il fumo addosso e le blocco entrambi i polsi con una sola mano e stringo essi per non farle muovere le braccia. La guardo negli occhi  inespressivo. «Non permetterti mai più di fare un gesto del genere»
Percepisce la mia rigidità e si placa immediatamente. Si è spaventata, povera.
Sono vicinissimo alle sue labbra, vorrei baciarla e assaporare il suo rossetto.
«Posso fumare anch'io o vuoi finirla tutta tu?»
Le faccio fare qualche tiro, però tengo io la canna. Faccio un tiro io, poi lei. Più volte. Fino a sentirci entrambi rincoglioniti di questa sostanza.
Ogni volta è un piacere sentirsi estremamente allegri dopo mille tiri.
«Cazzo, forse ho esagerato» dice ridendo.
Ha gli occhi lucidi, rossicci.
Maledetta, Arienne. È bellissima.
Voglio baciarla e mi sa proprio che lo farò adesso. Getto la canna ormai finita e le schiocco un bacio sulle labbra.
Non ha rifiutato il contatto, infatti l'ho pressata al muro per continuare a baciarla con foga.
Lentamente le sbottono la camicetta per far scivolare essa a terra. «Hai fatto apposta a metterti la camicia, vero? Per farti spogliare facilmente» sussurro malizioso mentre le mie mani scorrono dai suoi fianchi alla zip dei jeans.
«E tu invece hai fatto apposta a toglierti la felpa prima»
Si morde il labbro inferiore mentre si lascia tirare giù la zip dei jeans. Mi inginocchio per sfilarle quest'ultimi senza toglierli completamente. Le bacio il centro, il tessuto in raso delle sue mutandine è umidiccio. Sorrido malizioso e baciandole il ventre le abbasso le mutandine per assaporare ciò che mi interessa di più in questo momento.
Sento i suoi lamenti farsi sempre più frequenti, le sto baciando la sua femminilità.
È liscia, pulita, sicuro si è preparata la sera prima per fare bella figura.
Sento un formicolio sulla nuca, sono le sue mani che mi stanno accarezzando i capelli.
La mia lingua non ha più forza muscolare a suon di muoverla in continuazione.
Ritorno su e osservo la sua espressione. È in estasi, è pure venuta nelle mie mani. Fatica a restare in piedi.
«Ti ho già messa ko, bimba»
Sorride amara. «Non mi chiamare bimba. E poi questo è niente per me» dice rivestendosi frettolosa.
«Ah sì? Dici che questo è niente?» sbuffo una risata. «Chi ti ha detto di rivestirti?»
«Vedo che hai finito, perciò...»
Scuoto la testa. «No, tu non mi conosci proprio» la prendo in braccio e la porto in camera mia per poi lanciarla come un sacco sopra al letto.
Lei ride, ma non c'è proprio niente da ridere d'ora in avanti.
«Che vuoi fare ora, Christian Grey dei poveri?»
«Adesso ti sistemo io» ringhio spogliandola tutta.
«Sei proprio un agnellino... ti fai spogliare senza dire nulla»
«Tanto non sarai niente di che» mi sussurra all'orecchio.
Divarico le sue gambe, mi inumidisco le dita con la mia saliva e ne infilo due dentro di lei.
La sua espressione si tramuta. Ha le labbra schiuse.
Infilo un terzo dito e muovo da lento a veloce. «Ti consiglio di non farmi incazzare ancora di più»
Sorride mostrando i denti mentre respira velocemente. «Io-io penso che sei scarso»
«Allora intanto senti questo e poi vediamo se parli ancora, stronzetta» di botto la mia erezione dura e bollente penetra la sua femmilità.
Le sue unghie graffiano la mia schiena, è violenta, ma mi piace.
In questo momento sono in difficoltà anch'io, devo ammetterlo. Sento di scoparla in un modo differente dal solito, anche se questa è la prima volta con lei.
Ansimo sorreggendomi con le mani sulla testiera del letto, la mia collana sta picchiettando il mento di Arienne. Ci stiamo guardando mentre i nostri corpi ballano. Adoro le sue mani che mi accarezzano la schiena, mi fa venire i brividi.
È una sensazione particolare, forse è l'effetto dell'erba ad amplificare il tutto.
Sicuramente il mio cuore sta battendo impazzito per le'eccessiva quantità di erba.
Però come mi guarda. È come se stessimo comunicando con gli occhi ora.
Gemiamo all'unisono, lei più lamentosa, io più muto.
Spiro dai denti, sto per arrivare al culmine e l'ha capito.
Esco e le imbratto il ventre con del mio seme. Mi distendo a peso morto sopra di lei continuando ad ansimare.
Siamo sudati, sporchi, paonazzi.
«Mi-mi stai schiacciando» mormora spingendomi via.
Mi scosto e subito mi alzo dal letto per rivestirmi. Avrei voluto continuare a fare ancora altre cose sconce con lei, ma non mi è piaciuto il suo modo.
È troppo, troppo stronza. Più di me, forse. Ed è questo che mi fa imbestialire.

«Vado a farmi una doccia, te fai quello che ti pare»
Sparisco dalla sua vista e mi chiudo in bagno per lavarmi e dimenticare questa scopata nata per gioco.
Arienne deve rimanere un gioco, non deve entrare dentro la mia mente.
È solo fisico e basta.
È solo sesso.
È solo voglia di vederla nuda sopra al mio letto e sfinirla.
E qualora dovesse succedere che tutto questo entra dentro al mio cuore, non importa. Non importa perché è sempre stato facile dimenticare, ci ho fatto l'abitudine alle batoste.
Dopo una doccia da meditazione, esco dal bagno in accappatoio e mi accorgo che non c'è più Arienne distesa sul mio letto.
«Arienne?»
Se n'è andata veramente.
Questa grandissima stronza. Mi sta facendo dannare.
Immediatamente prendo il mio cellulare per inviarle un messaggio su Instagram.

Instagram

illmostro
Oh brutta stronza
Come cazzo ti permetti ad andartene???
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