Fidanzata

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(autrice: quindi chiariamo, Londra introno al 1950, post Seconda guerra mondiale, società fortemente omofoba e persone gay discriminate al tal punto da definirle criminali, insomma "Nicole" nella storia non va odiata... guardatela più come una strategia per George di mantenere il suo lavoro e l'amore della sua vita... lo capirete da soli e questo è solo un capitolo per dare inizio a questa "strategia")

Il giorno dopo, dopo l'ultimo incontro con gli insegnati per decidere le pagelle dei bambini, io e Nicole abbiamo deciso di andare in un ristorante per pranzare insieme.

G – un tavolo per due, per favore

Dico a un cameriere, quest'ultimo ci accompagna a un tavolo addobbato con fiori e una candela, il sogno romantico di chiunque

N – wow

Ci sediamo

N – grazie di tutto questo, George

G – è il minimo

Dico sorridendo

N – il minimo per cosa? Sei stato male e non ho potuto aiutarti-

G – non importa

N – invece si

G – hey... non siamo qui per vedere se sei una brava ragazza o meno, ok?

Il silenzio cala tra noi quando un cameriere, diverso dal precedente, si avvicina a noi con una bottiglia di vino in mano, entrambi gli avviciniamo uno dei bicchieri sulla tavola e lui ce ne versa un po' per poi allontanarsi

N – sembri felice

G – lo sono, guarda con chi sono

Lei arrossisce delicatamente

N – smettila, fino a ieri eri un morto anche d'avanti a me

G – te l'ho detto, ero solo stanco, finalmente con l'estate posso riposarmi un po'

N – pensavo fosse una scusa...

G – perché doveva esserlo?

N – non lo so eri così distrutto

G – ormai non importa più

Infilo una mano in una delle mie tasche da dove estraggo una scatolina

G – so che pensi che non fai niente per me ma... per me sei importante, e questo è per te

N – stai scherzando?

Scuoto la testa sorridendo e lei apre la scatola, da dove spunta un braccialetto d'oro brillante

N – sei impazzito?

G – no, è il regalo giusto per una ragazza come te

N – George... io non lo posso accettare

G – perché no?

N – non sono neanche la tua ragazza... spendi troppo per me... il ristorante... la colazione e ora questo bracciale

G – io volevo proprio chiederti di essere la mia donna...

Vedo i suoi occhi illuminarsi e accettare immediatamente, un po' mi sento in colpa... io non la amo. 

Ora ho una ragazza.

Dopo il pranzo, siamo usciti insieme dal ristorante mentre lei teneva la sua mano stretta alla mia, come se stessi per scappare. 

La accompagno a casa percorrendo la strada più lunga, così da poter concludere un discorso iniziato poco prima. 

Siamo arrivati da lei che erano già le cinque

N – scusa, ti ho fatto perdere tempo

G – non scusarti, è normale passare il tempo con la propria ragazza, no?

N – già...

Risponde arrossendo e distogliendo lo sguardo

G – però ora devo tornare davvero a casa... ho bisogno di una doccia

La saluto e inizio ad allontanarmi

N – GEORGE?!

Mi rigiro

N – non dimentichi niente?

Mi guardo intorno in modo goffo per controllare se mi fosse caduto qualcosa, lei si avvicina

N – no, stupido... questo

Intreccia le braccia intorno al mio collo mantenendosi sulle punte per poi baciarmi. 

Beh, infondo cosa mi aspettavo, ora è la mia... ragazza. Suona così strano nella mia testa.

Tornato a casa, sotto la doccia e poi steso sul letto, ho iniziato a pensare a come spiegare a Clay cosa ho in mente... ma penso che userò l'improvvisazione. 

Un piccolo segreto - DNFLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora