(Finalmente alla fine del capitolo ho inserito un flashback 🙈 Ditemi sotto se vi va bene o se seguire due linee temporali diverse vi viene difficile, perché sarà un po' lunga da spiegare. Buona lettura!)
<Bunny?>
Sento la voce di Caleb e le sue nocche che bussano sul legno mentre sono stesa sul letto a fissare il soffitto. Sono tornata in camera da non più di venti minuti e me lo ritrovo già dietro la porta: questa serata non potrebbe andare peggio.
<Non entrare, Caleb, sono nuda!>, fingo e cerco di mantenere il mio tono il più acuto e imbarazzato possibile.
Proprio come volevasi dimostrare, nemmeno un secondo dopo la porta si apre mostrandomi una chioma bionda e due occhi castani che mi scrutano particolarmente interessati. Quando poggia lo sguardo su di me corruga le sopracciglia in modo deluso.
<Ma non sei nuda>, dice, mister ovvio.
<Invece tu sei un maniaco>, sbuffo, spostando lo sguardo su altro pur di non fissare il ragazzo che adesso ha poggiato le spalle sul muro dietro di lui.
<Maniaco? Volevo solo aiutare>, si finge offeso. Aiutare a spogliarmi?
<Esci, Caleb>, sospiro e ormai sento la che la mia pazienza per questa serata sta giungendo al termine. Non riesco a capire come Marie e Camilla possano sopportarlo ogni giorno.
<Te la sei presa per prima?>.
<Ti ho già detto che non mi importa nulla di quello che pensi>, borbotto e incrocio le braccia al petto.
Forse ci sono rimasta un po' male, ma non perché si tratta di lui, solo perché non mi è piaciuto quello che ha detto.
<Alza il culo da lì, bunny, usciamo>, mi fa cenno di alzarmi con la mano mentre il rimango piantata sul materasso.
<Sei in punizione>, gli ricordo.
Ed io sono in pigiama e, in più, non ho la minima voglia di andare chissà dove con una persona che nemmeno conosco.
<Se non andrai a fare la spia non ci sono problemi>, mi minaccia assottigliando lo sguardo. <Dai bunny, non farti pregare>, la sua voce diventa falsamente supplichevole e sporge leggermente le labbra per impietosirmi.
<Non esiste. Non ci vengo con te>.
<Vuoi costringermi a portarti in spalla?>, sto per mandarlo nuovamente a quel paese quando il suo sopracciglio sollevato e l'espressione seria con cui mi fissa mi fanno dubitare che stia scherzando.
È moralmente scorretto, ma non avevo alcun dubbio.
<Non ti sopporto>, mi lascio andare in un verso sconfortato prima di alzarmi. <Dove vorresti andare?>, chiedo mentre scendo annoiata dal mio letto.
<Nel bosco>, Caleb scrolla le spalle. <Voglio farti vedere una cosa>.
Rimango in piedi a fissarlo con gli occhi sgranati, sperando che si renda conto da solo dell'assurdità che sta dicendo.
Nel bosco? Di notte? In un posto in cui non ci sono case per isolati interi e con un ragazzo che conosco da un giorno? Se volessi farmi uccidere e non trovare mai più accetterei, ma non erano questi i miei programmi per la serata.
<Non ci verrò mai!>, squittisco più forte di quanto vorrei e punto i piedi per terra.
Cosa mai vorrebbe farmi vedere in un bosco al buio? Non se ne parla proprio.
<Credi che avrei bisogno di portarti in un bosco per fare qualcosa? Siamo da soli in casa, bunny>, ride prendomi in giro ma le sue parole non mi confortano affatto, anzi, riflettendoci credo abbia ragione e penso che forse non avrei mai dovuto accettare di rimanere qui con lui. Abbasso lo sguardo e mi sento più nervosa rispetto a prima, ma Caleb parla di nuovo e mi distrae. <Va bene, niente bosco. Rimaniamo a casa, prendiamo solo un po' d'aria>.
STAI LEGGENDO
Bad Deal
RomanceNola Morris era un'adolescente come tutte le altre o, forse, più felice di tutte le altre: conduceva a Manhattan una vita lussuosa insieme ai suoi genitori. Fino a quel giorno. Da un momento all'altro la vita di Nola fu distrutta. Per allontanarla d...
