8. Chiacchiere tra ragazze

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La marcia verso il regno delle fate durò cinque giorni e, al tramonto dell'ultimo, raggiunsero la zona sicura indicata da Core. La ragazza spiegò, indicando gli alberi dell'area, che si trattavano di piante del genere Ycatre, tali piante avevano dei fiori con un profumo estremamente caratteristico che disturbava l'olfatto degli animali fatati, come i temibili segugi infernali. La principessa, però, proseguì nella macchia e mostrò al gruppo una radura che si avvallava nel terreno, fu allora che annunciò l'arrivo, aggiungendo che avevano recuperato un giorno. Non fece tempo a finire la frase, che ci furono grida di giubilo, ma l'allegria venne smorzata dagli stomaci, che iniziarono a brontolare, e l'euforia della notizia, lasciò spazio alla stanchezza.

La fata, allora, indicò la strada per raggiungere un piccolo laghetto di risorgiva, per riempire le borracce.

"Core piuttosto che da bere, da mangiare cosa c'è?" Si lamentò Denki, tenendosi la pancia.

Kyoka sospirò e iniziò a rovistare nella sua borsa, borbottando: "Avete finito tutte le cose a lunga conservazione nei primi due giorni di marcia, quindi è rimasta solo-"

"Frutta!" Si lamentò Eijiro con la testa a penzoloni.

"La zona è ricca di selvaggina. Faccio un giro e vi porto qualcosa. Certamente, non posso far vagare un Mastodontico nel mio regno..." Spiegò Core, mettendo mano a Sunshine.

"Quanto ci vorrà?" Chiese Hanta supplicante.

"Bhè, devo: trovare, uccidere, scuoiare, macellare e cuocere..." Elencò la ragazza pensierosa, poi schioccò la lingua: "un paio d'ore per una lepre, se ho fortuna. Però, devo tenere conto di quanto mangia un drago adolescente, e carnivoro, come il principino...Ci vorranno circa cinque o sei ore." Stimò infine.

Denki, Eijiro e Hanta la guardarono per un secondo.

"Momo che ti è rimasto?" Chiese Hanta, girandosi verso la ragazza dai capelli neri.

"Momo conta anche me!" Si aggiunse Denki.

"Eiji! La tua cena è qui!" Lo chiamò Mina maliziosa, con in mano delle ciliegie e picchiettandosi sulla gamba.

Al drago rosso brillarono gli occhi e, in meno di un battito di ciglia, fu a lato della sua compagna a farsi coccolare.

Core ridacchiò e si mise vicino alle sue compagne, facendosi passare la cena.

Shoto da lontano aveva osservato tutta la scena e adesso sospirava, guardando Eijiro che si lasciava imboccare da Mina come un bambino. Avrebbe voluto tanto essere al loro posto: guardare dall'alto il volto di Izuku, sfiorare con le dita le sue labbra mentre lo imboccava, vedere il suo volto illuminato dalla luce del tramonto e i suoi occhi brillare come due pietre preziose. Respirò malinconico, ripensando a quell'abbraccio che gli aveva dato alla locanda, non era mai stato così vicino a lui, aveva persino potuto sentire il suo cuore e i suoi respiri. Da quel giorno aveva un solo pensiero fisso: farsi stringere o stringerlo a sé, come in quell'occasione.

Fu proprio la voce di Izuku a svegliarlo, l'elfo arrivò sventolando una delle borracce mentre teneva le altre con l'altro braccio e sulle spalle. "Sono qui!" Disse allegramente, cominciando a distribuire le scorte d'acqua.

"Izuku, ma sei bagnato?" Chiese Fumikage confuso, e forse leggermente contrariato che la sua Unicità, Dark Shadow, stesse riscuotendo più interesse di lui, specialmente da parte di Tsuyu.

"Sono scivolato in acqua..." Arrossì il ragazzo, grattandosi la nuca.

Shoto, nel suo silenzio glaciale, aveva subito notato la stranezza e si godeva la vista che la camicia bagnata di Izuku gli offriva, ad essa si aggiungevano delle piccole goccioline d'acqua tra i capelli del principe, che brillavano alla luce del sole morente, sembrava che la chioma verde dell'elfo fosse adornata da dei piccoli diamanti

Sunshine - La luce di EuridiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora