Un'altra storiella, a brevissima (per me) distanza dall'altra. ovviamente su Finlandia, perché boh.
spero vi piaccia 🫶 . . .
L'inverno era difficile da passare in quei boschi di alte conifere, la neve alta e compatta, difficile da spalare via dal vialetto della sua casa. Il suo bell'orticello era al sicuro sotto una serra che era stata appena liberata dalla neve che la copriva. Finlandia guardava il cielo bianco grattando di tanto in tanto il suo naso prominente. Era in arrivo altra neve, forse una bufera, forse una nevicata delicata. Il cielo era indecifrabile come la sua espressione.
Guardando verso l'alto si incammina per raggiungere la sua casa calda e sicura, dove la sua cagnolona lo aspettava paziente abbiando quando sentiva in lontananza il bramire delle renne.
Nel breve tragitto, Finlandia si guarda più volte alle sue spalle, sentendo fruscii e il ringhiare di lupi.
La nazione finnica sorride alle sue preoccupazioni inutili, era una nazione I lupi non lo avrebbero ferito. Ma allo stesso tempo gli si gela il sangue nelle vene: aveva paura come gli umani di piccolezze, cose che non lo riguardavano.
Finlandia guarda verso la porta della sua casa e con un sospiro la apre, entrando nella casetta modesta, seguito dalla sua cagnolona.
si guarda attorno, sembrava tutto così...umano in quel momento. Sorride, scuotendo il pensiero via, eppure si sentiva così umano in alcuni frangenti.
Guarda le foto appese con la nazione svedese e le accarezza, non gli aveva mai confessato il suo amore, impaurito che lo trovasse disgustoso. Il volto di Svezia gli rievoca ricordi di giorni di gioia e altri di dolore, ma poco importava perchè il suo sorriso era il più dolce che esisteva.
"Mi manchi così tanto" mormora la nazione finnica, mentre una lacrima di nostalgia scendeva lungo la sua guancia.
Si distrae quando sente l'abbiare del suo cane e corre a scorgere dalle finestre chi stesse arrivando. Il fucile che solitamente era poggiato alla porta era ora ben stretto nella mano.
Ma quello che aveva visto aveva fatto sì che il fucile cadesse e corresse ad aprire la porta.
"Norvegia! cosa-" ma viene interrotto da un Norvegia dallo sguardo apatico e morto.
"Fin, da quanto" dice con svogliatezza "ti vengo solo a trovare" la voce cala di tono e sempre più fredda.
"dio, fa così freddo qua" dice la nazione nordica, prima di scansarlo ed entrare nella sua casa.
"hai un bel posticino, e una bella cagnolona" è quasi un tono a sfottere quello di Norvegia.
"cosa vuoi veramente, Nor" chiede la nazione finnica mettendo il fucile al suo posto.
La nazione norvegese si guarda un po' attorno prima di guardare negli occhi Finlandia.
"Svezia, sta male. ti vuole vedere" dice con riservatezza e uno sbadiglio.
Il cuore della nazione finnica duole e desidera andare a trovarlo, ma aveva paura dell'ennesimo rifiuto. ma stavolta sapeva che era diverso, e con quella convinzione, lasciò tutto in mano a Norvegia e iniziò a correre verso la nazione che aveva sempre amato. Forse non era un umano, ma il suo cuore batteva forte lo stesso. . . . .
veramente era una vecchia bozza scritta senza impegno, giusto per allenarmi nella scrittura un minimo. non ha trama ma è qualcosa per spegnere il cervello. non so quale fosse il mio intento iniziale e mi sono semplicemente messa a correggere la grammatica (dio mio, come era scritta)
quindi, niente, era una cosetta così, una bozza, un qualcosa.
e non sono soddisfatta, ma mi accontento. spero di trovare un po' di volontà per scrivere qualcosa.
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