Abbassai la testa per non incontrare i suoi occhi .
"Guardami e rispondi, davvero non vuoi più vedermi?" mi tirò su il viso e le nostre labbra si sfiorarono mentre parlava.
"Non voglio più vederti. Ho rischiato la morte per colpa tua. E se ora provi a baciarmi significa che non te ne frega niente di me e di ciò che provo."
"Grace, io ho bisogno di te." mi confessò.
"Mi dispiace, dovrai fare a meno di me."
"Non mi hai mai amato. Mai." il suo petto andava su e giù velocemente, era agitato, e le lacrime continuavano a scendere.
"Ti aspettavi che ti amassi dopo che mi hai violentato due volte?? E che mi hai praticamente portato ad uccidermi??" ora gli occhi pizzicavano anche a me.
"Hai ragione. Vai, ti accompagno a casa e la finiamo qui." si asciugò il viso bagnato e mi aiutò a camminare, finché non raggiungemmo il dottore.
"Si è svegliata, dottore." lo informò Harry.
"Oh, ma perché l'ha fatta alzare? La ragazza deve restare qui, almeno per questa notte."
"Ma perché? Se sono sveglia e sto bene che motivo c'è??" contestai, ed Harry mi guardò male.
"Signorina, la prego di non fare discussioni."
"Va bene." mi girai e cominciai a camminare, lentamente con piccoli passi.
"Vada ad aiutarla, e non la faccia alzare." sentii parlare il dottore.
"Non mi serve alcun aiuto, soprattutto da una persona come il ragazzo che ha di fronte." incrociai le braccia, senza girarmi.
Harry mi raggiunse comunque dopo che il dottore gli sussurrò qualcosa all'orecchio.
Mi prese in braccio come una sposa (?) e sbuffai.
"Ti ho detto di lasciarmi andare." parlai e gli diedi uno schiaffo sulla guancia sinistra.
Il suo sguardo impassibile mi fece arrabbiare.
"Harry, ci sei o no?? Non so più cosa fare per farti capire che non mi devi più toccare, né guardare, né parlare!! E ora fammi scendere!!!" gli gridai contro, ma non mollò.
Quando arrivammo davanti la stanza mi fece scendere ed entrai, mettendomi sdraiata sul letto.
"Il dottore vuole il numero di uno dei tuoi genitori." mi disse Harry.
Ecco il problema.
Mia madre non avrebbe potuto rispondere da lassù.. E mio padre a quest'ora della notte era sicuramente in un bar o con delle ragazze, ubriaco. E quindi neanche lui avrebbe risposto.
"N-non li so.." mentii.
"Come non li sai??"
"Non li so."
Sbuffò ed uscì dalla stanza, lasciandomi sola.
Mi misi sotto le coperte e cominciai a piangere disperatamente.
Io non volevo trattarlo così, ma dovevo.
E maledettamente quando si era accorto che avevo tentato il suicido non ero ancora morta del tutto.
Non mi sarei ritrovata a soffrire ancora, perché non potevo rovinarlo così.
Ero un po' arrabbiata che mi avesse violentato per la seconda volta, ma lo amavo e l'arrabbiatura era sparita subito.
Mi asciugai le lacrime e mi feci forza.
Dovevo riuscire a farmi dimenticare da lui.
Guardai l'orologio che c'era nella stanza e mi accorsi che era davvero tardi: le 3:56.
Mi sedetti sul cuscino e appoggiai la schiena al muro che c'era dietro. Avevo un elastico sul polso e lo presi, raccogliendo i miei capelli "lisci" in una coda disordinata.
Sbuffai.
"Perché ti ho conosciuto, Harry?? Perché mi sono innamorata di te dopo tutto ciò che hai fatto?? Perché per dimenticarti non ha funzionato cercare di odiarti?? Più credo di odiarti e più non posso fare a meno di te, e non so come sia possibile. Quale incantesimo hai usato su di me??" dissi, e qualche lacrima bagnò le mie guancie.
Harry's pov
Ero appoggiato alla porta e avevo sentito qualcosa. Si stava chiedendo perché mi conoscesse, credo.
Forse si stava chiedendo perché le avessi procurato tutto quel dolore.. Non aveva neanche un briciolo di torto, e non potevo biasimarla.
Maledetti me stesso quando per sbaglio feci scricchiolare la porta che si aprì di scatto, rivelando la stupenda ragazza che si era presa il mio cuore, in lacrime.
Grace spalancò la bocca alla mia vista e si asciugò frettolosamente le righe che le bagnavano il viso.
"H-hai sentito??" mi chiese.
"Si, qualcosa.." abbassai il viso, dispiaciuto.
Solo lei era riuscita a cambiarmi. Prima di allora non avevo mai abbassato la testa in segno di umiltà o non mi ero mai dispiaciuto per una ragazza, tanto da restare con lei in ogni singolo secondo.
Ma con lei si.
"E beh.. Io credo di sapere la risposta." continuai.
"Q-quale risposta?" chiese, con maggior preoccupazione nella voce.
"Ti sei chiesta perché mi hai conosciuto, e forse so la risposta."
La vidi rassicurarsi, ma che le prendeva?? Bah, ragazze.
"Ah, si? Beh, te la puoi tenere tranquillamente per te." ritornò a fare l'insopportabile.
"Mi vuoi dire che ti prende??" sbottai, ora mi stavo incavolando sul serio.
"Ma che vuoi??" sbuffò.
Chiusi gli occhi, abbassando la testa.
Uno.
Due.
Tre.
Quattro.
Cinque.
Sei.
Sette.
Di solito mi calmavo prima di arrivare al sei, ma la mia rabbia stava solo crescendo.
"Allora?? Vuoi restare lì fermo e zitto, oppure ti decidi a parlare?" mi provocò, e lì scoppiai.
Mi avvicinai a lei, che era seduta a gambe incrociate sul letto e le bloccai i polsi dietro la schiena con una sola mano, mentre con l'altra le diedi un forte schiaffo.
"Mi hai rotto i coglioni." le dissi, tenendo fermo il suo viso.
"Tu non li hai i coglioni, stronzo. E lasciami!" si liberò dalla stretta delle mie mani e mi spinse all'indietro, ma non mi mossi neanche.
"Che pensi di fare contro di me?" le chiesi, con aria da duro, spingendola e facendola cadere con la schiena sul letto.
Ora era totalmente sdraiata, ed era la mia opportunità, molto probabilmente l'ultima.
Mi misi su di lei, tenendomi con i gomiti, e lei iniziò a piangere.
"Non piangere." le baciai il collo, salendo pian piano verso la mascella e la guancia.
"Mi dici di non piangere, ma sei il primo a volerlo." singhiozzò.
"Tu mi odi." continuò.
"Se ti odiassi sarei rimasto qui tutto il tempo? Avrei detto tutto quello che hai sentito?"
"Ti ho già detto di lasciarmi in pace non so quante volte, ma sei ancora qui."
Cercava di allontanarmi con le mani, ma non avrei mollato. Dovevo usare tutte le mie "carte", e se alla fine non avrebbe cambiato idea l'avrei lasciata stare, forse.
Si mosse leggermente in segno di disapprovazione quando la mia mano sfiorò il suo seno destro, anche se non poteva immaginare quanto mi piacesse quella situazione.
"Mi piaci." le sussurrai all'orecchio, per poi morderne leggermente il lobo.
Si ritrasse indietro e piegò le ginocchia, dandomi una forte ginocchiata nelle parti basse, credo involontariamente.
Gemetti, abbassando la testa sulla sua maglietta, anzi, direi sulla scollatura della sua maglietta.
"Harry, sparisci." mi tirò su il viso stringendo e tirando i miei riccioli.
"Non permetto a nessuno di toccare i miei capelli, dovresti ritenerti fortunata, sai?"
Grace's pov
Sentivo la sua erezione premere sempre di più contro di me: si stava eccitando.
Lasciai subito i suoi riccioli e cercai di scendere, ma tentativo fallito.
"Eh no. Ora resta qui, ti prego."
Mi stava chiedendo di restare lì?? Me lo stava CHIEDENDO???
Wow.
Mi stava cogliendo di sorpresa in tutto quello che faceva e non riuscivo a credere a tutti questi cambiamenti in così poco tempo.
Che voleva fare??
"Sinceramente vorrei scoprire che vuoi fare, ma in realtà me ne spavento, quindi non te lo chiedo. Ti dico solo che se provi anche solo a pensare di violentarmi un'altra volta non rispondo di me." lo avvisai, seria.
"Sei bella quando sei seria." ricominciò a baciare il mio collo e tentai disperatamente di far cessare le sue attività, ma non ci riuscivo in alcun modo.
"Harry smett.."
Non mi permise di terminare la mia frase, che le sue labbra catturarono le mie, in un bacio passionale.
Si dice che una persona raggiunga il suo massimo livello di debolezza quando è innamorata, e credo che sia proprio vero, perché è proprio quello che stava succedendo a me.
La sua lingua chiese l'accesso alla mia bocca e non seppi opporre resistenza. Ci ritrovammo a baciarci con foga, proprio in quel lettino e proprio in quella stanza.
Quando ci separammo entrambi avevamo il fiatone e lui mi sorrise.
"Ho ancora una piccola possibilità di riaverti??" mi chiese, esitante.
Stavo quasi per rispondere qualcosa del tipo "Non mi hai mai persa" o cose del genere, ma mi misi in testa che non dovevo cedere in alcun modo.
"No." ero fredda, forse troppo.
Si alzò dal lettino in cui ero sdraiata e, dopo aver preso il suo giubbotto dallo schienale della sedia si avvicinò alla porta e la aprì.
"Buonanotte, Smith." mi disse, e si chiuse la porta alle spalle.
Aveva ricominciato a chiamarmi "Smith". Il mio cognome risultava orribile, detto con tanto odio.
Perché da quelle labbra perfette erano uscite parole d'odio, no??
"Ecco, così Grace. Dimenticalo e fatti dimenticare." mi ripetevo in continuazione, ma più cercavo di odiarlo e più odiavo me stessa.
Stavamo soffrendo entrambi, non andava bene così.
Come potevamo dimenticarci, dopo tutte le parole che c'eravamo detti e tutto quello che avevamo fatto??
Harry mi aveva fatto rischiare la vita tante volte, e poi aveva rimediato. E non mi riferisco tanto al fatto di rischiare la vita corporale, ma di quella interna.
Quella delle emozioni, delle risate e dei pianti.
Quella era la vita che mi faceva rischiare sempre, ma che era sempre riuscito a salvare.
***
Eravamo nell'auto del mio Harry, che mi stava accompagnando a casa dopo tanti esami e cose del genere all'ospedale.
Stavo bene, caviglia a parte. Avrei dovuto tenere il gesso solo per due settimane, ma ai miei occhi parevano mesi. Erano passati solo tre giorni, e ne avevo ancora 11 da affrontare.
Uff.
Il viaggio fu del tutto silenzioso, forse perché lo avevo deluso. Harry, intendo.
"Ora puoi anche rimproverarmi." gli dissi.
Tacque.
"Harry, sei arrabbiato?? Beh, sai che c'è? Che non ne hai neanche il diritto. Qui quella che dovrebbe essere arrabbiata sono io. Perché non credo sia tu quello che è stato violentato per due volte dalla persona che a.." mi interruppi, capendo che avrei sbagliato a rivelare quel particolare. Non potevo dirgli che lo amavo, ricordiamoci sempre "Odialo e fatti odiare Odialo e fatti odiare".
"Finisci la frase." mi disse.
Aveva capito??
"Dalla persona che odi." continuai, mentendo.
"Era quello che volevi dire prima?" disse lui, senza staccare gli occhi dalla strada.
"Si, avevo sbagliato."
Accostò alla destra della strada in cui ci trovavamo.
Mi prese per le spalle e mi mise dritta davanti a lui.
"Guardami negli occhi e ripeti ciò che hai detto." parlò.
Odialo e fatti odiare Grace, puoi farcela. Puoi farcela.
Non appena incontrai il suo sguardo mi ammutolii e capii che non avrei potuto mentire davanti a quegli occhi.
"Ti sto aspettando, avanti. Dimmi che mi odi guardandomi negli occhi e chiudiamo il discorso."
"Harry.. Sono stanca, ti prego. Andiamo." sviai il discorso.
Fece ripartire la macchina senza aggiungere altro, ma sapevo che non avrebbe mollato.
Arrivammo davanti casa mia ed Harry mi aiutò a scendere e mi accompagnò fino al portoncino.
"Hai le chiavi?" mi chiese, reggendomi.
Le presi dalla tasca posteriore dei miei shorts, dove le tenevo sempre. Aprii la porta ed entrai.
"Ciao, e grazie." gli dissi, educatamente.
"Ciao, riprenditi."
Non si girò neanche verso di me, che era già nella sua macchina.
Mi chiusi la porta alle spalle e salii le scale lentamente, per arrivare in camera mia.
Mio padre ovviamente non c'era.
Quando aprii la porta della mia stanza qualcuno mi tappò la bocca da dietro e mi venne tirato qualcosa in testa.
Caddi a terra, priva di sensi.
#Spazio Autrice#
Hollllllllllaaaaa!! Si, lo so, sono leggermente sclerata, scusate l'enorme ritardo ma sono uscita questa mattina dall'ospedale...
Allora...
Chi sarà mai stato a far cadere Grace per terra priva di sensi?!?👀 Chi lo sa?? ...
Muahaha lo so solo io... Anatemi
Ps. Vi ano💙
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WRITER'S WALL
Fanfic“Sei il mio sorriso, la mia speranza e tutto ciò in cui credo, non lasciarmi andare. Io ti amo e tu mi ami, questo è il nostro obiettivo, capire che ci amiamo è la nostra meta. Il dolore e le tensioni sono solo il passaggio, lo svolgimento della nos...
