VII

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Aziraphale stava ingannando l’attesa del tintinnio del forno leggendo Orgoglio e Pregiudizio, ci aveva messo anima e cuore nel fare quella torta e non vedeva l’ora di assaggiarla.
Gabriel, invece,era al piano di sopra, sdraiato sul letto a fissare il vuoto e a contemplare le sue scelte di vita.

A un certo punto, proprio quando la torta aveva finito di cuocere, il telefono della libreria squillò e l’Angelo andò a rispondere in tutta tranquillità, senza sapere che la notizia che stava per ricevere gli avrebbe spezzato il cuore.
Alzò la cornetta, portandosela all’orecchio e sistemò gli occhiali da lettura sul naso.

“Fell’s bookshop, come posso esserle utile?”

“Parlo con il signor Fell?” domandò una dolce voce femminile

“Sì, madame. Come posso aiutarla?”

“Mi dispiace signore, il signor Crowley ha avuto un incidente e lei era la sua ultima chiamata.”

Aziraphale si bloccò, incredulo a ciò che aveva appena udito, la bocca leggermente spalancata e gli occhi che iniziavano ad inumidirsi. Il cuore gli batteva forte in petto, il respiro era accelerato e le mani gli iniziarono a tremare.

“Pronto? Signor Fell è ancora lì?”

“Oh- sì…sì, non si preoccupi.” balbettò il biondo, trattenendo le lacrime. “Quindi…Crowley è lì da voi?”

“Sì, signore. Se vuole, può venire a trovarlo” disse gentilmente la receptionist.

“C-certamente…mi- mi può dire l’indirizzo?”

“London Bridge”

“Molto bene, grazie. Arrivederci.” posò giù la cornetta e si buttò distrutto sulla poltrona, si portò la testa tra le mani e iniziò a singhiozzare, immaginando i peggiori scenari in cui avrebbe potuto trovare Crowley.
I suoi singhiozzi si trasformarono in veri e propri lamenti, le lacrime gli rigavano il volto e gli sta diventando difficile respirare.

“Aziraphale scusami hai… PER L’AMOR DI DIO, CHE SUCCEDE QUI!”

L’Arcangelo Gabriel era appena sceso al piano di sotto per controllare la situazione, ma trovando Aziraphale piangente capì immediatamente che qualcosa di sgradevole era accaduto. Si mise accanto a lui, inginocchiandosi e mettendogli una mano sulla coscia, il biondo alzò lo sguardo e sobbalzò imbarazzato.

“Oh-Oh…Gabriel- io…”

“Che succede Aziraphale?” domandò con un briciolo di preoccupazione nella voce. “Perché stai piangendo?”

“N-nulla…nulla. Ho appena finito un libro triste e-”

“Non sono un esperto di libri, ma non penso che quelle siano lacrime da libro”

“Ecco…ecco, in realtà…si tratta di Crowley”

“Crowley? Intendi… quel Demone che per un momento mi è sembrato innamorato di te?”

“C-che cosa-...?” domandò incerto, arrossendo leggermente. “E poi, scusami…quanti Crowley conosci?”

“Ah boh.” rispose onestamente, notando che non aveva ribattuto alla sua supposizione. “Ti ha fatto qualcosa, è per questo che piangi?”

"No-o lui non ha fatto niente a me..."

"E a chi??"

"A-a.."

"A parole tue"

"A SE STESSO! HA FATTO UN INCIDENTE PERCHÈ QUELL'IRRESPONSABILE VA-VA TROPPO VELOCE E-" e qui scoppiò a piangere più di prima

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